Ninety Nine Nights: Provato!  0

A pochi mesi dal lancio, abbiamo provato una versione quasi definitiva di Ninety Nine Nights, la nuova creatura di Mizuguchi, in esclusiva per Xbox 360!

ANTEPRIMA di Antonio Jodice   —   14/07/2006

Certi amori non finiscono, cantava il prode Venditti. Certi altri, invece, sembrano non iniziare mai. Uno di questi è senz’altro quello tra il Giappone e Xbox 360, che non riesce in alcun modo a scalfire la dura corteccia del cuore dei giocatori nipponici. E dire che Microsoft ha tenuto un atteggiamento piuttosto aggressivo con la sua nuova console, accaparrandosi il supporto esclusivo di fior di sviluppatori con titoli, almeno sulla carta, di sicuro interesse (Speciale 360 Giappone). Il problema è che l’inizio è stato più lento del previsto e che dei titoli più importanti, tra quelli pensati per il pubblico orientale, si è visto ancora poco. Il primo dei giochi di richiamo e che avrebbe dovuto fare presa sul mercato orientale è Ninety Nine Nights, parto congiunto del geniale Mizuguchi, autore di Rez e Lumines, e dei coreani Phantagram, responsabili del celebre Kingdom Under Fire su Xbox. Il gioco verrà pubblicato a Settembre in Italia, dopo aver già visto la luce nella terra del sol levante, ed in questi giorni abbiamo provato una versione avanzata dell’edizione nostrana. Ecco che impressione ci ha fatto.

Meccaniche

N3 è una versione più arcade di Kingdom Under Fire. Scelto il solo personaggio disponibile all’inizio (Inphyy, la pettoruta valchiria che potete ammirare nelle immagini), la storia sembra dipanarsi in maniera molto lineare tra una battaglia e l’altra, che si alterna a scene che spiegano l’evolversi della trama e dei rapporti tra i protagonisti. La gestione delle truppe è ridotta ai minimi termini, infatti, la sola possibilità lasciata al giocatore è quella di scegliere il tipo soldati da portarsi dietro (tra arceri, lanceri e fanterie varie). Una volta sul campo di battaglia, i soli comandi da assegnare ci consentono di mandare le truppe all’attacco, di farle stare in difesa o di farle stazionare in una determinata area della mappa. Grazie ad un indicatore in basso a sinistra, è possibile sapere lo stato di salute delle truppe che lentamente subiscono attacchi fino ad essere debellate negli stage più difficili.

Protagonista assoluta della scena è l’eroina con i suoi colpi micidiali e le sue combo infinite che arrivano fino a centinaia di mosse concatenate

Meccaniche

Questo, però, sembra avere un’importanza relativa. Protagonista assoluta della scena è l’eroina con i suoi colpi micidiali e le sue combo infinite che arrivano fino a centinaia di mosse concatenate. Da ogni cadavere fuoriesce una sfera rossa che serve per riempire l’indicatore della modalità berserk, che consente di realizzare vere e proprie stragi e di accumulare sfere blu che vanno ad aumentare l’esperienza ed un ulteriore indicatore che scatena un’altra mossa ancora più devastante. Ci sono solo due pulsanti a disposizione, uno per i colpi forti ed uno per quelli veloci; le combinazioni di questi due e del salto danno vita a dei veri e propri balletti mortali su schermo. L’azione è frenetica e sulle prime divertente, resta solo da vedere sulla lunga distanza cosa accadrà a questi guerrieri impegnati in una feroce lotta contro troll, orchi e goblin, dato che il tutto sembra risolversi in un continuo menar colpi, alternato alla ricerca di item di potenziamento e poco altro. La spettacolarità è senz’altro garantita, ma la caratterizzazione dei personaggi, forse, avrebbe meritato un po’ più attenzione di quella che sembra essere stata riservata ai dialoghi tra i vari protagonisti. Tra l’altro N3 sembra ereditare una delle caratteristiche più ostiche della serie KUF, dato che le lunghissime missioni non sono interrotte da alcun check point e, se si muore sotto i colpi del boss di fine livello di turno, non resta che ripetere tutto il livello dall’inizio.

A centinaia!

Le origini di N3 sono ancora più evidenti nella grafica che nell’impianto di gioco. Centinaia di personaggi su schermo fanno capire immediatamente chi si è occupato dello sviluppo del titolo. Grazie all’hardware di Xbox 360, il motore di Phantagram si è ulteriormente evoluto con dei personaggi principali dal dettaglio impossibile sulla prima Xbox e animati costantemente a 30 frame al secondo, senza alcun problema di Vsync, anche nelle situazioni più caotiche. Gli stage che abbiamo affrontato sono vasti, ma, ahinoi, non sembrano aver subìto lo stesso restyling dedicato agli sprite, e, se si accettua l’orizzonte visivo, i dettagli di boschi e montagne sono lontani da quelli delle “Terre Brulle” di Kameo, per fare un esempio. Chiaramente, le vere protagoniste del gioco sono le combo, davvero spettacolari, ma per poterle apprezzare in tutta la loro maestosità bisognerà aspettare la versione definitiva così da poter provare quelle che si sviluppano con il salire di livello dei personaggi. Ninety Nine Nights sembra il sogno promesso degli amanti dell’azione pura e degli scontri di massa con nemici e colpi che volano ovunque. Per chiunque sia alla ricerca di qualcosa di più profondo, bisognerà aspettare la recensione di Settembre per capire se ci sia abbastanza sostanza oltre la cosmesi. Per capire tutte le sfumature della trama e delle relazioni che si intrecciano tra i tanti personaggi sbloccabili.