Turning Point: Fall of Liberty - Provato  6

A poche settimane dal suo arrivo nei negozi, abbiamo avuto modo di provare Turning Point, lo sparatutto bellico ambientato in una realtà alternativa dove la Germania ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e adesso sferra il suo attacco agli USA

ANTEPRIMA di La Redazione  —   15/02/2008

Cosa sarebbe successo se...

Di sparatutto ambientati nella Seconda Guerra Mondiale ne sono usciti diversi e alcuni di questi come Medal of Honor o Call of Duty, sono diventati negli anni dei veri e propri punti di riferimento in single e soprattutto in multiplayer. Nessuno però a parte Return to Castle Wolfenstein e Ubersoldier, hanno provato a inserire elementi fantastici o inediti, concentrandosi piuttosto sull'atmosfera e sul realismo. Turning Point: Fall of Liberty (TP d'ora in poi), è ispirato al romanzo La svastica sul sole di Philip K. Dick (autore di Blade Runner) e narra di una realtà alternativa dove gli USA non sono intervenuti nel corso del secondo conflitto mondiale, permettendo la vittoria del Terzo Reich. Nel 1953 i tedeschi attaccano gli Stati Uniti, concentrando i propri sforzi su New York, grazie a una possente flotta di navi e dirigibili ed è da qui che inizia l'avventura. Il protagonista è un operaio che sta lavorando alla costruzione di un edificio ad alcune centinaia di metri d'altezza e come tanti cittadini viene preso di sorpresa dall'attacco tedesco.

Dov'è l'ascensore?

I primi minuti di gioco non prevedono sparatorie, ma un percoso da compiere per tornare a terra con le ossa intere e soprattutto per imparare a controllare il personaggio. Non si tratta di un'operazione semplicissima, visto che a pochi metri da noi sta avvenendo di tutto, con palazzi che crollano sotto i colpi dell'artiglieria navale, dirigibili che attraversano i grattacieli e panico a non finire. Queste sequenze iniziali sono totalmente scriptate e ricordano molto piacevolmente l'incidente di Black Mesa nel primo storico Half-Life. Alcuni piani più in basso qualche altro operaio non se la caverà benissimo come noi, mentre altri interverranno in aiuto di qualche malcapitato, rendendo l'atmosfera sufficientemente tesa e trasmettendo un tono di gravità e pericolo alla situazione. Una volta a terra, avremo occasione di rubare un fucile a un soldato tedesco e fronteggiare le forze dell'asse. Le sparatorie non spiccano per originalita e di fatto con il pulsante sinistro del mouse si apre il fuoco mentre con il destro si entra in ottica di precisione, riducendo il raggio dell'arma, ma migliorando al contempo il danno inferto. In seguito ci si ritroverà ad aggregarsi a una forza di resistenza, impegnata a salvare e raggruppare quanti più civili possibili. I compiti in questa fase saranno molteplici e svariano dalla difesa di punti cardine alla distruzione di obiettivi tattici tedeschi. Nonostante la varietà delle situazioni non faccia gridare al miracolo, non si corre mai il rischio di annoiarsi, visto anche quello che è il ritmo del gioco. In alcuni casi sarà necessario far saltare in aria alcuni carri armati nemici e per fare questo bisognerà piazzare degli esplosivi, accedento a un mini-gioco che richiede di collegare i fili in determinate maniere per farli brillare. Su console la procedura risulta piuttosto intuitiva, mentre con l'accopiata mouse-tastiera, non sarà raro dover perdere qualche istante in più per trovare il tasto giusto per compiere l'azione desiderata.

Ancora Unreal Engine 3

Turning Point, sfoggia come sempre più titoli, l'Unreal Engine 3 e il risultato è senza dubbio notevole. Nonostante manchi ancora un po' al suo arrivo nei negozi, il gioco mostra un buon dettaglio e nonostante la pesantezza della versione in nostro possesso, gli inevitabili aggiustamenti che verranno posti da qui alla fine, promettono di offrire una buona resa visiva. Il titolo si fa apprezzare non solamente per il dettaglio grafico, ma principalmente per la grande atmosfera che si respira nel gioco e l'attenzione al dettaglio. La ricostruzione delle città dell'epoca si presenta di buon livello, grazie alle tipiche pubblicità in stile anni '50 e a una ottima rivisitazione di luoghi e ambienti. Le situazioni in cui ci si ritrova nel corso dei tre capitoli principali (New York, Washington e Londra), regalano grandi emozioni e bastano poche ore di gioco per immergersi completamente in quella che è la storia del gioco. La presenza costante dei temibili dirigibili tedeschi e delle truppe dislocate in ogni parte della città, offrono un senso di oppressione difficile da trovare in altri videogames. TP riesce poi nel non facile tentativo di far sentire il giocatore non tanto il classico rambo di turno, ma bensì un elemento cardine all'interno di un contesto molto più ampio che nel frattempo si sviluppa in diverse locazioni. Riguardo l'audio, la versione provata era interamente localizzata in italiano sia nei menù che nel parlato, apparso peraltro di buona qualità.
Dovendo tracciare un bilancio del gioco a poche settimane dal suo arrivo nei negozi, Turning Point sembra avere le carte in regola per ritagliarsi il suo spazio nel sempre più affollato settore degli sparatutto bellici. L'idea di base della storia e l'ottima atmosfera sono poi elementi su cui gli sviluppatori hanno puntato molto per centrare il bersaglio. A breve il verdetto finale.

Gameplay classico

Procedendo nella storia (che si sviluppa nel corso di diversi mesi) passeremo dal ruolo di ultimo arrivato a quello di soldato d'elite della forza di liberazione. Il teatro degli scontri si sposterà in questo caso a Washington, dove l'obiettivo ultimo sarà quello di liberare la Casa Bianca. Come in quasi tutti gli sparatutto moderni (fatta eccezione per Serious Sam e Painkiller), sarà necessario muoversi prudentemente, evitando di rimanere troppo allo scoperto e approfittare dei momenti in cui i nemici escono, per sparare. Nel corso dell'avventura è consentito portare con se solamente due armi tra le tante presenti come fucili semplici, di precisione, mitragliatori, pistole e bazooka. Giocando ai livelli di difficoltà medio/bassi, difficilmente si rischia di rimanere a secco di munizioni, visto anche che quasi tutti i soldati abbattuti lasciano in eredità diverse munizioni. In Turning Point non esistono kit di pronto soccorso e per recuperare l'energia persa durante una sparatoria, è necessario rimanere al riparo per qualche secondo in perfetto stile Halo. Si tratta di una scelta di gameplay che sta trovando sempre più consensi tra gli sparatutto moderni e che permette al giocatore di concentrarsi sull'azione.