BioShock Infinite è la dimostrazione che ormai bisogna andare oltre, dice un ex di People Can Fly 85

Riuscirà la next gen a fornire nuove possibilità agli sviluppatori?

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   30/04/2013

Nel corso di un'intervista con Eurogamer.net, Adrian Chmielarz, creative director di Bulletstorm e Gears of War: Judgment quando lavorava in People Can Fly, ha sottolineato il fatto che titoli come BioShock Infinite dimostrano di aver ormai esplorato tutte le possibilità di un determinato genere, e che è ora di andare avanti.

Secondo Chmielarz, i videogiocatori cominciano a farsi delle domande che prima non consideravano neppure, e la cosa sarebbe legata a una nuova concezione che va di pari passo con certe produzioni indie, capaci di mostrare un lato inedito del gaming. Lo stesso Tomb Raider, per il creative director, si muove in tale direzione e fa in modo che la protagonista venga compresa nelle sue azioni, anche le più estreme, laddove altri blockbuster come Uncharted non si pongono minimamente il problema.

BioShock Infinite avrebbe un ruolo di primo piano in questo processo, perché spinge i giocatori a chiedersi il perché di tanta violenza. Secondo Chmielarz, lo sparatutto di Irrational Games sarebbe la prova che ormai tutto è stato dato in determinati contesti e che è ora di andare avanti, puntando sulle possibilità, anche narrative, che ci vengono offerte dalle piattaforme di nuova generazione.

Fonte: VG247