PewDiePie si dichiara un idiota e chiede scusa per il suo commento razzista durante una live, che considera da stupidi immaturi  59

Vera presa di coscienza, o gesto opportunistico?

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   12/09/2017

Ieri avevamo riportato la notizia che il noto youtube PewDiePie, al secolo Felix Kjellberg, si è lasciato sfuggire un commento razzista durante una live di di Playerunknown's Battlegrounds, scatenando una grossa polemica su alcuni social network, Twitter in particolare. La reazione più veemente è stata quella del team di sviluppo di Firewatch, Campo Santo, che, appellandosi al diritto d'autore, ha fatto rimuovere da YouTube i video in cui Kjellberg giocava con Firewatch, chiedendo anche agli altri colleghi di fare lo stesso e di non tollerare in silenzio tanta immaturità, arroganza e idiozia.

Dopo tante discussioni, le posizioni in campo sono apparse chiare: da una parte i minimizzatori, ossia coloro che non considerano grave quanto detto dallo youtuber perché in fondo fa parte del gioco e quando si è presi dall'azione si può dire quel che si vuole, a prescindere dal ruolo ricoperto; dall'altra gli accusatori, quelli stanchi di vedere i videogiochi ridotti a una cloaca per ragazzini immaturi che pensano di poter fare e dire ciò che vogliono, senza che nessuno possa opporgli nulla. Insomma, è l'eterna lotta tra la civiltà e la barbarie che si ripete in salsa 2.0.

E PewDiePie? Come ha reagito alle accuse? Non come molti hanno sperato. Invece di cercare di giustificarsi, il nostro ha utilizzato il mezzo che gli è più proprio, ossia YouTube, per pubblicare un videomessaggio di scuse, affermando di non voler continuare a combinare questi casini. Sostanzialmente si è autoaccusato e si è preso la piena responsabilità per l'accaduto:

"Sicuramente non crederete a ciò che sto per dirvi, ma ogni volta che vado online e sente gli altri giocatori che utilizzano lo stesso linguaggio che ho utilizzato io, li trovo immaturi e stupidi."

Kjellberg ha continuato dicendo che non gli piace essere accostato a queste persone, per poi entrare nel cuore della questione: "Ho detto quella frase preso dal momento. Ho pronunciato la peggiore parola cui potessi pensare, che è come scivolata dalla mia bocca. Non voglio scusanti per ciò che ho fatto, perché non ce ne sono. Ho deluso me stesso, perché sembra che io non abbia imparato nulla dalle controversie del passato. E non penso di poter pensare e dire o fare qualsiasi cosa e passarla liscia. Sono solo un'idiota. Ma ciò non rende lecito ciò che dico, o come lo dico."

Kjellberg ha quindi chiesto scusa per chiunque si sia sentito offeso, affermando che vuole migliorarsi per il bene delle persone che lo guardano. Sarà vero? Non è la prima volta che promette di cambiare (lo aveva fatto anche all'epoca delle accuse di antisemitismo, che pure non ci avevano convinto), quindi la sua parola non vale moltissimo, nonostante l'apparente buona volontà. Del resto non spetta a noi dargli o no fiducia, ma al suo pubblico e a chi investe su di lui. Di nostro possiamo solo registrare ciò che ha fatto e come lui stesso consideri immonde le parole che ha usato. Su questo, non possiamo che stare dalla sua parte.