Al Computex 2026, Thermaltake ha deciso di puntare sugli alimentatori con una soluzione particolare, che prova a modificare il modo in cui vengono gestiti gli upgrade dei desktop assemblati. La nuova gamma Dockpower introduce un'architettura modulare composta da due elementi separati.
In questo modo l'azienda prova a superare uno dei problemi più comuni durante la sostituzione dell'alimentatore: dover scollegare e riorganizzare tutti i cavi interni del computer. Ma andiamo a vedere come funziona.
Thermaltake Dockpower punta su un sistema a due moduli
A livello estetico, i nuovi alimentatori Dockpower ricordano modelli ATX tradizionali. La differenza emerge osservando la struttura interna. Il sistema è infatti suddiviso in una sezione principale, responsabile dell'alimentazione del PC, e in un secondo modulo che ospita tutti i connettori dei cavi.
Thermaltake definisce questa seconda parte "dock module". I due elementi vengono fissati insieme tramite una vite ad anello, soluzione che permette di separare rapidamente il blocco principale dal modulo con i collegamenti. In pratica, durante un futuro upgrade, sarà possibile sostituire soltanto l'unità di alimentazione mantenendo invariato il cablaggio del sistema.
Secondo l'azienda taiwanese, il collegamento tra le due sezioni sfrutta contatti placcati in oro da 30 micron di livello server. Questo approccio dovrebbe garantire stabilità elettrica e durata nel tempo anche con sostituzioni frequenti dell'alimentatore. Il vantaggio principale riguarda soprattutto gli utenti che aggiornano spesso CPU e GPU. Passare a componenti più potenti richiede spesso alimentatori con wattaggi superiori, operazione che normalmente implica la rimozione completa dei cavi dal case. Con Dockpower il processo diventa più rapido: basta scollegare il modulo principale, installare il nuovo alimentatore e riagganciare il dock già cablato.
Thermaltake sostiene che si tratti dell'innovazione più significativa nel settore degli alimentatori modulari dai primi anni Duemila, periodo in cui iniziarono a diffondersi i PSU modulari tradizionali. Il concetto punta quindi più sulla praticità degli upgrade che sulle prestazioni pure.
La serie Dockpower arriverà sul mercato nel terzo trimestre del 2026 con versioni da 750W, 850W, 1000W e 1200W. I prezzi annunciati sono rispettivamente di 120 dollari (circa 110 euro), 130 dollari (circa 120 euro), 160 dollari (circa 147 euro) e 180 dollari (circa 165 euro). Tutti i modelli saranno certificati 80 Plus Gold e disponibili nelle colorazioni nera e bianca.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.