85

Ragazzo chiama la polizia perché il padre gli nega i videogiochi

La polizia di Spoleto è dovuta intervenire in una lite padre e figlio, causa dall'eccessivo utilizzo da parte di quest'ultimo dei videogiochi.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   22/02/2022

Ieri pomeriggio gli agenti della polizia di stato del commissariato di Spoleto sono intervenuti per la segnalazione di una lite domestica tra padre e figlio, con quest'ultimo che affermava di essere stato colpito a una mano dopo essere stato rimproverato di passare troppo tempo sui videogiochi invece che studiare.

"Mio padre mi dice che non studio e penso solo ai videogames. Mi ha anche colpito ad una mano", questa la dichiarazione fatta dal giovane quando ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine al 113 intorno alle 18 di ieri. Sembrava dunque un caso di violenza domestica, ma al loro arrivo gli agenti hanno notato che il ragazzo non presentava alcun segno di violenza né una ferita alla mano.

Videogiochi
Videogiochi

Il ragazzo successivamente ha confessato di aver mentito circa il presunto colpo ricevuto dal padre. Quest'ultimo invece ha spiegato alle forze dell'ordine di aver rimproverato più volte il figlio perché passa troppo tempo sui videogiochi, trascurando lo studio.

L'uomo afferma che il ragazzo ha l'abitudine di giocare fino a notte tarda, costringendolo come contromisura a disattivare la linea wi-fi nelle ore serali. Una soluzione che a quanto pare non ha portato a grandi risultati, dato che il ragazzo, spiega il padre, riesce sempre a trovare il modo di ricollegarsi alla rete.

Gli agenti del Commissariato di Spoleto, dopo aver cercato di far comprendere al ragazzo l'importanza dello studio, lo hanno redarguito a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti del padre e a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine solo quando ce n'è effettivamente bisogno.