Misteriosi dungeon in treddì 29

Il principale spin-off di Pokémon esordisce in tre dimensioni, ma ha davvero acquisito profondità?

RECENSIONE di Christian Colli   —   08/05/2013

Nata nel 2005 da una costola dell'immortale brand Nintendo nel tentativo di conquistare nuove fette di mercato, la serie Mystery Dungeon è uno spin-off ormai abbastanza famoso che ha fatto la sua comparsa su praticamente ogni portatile della grande N, dal Game Boy Advance in poi.

Purtroppo, è anche uno degli spin-off meno ispirati, progettato sopratutto per un pubblico infantile e perciò scevro di tutte quelle raffinatezze e complessità che rendono la serie madre appetibile anche ai giocatori con qualche annetto di troppo sulle spalle. Ci piacerebbe pensare che la terza dimensione offerta da Nintendo 3DS abbia dato ai ragazzi di Chunsoft, che sviluppano al posto di Game Freak, l'occasione di fare un passo avanti... ma purtroppo non è andata così.

Sogni di pokémon

Essendo pur sempre un RPG, anche Pokémon Mystery Dungeon: I Portali sull'Infinito propone una trama che da un senso alle nostre scorribande in giro per i nuovi dungeon. Le linee narrative, in realtà, sono due: in quella principale, ci sveglieremo dopo un orribile incubo in cui abbiamo visto un pokémon in pericolo, e scopriremo di essere stati trasformati in un pokémon a nostra volta. In quale, lo decideremo noi all'inizio, scegliendo tra l'onnipresente Pikachu, il buffo Axew e i tre pokémon di partenza della quinta generazione (Snivy, Tepig e Oshawott).

Al nostro risveglio verremo accolti da un pokémon che diventerà il nostro migliore amico (scelto sempre tra quelli precedentemente elencati) e verremo introdotti alla storyline parallela: decideremo infatti di aiutare il nostro nuovo amico a costruire un vero e proprio "paradiso per i pokémon", cioè un paesino dotato di tutti i comfort. Le due storie finiscono per intrecciarsi tra loro, ovviamente, e con tutta una serie di ministorie legate a un certo numero di altri pokémon, alcuni dei quali si uniranno alla nostra comitiva. La trama ovviamente non vuole essere quella di un RPG serio, ma risulta comunque eccessivamente stucchevole e infantile:

nonostante sia stata sicuramente pensata per un pubblico di giovanissimi, è impossibile non restare perplessi di fronte all'ingenuità di moltissime situazioni. L'eccessiva prolissità dei testi e la lunghezza delle cutscene rendono decisamente pesante e noioso lo svolgersi delle vicende, e spesso e volentieri ci si chiede come mai si voglia dare tanta enfasi a una storia di così poche pretese. Per fortuna, il comparto tecnico è piacevolissimo: I Portali sull'Infinito è il primo Pokémon Mystery Dungeon completamente poligonale, e bisogna ammettere che lo sviluppatore ha fatto un ottimo lavoro sia dal punto di vista della modellazione poligonale che delle animazioni. Le ambientazioni sono coloratissime e ricche di dettagli, pur nella loro ripetitività, e i pokémon sono stati ottimamente realizzati: da questo punto di vista, il titolo Chunsoft si farà sicuramente apprezzare dai più piccini proprio grazie alla cura con cui sono stati trasposti i mostriciattoli Nintendo.

L'effetto 3D

Pur non avendo alcuna applicazione pratica, dobbiamo ammettere che l'effetto stereoscopico de I Portali sull'Infinito è uno dei migliori che ci è capitato di vedere sul portatile Nintendo: la sensazione di profondità è sempre eccellente e il gioco di inquadrature impreziosisce le varie cutscene, aprendo una vera e propria finestra su questa regione di Unova.

La noia dietro l'angolo

Purtroppo non è soltanto la trama a soffrire della sindrome di Peter Pan. Ormai, chi acquista un Pokémon Mystery Dungeon sa già a cosa va incontro, ma questo non significa che la formula possa essere riciclata all'infinito senza apportare nessuna miglioria significativa a un sistema di gioco che mostra il fianco fin dai suoi esordi. La possibilità di costruire e ampliare il paesino dei pokémon è la caratteristica principale di questa edizione, ma si tratta realisticamente di un'enorme missione secondaria che si svolge quasi automaticamente man mano che si sbloccano e completano i vari obiettivi del gioco. L'espansione del paese avviene perlopiù trovando particolari oggetti in fondo ai dungeon e recapitandoli ai pokémon che ci hanno chiesto di trovarli, mentre le funzioni manageriali sono ridotte ai minimi termini. Nei dungeon ci si va comunque per portare avanti la storia, e anche lì ci si trova di fronte alle solite meccaniche: ogni piano è generato casualmente e il giocatore deve esplorarlo in cerca dei forzieri da aprire e delle scale che conducono al piano successivo. I combattimenti seguono un modello ibrido un po' a turni e un po' in tempo reale, con il giocatore che utilizza le quattro abilità speciali del suo alter ego:

il basso livello di difficoltà, però, rende gli scontri una semplice questione di button mashing, e l'intervento autonomo dei pokémon che ci accompagnano semplifica ulteriormente le cose... quando non decidono di sprecare inutilmente le loro abilità o di andarsene per i fatti loro a cercare tesori, magari rischiando pure la pelle (e il game over) contro altri nemici, dimostrando un'intelligenza artificiale piuttosto deludente. All'eccessiva semplicità dei combattimenti si unisce anche quella dei dungeon stessi, che soltanto nelle fasi avanzate di gioco propongono qualche rompicapo o ostacolo degno di nota. I giocatori in cerca di sfide più ostiche potranno approfittare dei Metaportali, una feature che sfrutta la fotocamera della console e la tecnologia della realtà aumentata: l'idea è quella di cercare degli oggetti completamente rotondi che il gioco trasformerà in dungeon addizionali in cui la potenza dei nemici e la qualità dei tesori dipendono dalla grandezza e dal colore dell'oggetto inquadrato. L'idea è carina è offre una discreta longevità, ma la meccanica non ci è sembrata proprio precisissima, dato che ci siamo trovati spesso a inquadrare oggetti che rispettavano perfettamente i parametri indicati senza riuscire ad aprire alcun Metaportale.

Multiplayer.it

6.0

Lettori (60)

7.7

Il tuo voto

I Portali sull'Infinito è un titolo coloratissimo che farà subito colpo sui più piccoli, ma è anche uno degli episodi più carenti e semplicistici della serie Mystery Dungeon, un vero passo indietro rispetto al discreto ma sicuramente più elaborato (anche dal punto di vista narrativo) Esploratori del Tempo e dell'Oscurità. Si tratta, comunque, di un prodotto decisamente longevo, grazie a una campagna piuttosto lunga e alla possibilità di giocare nuovi dungeon tramite il sistema dei Metaportali e i vari DLC in arrivo. Non è un mistero che questi spin-off siano pensati per i fan meno pretenziosi, ma l'hardware del portatile Nintendo ha già dimostrato di poter offrire più del semplice effetto 3D. I fan della serie madre potrebbero dargli un'occhiata, ma se dovete regalare un videogioco a un nipotino o un cuginetto... con questo andrete sul sicuro.

PRO

  • Graficamente piacevolissimo
  • Ottimo effetto 3D
  • Buona longevità

CONTRO

  • Storia e dialoghi fin troppo infantili
  • Eccessivamente semplice
  • Dungeon noiosi e IA da rivedere