Castello di carta

Buone idee e diverse incertezze nella nuova esclusiva Wii U

RECENSIONE di Andrea Centini   —   14/07/2015
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Uscito vittorioso dall'iDEAME, un evento organizzato da Nintendo in collaborazione con l'Università Complutense di Madrid al fine di promuovere il lavoro degli sviluppatori in erba, Roving Rogue è un semplice platform bidimensionale realizzato da una manciata di ragazzi sotto l'etichetta Padoane Games, un titolo dal sapore vintage dalle premesse piuttosto intriganti, grazie al curioso incipit della trama e ad alcune soluzioni di game design. Il protagonista del gioco è il ninja Kurt the Righteous, e la sua storia inizia letteralmente dai titoli di coda: sconfitti il boss finale e il suo apprendista, infatti, il bizzarro eroe dalla tunica violacea si ritrova senza memoria, e il suo scopo è ripercorrere a ritroso la propria avventura per capire chi è e perché ha dovuto compiere questa missione. Dunque un avvio piuttosto interessante, ma che purtroppo perde fascino e carisma nel corso dei 42 livelli che compongono l'opera, recentemente sbarcata sul Nintendo eShop come esclusiva Wii U.

Il bizzarro percorso a ritroso di Roving Rogue non convince appieno

Ferri troppo corti

Figlio del cosiddetto filone dei "garage game", Roving Rogue si presenta estremamente semplicistico sin dalle opzioni. Nel menù principale, infatti, le uniche voci selezionabili sono lo Story Mode, il Multiplayer locale fino a quattro giocatori e i crediti; non è possibile regolare nemmeno il livello di difficoltà o il volume dell'audio. Come specificato in sede di premessa il gioco è composto da 42 livelli, incastonati in sei capitoli ove ciascuno di essi rappresenta una specifica area dell'enorme castello del cattivone di turno. Partendo dal sesto capitolo si deve dunque giungere sino al primo, coadiuvati da una mappa che ricorda quella di produzioni storiche Nintendo alla stregua di Super Mario World e Donkey Kong.

Castello di carta

Naturalmente, una volta superato uno stage, è possibile rigiocarlo ogni qual volta lo si desideri per raccogliere i collezionabili presenti, ovvero le cosiddette "Amnestatuette" - tre per livello - che aiuteranno Kurt a ritrovare completamente la propria memoria. Ciascuna statuetta sblocca una porzione del libro mastro accessibile premendo il tasto + nella mappa, che all'inizio dell'avventura risulta colmo di caratteri indecifrabili. Ma come funziona esattamente Roving Rogue? Come detto, si tratta di un semplice platform bidimensionale, e il giocatore deve raggiungere la fine di ciascun livello (indicata da un portone rosso) saltando tra le varie piattaforme, uccidendo i nemici e soprattutto sfuggendo al collasso della struttura. Il castello, infatti, veniva sostenuto dai poteri magici del boss finale, e alla sua dipartita, all'inizio del gioco, dopo un paio di livelli di ambientamento comincia letteralmente a crollare e ad essere avviluppato dalla lava. Gli stage sono fondamentalmente di due generi: a scorrimento verticale e a scorrimento orizzontale. Nel primo caso avremo a che fare col problema della lava che ci insegue imperterrita dal basso, mentre nel secondo Kurt deve vedersela con le mura che crollano da sinistra verso destra. Rapidità, ingegno e talvolta una buona dose di pazienza sono le armi necessarie per avere la meglio di ciascuno stage, ma il protagonista per raggiungere il suo scopo è supportato anche da un paio di importanti abilità, ovvero un teletrasporto a breve distanza, che rappresenta il vero e proprio fulcro dell'esperienza ludica, e una mossa per uccidere i nemici col suo wakizashi.

Castello di carta

Attivabile con i tasti X e Y, il teletrasporto permette al protagonista di sparire in una nuvola di fumo viola e attraversare le pareti colorate di giallo. Il level design è completamente costruito attorno a questa abilità, e progredendo sarà necessario studiare sempre più attentamente e velocemente i passaggi percorribili, complicati anche da trampolini e portali. Come detto, è possibile eliminare i vari nemici presenti, che spaziano dal goblin armato con arco e frecce a varie tipologie di maghi, come quelli che lanciano sfere di fuoco o di ghiaccio, passando per cavalieri in armatura rossa che fanno di tutto per buttarvi giù dalle piattaforme. Per uccidere i nemici è sufficiente toccarli da dietro o saltargli sopra, tuttavia è proprio nel sistema di controllo che Roving Rogue mostra il fianco ad alcune criticità. A volte, infatti, anche eseguendo correttamente l'azione di assalto i nemici non vengono eliminati, inoltre la precisione dei salti non è millimetrica come quella delle raffinatissime opere Nintendo, e talvolta può capitare di rimanere letteralmente incastrati ai pixel dei bordi delle piattaforme. Per non parlare dell'imprecisione nel selezionare la doppia distanza per il teletrasporto, sebbene fortunatamente nel 99% dei casi è sufficiente utilizzare quella massima. Le dinamiche di base si trascinano per tutta l'avventura, e al di là dei livelli più avanzati, a volte talmente caotici da risultare frustranti, nonostante i difetti nel sistema di controllo si riesce a proseguire speditamente sino alla conclusione del gioco, facilitato dall'assenza di game over (non ci sono vite) e dalla presenza di numerosi checkpoint. Va sottolineato che il "paddone", obbligatorio quando si gioca da soli, non viene minimamente utilizzato nelle sue caratteristiche, al di fuori del poter giocare sul suo piccolo schermo.

Nodi al pettine

Anche dal punto di vista tecnico l'opera Padoane Games non brilla particolarmente, presentando una grafica in pixel art che omaggia l'epoca 16-bit senza guizzi artistici originali. I livelli si assomigliano un po' tutti, e a eccezione di quelli "finali" dei primi cinque mondi, che aggiungono un po' di pepe alla ricetta base grazie al buio e ai fantasmi immortali, sembra che gli sviluppatori abbiano esaurito piuttosto in fretta la propria inventiva.

Castello di carta

I nemici presentano animazioni abbastanza grezze, inoltre dobbiamo segnalare che il gioco riesce persino a scattare nelle sezioni più caotiche, quando ad esempio lo schermo è invaso dagli sprite. La longevità si attesta tra le tre e le quattro ore, con un paio in più da aggiungere qualora si decidesse di prendere tutte le statuette, mentre il multiplayer più che alimentare il divertimento è un catalizzatore per il caos; i personaggi, infatti, non sovrapponendosi continuano ad ostacolarsi fra loro, e ciò si traduce in continue dipartite soprattutto negli stage dove la velocità d'esecuzione è indispensabile. In due, comunque, l'azione risulta ancora godibile e si facilita di molto la raccolta dei collezionabili, dato che alcuni fanno sudare le proverbiali sette camicie. Chiudiamo il discorso tecnico con un accenno al comparto audio: alcune musichette sono simpatiche, mentre altre risultano dannatamente ripetitive e fastidiose. Gli effetti sonori svolgono dignitosamente il proprio compitino ma senza particolari meriti.

Commento

Digital Delivery Nintendo eShop
Prezzo 7,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (2)

6.5

Il tuo voto

Corto, imperfetto nel sistema dei controlli e talvolta caotico, Roving Rogue è un semplice platform bidimensionale con alcune idee interessanti, che tuttavia non riescono a brillare dinanzi ai difetti sopracitati e a un level design scolastico e ripetitivo. L'incipit intrigante viene affossato da una trama scialba raccontata attraverso semplici schermate tra un livello e l'altro, mentre la curva di difficoltà, generalmente piatta, offre alcuni picchi di frustrazione inenarrabile: vi basti sapere che siamo morti 124 volte per completare l'ultimo, lunghissimo livello. Anche il comparto tecnico non offre particolari guizzi creativi. Nonostante tutto, può essere un effimero, piacevole passatempo.

PRO

  • Il teletrasporto è un'idea interessante
  • Incipit della trama intrigante
  • Spinge a ragionare con prontezza
CONTRO
  • Sistema di controllo imperfetto
  • Multiplayer locale confusionario
  • Artisticamente poco ispirato
  • Breve