La recensione dell'Intel Core i7 8700K  37

Intel ci ha fornito il modello di fascia alta della serie 8, arrivata in questi giorni sugli scaffali. Con Ryzen alle spalle, cosa rappresenta questa nuova evoluzione dei 14nm?

RECENSIONE di Marco Perri —   13/10/2017

Che sia tra console, risoluzione, teraflops, frame al secondo o sell-out, l'evoluzione delle diatribe da community ha sempre avuto un filo conduttore, un elemento attorno il quale far ruotare interi oceani di inchiostro virtuale per portare in auge una fazione piuttosto che un'altra. Non che quello PC sia un mondo da sempre alieno a queste logiche, anzi: il fatto è che sorridiamo nel pensare che mai come oggi il terreno di guerra del mondo PC sia la core-war. Complice un ritorno di fiamma di AMD talmente miracoloso dall'essere reputato da molti, addirittura, quasi inaspettato, il rimescolamento delle carte in tavola ha portato una bella dose di viralità e giustificata soddisfazione per Ryzen. Come nei giochi di ruolo di una volta, la lotta avanza a turni e Coffee Lake è indubbiamente la risposta attesa. Una di quelle risposte che - contrariamente a Ryzen - non sconvolge le aspettative bensì le incanala e migliora un processo già ben noto. Se il modello Tick-Tock si era buttato nella padella già a Gennaio, ora anche quello PAO (che Kaby Lake aveva battezzato) ha fatto la stessa fine. Potremmo dire che la situazione attuale altro non è che lo specchio di un raffinato collo di bottiglia tecnologico che si contorce ma sempre lì rimane. Pensate che il primo quad-core usciva nel 2006, con architettura a 65nm: eravamo più giovani, smaliziati e quel modello di cambio del processo produttivo prima (Process) e di miglioramento dello stesso ad opera di ingegneria meccanica dopo (Architecture) è stato stravolto proprio da Kaby Lake (Optimization), che per la prima volta ha introdotto la dicitura nm+. Broadwell e Skylake hanno iniziato un percorso che Coffee Lake, dopo Kaby, ha ripreso in pieno, aggiungendo a conti fatti un quarto livello di avanzamento del modello, una sorta di PAOO. Cronistoria. Siamo al presente e i segni sono diventati due: l'ottava generazione di Intel rappresenta la terza e ultima evoluzione dell'architettura a 14nm, stavolta nm++. Oltre a un processo evoluto, Intel promette maggior potenziale di overclocking, un rinnovo dell' XMP (eXtreme Memory Profile, una tecnica per overclockare la RAM, in questo caso fino a 4133MHz) e la capacità di modificare i timing (le latenze) della RAM senza dover riavviare il PC ogni volta.

14 nani potenziati

L'immagine qui sotto è ormai nota ma la ripubblichiamo, in quanto fornisce in maniera chiara e pulita lo spaccato di cosa sta accadendo in casa Intel: se la fascia bassa prende Kaby sulle spalle e raddoppia, portando a quattro il numero di core e thread, la media raggiunge finalmente i sei core e sei thread. L'8700K è quindi la punta di diamante dell'offerta, con sei core fisici e dodici thread logici grazie all'Hyper Threading. Un incremento niente male, considerando che appena dieci mesi fa il tetto di cristallo di Kaby Lake era quattro core e otto thread. Certo, non si raggiungono gli otto core di Ryzen 7, ma Intel ha equipaggiato l'8700K di un clock base di 3.7GHz, inferiore al 7700K di 500MHz.

Una scelta accorta e ponderata, che abbassa il clock con lo scopo di ridurre in maniera proporzionale consumi e calore generato. La filosofia dell'ottimizzazione inizia da qui: la maturità dei 14nm è ormai completa e si vede dalla capacità dell'8700K di raggiungere i 4.7GHz nella modalità Turbo a singolo core, con la possibilità di utilizzare il moltiplicatore sbloccato per raggiungere i 5GHz. La frequenza scende a 4.6Ghz su 2 core, 4.4GHz su 4 core e 4.3Ghz sotto carico computazionale pieno di tutti i 6 core. Una die più complessa farebbe pensare a un prezzo alto da pagare, invece lo scarto rispetto al 7700K è superiore di appena il 4%, toccando un picco di TDP di 95W, 30 in più della versione bloccata. Ognuno dei sei processori può disporre di 256Kb di cache L2, più 12 Mb di cache L3 condivisa, a differenza dei 9 e 6 delle fasce più basse. Ora, torniamo a parlare di socket. L'altro ieri vi abbiamo presentato la scheda madre che ha ospitato la CPU oggi protagonista e la solfa è la stessa: Intel ha rivisto il socket LGA 1151 in una sorta di seconda versione - non ufficialmente chiamato v.2 - incompatibile con le serie Z170 e Z270 e tutta un'altra elettronica rispetto ai cugini a 14nm. La cosa, manco a dirlo, ha provocato un bel polverone in quanto la conseguenza logica è un cambio forzato di scheda madre. Critiche e dubbi a parte, Intel ha effettivamente lavorato sul layout del socket, organizzandosi con una nuova disposizione per una corretta erogazione dell'energia. Aumentano quindi i VCC e VSS, rispettivamente da 128 sulle precedenti generazioni a 146 su Coffee Lake e da 377 a 391, i pin riservati diminuiscono invece da 46 a 25 su una superficie di 151 mm2, di circa 30mm2 maggiore rispetto a Kaby. Altra caratteristica dei Core i7 e i5 dell'ottava serie è rappresentata dal supporto di DDR4 a 2666MHZ di frequenza contro i 2400MHz della serie sette, mentre le linee di PCIe 3.0 rimangono 16 su ogni fascia di processore, direttamente connesse alla CPU, con supporto fino a 40, di cui le 24 aggiuntive sulla scheda madre condividono tutte una connessione DMI 3.0, con evidenti colli di bottiglia in caso di connessioni NVMe più complesse del semplice SSD; un passo, questo, indietro rispetto a Ryzen, che aggiunge altre 4 corsie collegate alla CPU per aumentare l'offerta in caso di necessità di storage avanzate.

Qualche prova

Test alla mano, l'8700K si è rivelato un processore eccellente, capace di affrontare sia i benchmark tecnici che quelli gaming con disinvoltura. Abbiamo fatto un po' di test sulle suite prestazionali e giochi più in voga, comparando i risultati con benchmark internazionali di Ryzen su hardware di prova analoghi. In Cinebench R15, le performance a single thread - sia stock che 3.5GHz - sono appannaggio dell'8700K, che stacca rispettivamente del 30% e del 10% Ryzen 7, sia 1700X che 1800X, mentre il risultato è simile al 7700K. In multi thread, il punteggio è pari al 1700X e di qualche punto percentuale dietro il 1800X, ovviamente a clock base, ma maggiore del 30% rispetto al 7700K. La capacità di rendering in Pov Ray pone l'8700K in linea con il 1700X e circa un 12% più lento del 1800X, 50% più veloce invece del 7700K; discorso inverso con Blender, dove la CPU Intel è più veloce - seppur di pochi punti - rispetto al 1800X e del 25% rispetto alla settimana generazione. 7Zip è un altro metodo interessante e ancora di più lo sono i risultati: sia in multi che in single thread, l'8700K batte la concorrenza diretta del 30%. Indipendentemente dalla risoluzione, su Firestrike lo scarto è intorno ai 12 punti percentuali a favore dell'8700K. Insomma, il processore Intal guarda le spalle del 1800X giusto in un paio di occasioni, con grandi performance single thread.

E lato gaming? L'anomalia di Rise of the Tomb Raider continua: il gioco Crystal Dynamics, nonostante la sua anima pesantemente legata alla CPU, dona uno scarto di circa 5 punti percentuali all'8700K rispetto al 1800X a risoluzione Full HD e 2K, ma il processore migliore rimane paradossalmente il 7700K. Altro paradosso è Hitman o GTA V: seppur vincitore a grande distanza a risoluzione Full e 2K, a 4K lo scettro va al 7700K. In Ashes of the Singularity, l'8700K non ha eguali, battendo 7700K e Ryzen a qualsiasi risoluzione. Andando su titoli più mass-market come DOTA o Battlefield One, l'8700K vince sul 1800X, con uno scarto che si assottiglia all'aumentare di risoluzione ma che comunque è sempre presente. The Witcher 3 e The Division sono altri esempi di titoli dove l'8700K straccia sia il proprio passato che la concorrenza AMD. A patto di avere un impianto di dissipazione ad aria o liquido altamente performante, l'8700K raggiunge molto facilmente voltaggi elevati, anche superiori ai 5GHz, portando risultati importanti sul fronte delle prestazioni, prestando però il fianco a un aumento delle temperature, toccando quasi subito i 90° e un consumo in idle di circa 50W a clock base a 77W in overclock, reso ancora più semplice dalla capacità di alcune schede madri della serie Z370 di overclockare in automatico. Coffee Lake prende quindi le performance gaming già raffinate di Skylake e Kaby Lake e le migliora specialmente in quel segmento single-thread così adottato dal gaming odierno.

Nonostante l'abito da salvatore indossato da AMD, la lotta dei core si gioca su un campo che Intel conosce fin troppo bene e l'aver accelerato l'uscita di Coffee Lake non ha inficiato negativamente sui suoi risultati. L'upgrade dell'8700K rispetto al 7700K di Kaby Lake è concreto da un punto di vista prestazionale e numerico, convergendo su una gestione single thread eccezionale e multi-tasking sopra le righe, grazie a un incremento della frequenza ben distribuita e dei thread logici. Certo, stiamo parlando di un processore a tutto tondo, in grado di digerire applicazioni multiple: gaming, rendering, encoding e navigazione multi-tab sono processate senza grossi problemi. Parliamo però di una CPU che vi richiede un biglietto d'ingresso non banale: complice un'alimentazione elettrica ridisegnata, dovrete acquistare una nuova scheda madre, il che apre a tutta una serie di ovvietà, magari pianificando un nuovo dissipatore nel caso desideriate sfruttare fino all'ultimo MHz di overclock. Lato gaming, la presenza del 8700K è imponente comparata sia con la settimana generazione sia con gli octa-core di AMD, seppur la percezione è che la terza evoluzione di Broadwell abbia evidentemente raggiunto il suo massimale. È chiaro che se avete già effettuato un cambio di CPU nell'ultimo periodo difficilmente vedrete i margini per tornare a spenderci soldi, bensì per chi stesse pensando a un cambio e per quella parte di finanziatori di quel fenomenale processore chiamato 4790K, è lecito consigliarvi di affidarvi al gaming senza compromessi dell'8700K. Coffee Lake è una risposta a Ryzen, una sorta di ripresa del podio dopo l'attacco improvviso di marzo, ma è probabile che - se AMD si gioca bene le sue carte - siamo tutti di nuovo all'inizio di un'appassionante battaglia.

PRO

  • Ottime performance
  • Sei core fisici si sentono
  • L'evoluzione dell'evoluzione a 14nm
  • Se la batte ad armi pari con gli octa-core...

CONTRO

  • ...ma serve una nuova scheda madre
  • Alte temperature in overclock