Beato quel dungeon che ha bisogno di eroi  27

Secondo voi esiste un'associazione internazionale in difesa degli eroi senza macchia? La categoria è ormai a rischio di estinzione e le vecchiette che attraversano la strada (chissà dove vanno poi...) protestano da mesi!

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   10/02/2011

Non sono pochi quelli che considerano Dungeons di Kalypso Media come il seguito spirituale dei Dungeon Keeper di Peter Molyneux e soci (ne parliamo in un box a parte). Il motivo è molto semplice: il concept è identico spiccicato. Anche in Dungeons il giocatore è chiamato a impersonare un signore del male che deve gestire una redazione specializzata in videogiochi e cercare di accumulare più Ferrari possibili, adulterando i voti senza far capire nulla al lettore. No, aspettate, abbiamo sbagliato gioco. In questo il signore del male rimane, ma deve gestire delle segrete in modo da attirare eroi a pacchi e ucciderne il più che sia possibile.

Ovviamente ci sono eroi ed eroi, e mentre quelli più deboli non rappresentano alcuna minaccia e possono essere sterminati dalle trappole più semplici, quelli più scafati e di livello superiore andranno cotti con un dispiego di mostri e di mezzi sempre più terrificante e imponente. Nel caso non si riuscisse a eliminare tutti gli eroi, questi arriverebbero al cuore del dungeon e lo farebbero a pezzi, costringendoci a fare le valigie e a trasferisci ad Antigua, dove pare ci sia un resort per signori del male in pensione. In realtà Dungeons ha anche una specie di trama: riguadagnare abbastanza forza da rendere la pariglia a Calypso, l'ex fidanzata del neo cattivone che l'ha cacciato via tenendosi tutti i regali e pretendendo un ricco assegno di mantenimento in frammenti di cuor spezzato (poi dici che a uno non viene voglia di distruggere il mondo). I maledetti eroi in cerca di fortuna sono suoi alleati? C'è del marcio in Danimarcia.

Tra il dire e il fare…

La prima sessione di gioco si apre con il più classico dei tutorial. In pochi minuti ci vengono illustrate le basi e alcuni concetti avanzati da tenere in considerazione per riuscire a tenere sotto controllo i livelli. Siamo in una fase preliminare, ma l'impressione dominante è quella che si rivelerà preponderante per il resto dell'esperienza di gioco: Dungeons sembra un tower defense incrociato con uno strategico in tempo reale incrociato a un action rpg (il signore del male si controlla in prima persona).

Entrati in gioco, dopo aver dato uno sguardo veloce al dungeon, la prima cosa da fare è convertire alcuni pentacoli. Servono principalmente per far crescere la manovalanza goblin, ma anche per aumentare l'area di influenza del nostro regno. Le piccole e simpatiche creature verdi si occupano di tutto il lavoro che serve per gestire un luogo oscuro e pericoloso come questo: dalla costruzione di nuove infrastrutture alla manutenzione di quelle danneggiate. Ogni dungeon permette di evocare un numero massimo di goblin. Concluse le operazioni preliminari, valide per ogni mappa giocata a qualsiasi livello di difficoltà (senza operai schiavi e mal pagati non si è competitivi sul mercato, sorry) bisogna darsi da fare per rendere il dungeon appetibile per gli eroi. In che senso? È ora di spiegare come funziona veramente Dungeons.

Dungeon Keeper
Dungeon Keeper (Bullfrog, 1997) nasceva da un presupposto originale: e se invece di essere gli eroi che liberano il mondo dal male dopo aver attraversato dei pericolosi dungeon, fossimo i cattivi che devono impedire agli eroi di fare il loro dovere architettando trappole e addestrando mostri sempre più terrificanti? Ne nacque un gestionale sopra le righe, divertentissimo da giocare e che, finalmente, dava conto delle difficoltà che i signori del male dovevano affrontare per mettere insieme i loro regni di terrore.
Oltre al seguito ufficiale, da quell'idea possiamo far derivare anche i due Overlord di Codemasters i quali, nonostante le differenze di genere, condividono il concept di fondo di Dungeon Keeper (mettere il giocatore dalla parte dei cattivi). Insomma, pare che stare dalla parte dei malvagi a volte possa essere divertente.

Uccidere non basta

Ammazzare eroi può essere divertente, ma farlo troppo presto è controproducente. Lo scopo del gioco non è semplicemente quello di compiere una strage indiscriminata, ma di mietere energia spirituale dai corpi inerti delle vittime. Purtroppo un eroe appena entrato in un dungeon non ha molta energia spirituale. Per farla crescere bisogna piazzare in giro per la mappa delle "attrazioni" con le quali farlo divertire e far crescere il suo ego. Un eroe impegnato in un'impresa difficile, ma non impossibile, è un eroe il cui spirito cresce; il signore del male ha bisogno proprio di eroi pieni di spirito per ritornare in forze.

Quando i bellocci accedono al dungeon, lo girano in cerca di cose da fare. È essenziale saper dosare i pericoli in modo da trarre il massimo, spiritualmente parlando, da ogni bellimbusto. I modi per estrarre l'energia sono due: le armi, le più usate, e le prigioni, dove la tortura permette di spremere fino all'ultima goccia di spirito da qualsiasi corpo (ottime da usare con eroi ben pasciuti).
Oltre agli eroi, il giocatore dovrà affrontare altri pericoli rappresentati da nemici speciali, sottolineati dalla trama, e da quest secondarie. Si tratta di diversioni interessanti rispetto al gameplay base, che altrimenti correva il rischio di diventare ripetitivo dopo pochissime ore di gioco. Inoltre rendono l'azione più dinamica e spesso costringono a dosare bene l'uso delle risorse a nostra disposizione, costringendoci a valutare i rischi di affrontare un pericolo piuttosto che un altro.

Risorse e abilità

Oltre all'energia spirituale, il bravo signore del male deve preoccuparsi di altre due risorse: il prestigio e l'oro. Il prestigio si ottiene costruendo attrazioni (spendendo energia spirituale) e dando al dungeon un'aura più malvagia, ma anche riempendolo di ricchezze. Qui arriva l'oro, che si ottiene uccidendo gli eroi. Come potete ben supporre, l'oro serve per comprare alcune attrazioni specifiche che solletichino il movente principale di ogni eroe che si rispetti: l'avidità.
Il recupero delle forze da parte del signore del dungeon viene sottolineato dalla crescita delle abilità, che si manifesta permettendo al giocatore di assegnare i punti guadagnati su tre schemi ad albero riguardanti il combattimento , la costruzione e l'efficienza, e dalla crescita delle caratteristiche (forza, agilità, intelligenza e costituzione) che migliorano le sue capacità in combattimento. Fondamentalmente, abbiamo trovato migliore la tattica di compiere scelte nette, piuttosto che cercare di migliorare in tutti i campi. Avere un punto di forza ben definito è meglio che essere capaci di fare tutto senza eccellere in niente.

Anche in demo!

Chi volesse provare il gioco prima di decidere, sappia che è disponibile una demo in lingua inglese. L'indirizzo a cui scaricarla è questo.

Mattoni sporchi

Tecnicamente parlando, Dungeons è appena mediocre. L'atmosfera che ci si aspetta da un dungeon c'è, ma osservando i diversi elementi che lo compongono in dettaglio, si nota una povertà generale che un po' infastidisce. Considerando anche il fatto che gli sviluppatori hanno scelto uno stile scanzonato per rappresentare l'ambientazione e i personaggi, risulta incomprensibile la bavosità delle texture e la mancanza di una caratterizzazione forte degli oggetti (attrazioni incluse), che si fanno notare per la loro genericità e anonimia. Lo stesso discorso è fattibile dal punto di vista dell'audio: effetti sonori e musiche servono da accompagnamento e nulla più. Dungeons, semplicemente, non incide da un punto di vista tecnico, aspetto che potrebbe essere riassunto in una sola parola: funzionale. Meno funzionale è la gestione della telecamera, problematica nel cambio d'inquadrature e, soprattutto durante le prime ore di gioco, fonte di qualche confusione.

Multiplayer.it

8.0

Lettori (34)

7.8

Il tuo voto

Dungeons è un gioco interessante che merita una possibilità. Se vi lasciate catturare dalle sue spire, ci giocherete a lungo, viste le possibilità che offre. Peccato che manchi parecchio nelle rifiniture e che tecnicamente non spicchi in nessun aspetto. Con una direzione artistica più oculata, ne sarebbe venuto fuori un capolavoro assoluto.

PRO

  • Gameplay intrigante
  • Qualche innovazione rispetto alla fonte d'ispirazione principale
  • Se cattura, è per sempre

CONTRO

  • Se non cattura, lo si molla in mezz'ora
  • Tecnicamente povero
  • Telecamera, dove vai?

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce 250 GTS
  • Sistema operativo: Windows Vista
Requisiti minimi
  • Sistema Operativo: Windows XP/Vista/Windows 7
  • CPU: 2 GHz Dual Core o superiore
  • RAM: 2 GB
  • Hard Disk: 2 GB di spazio libero
  • Scheda Video: Scheda grafica DirectX 9.0c con 256 MB e Shader Model 3.0