Anteprima di Archangel  0

RECENSIONE di La Redazione  —   05/01/2002

Con questa presentazione piena di patos si apre Archangel, gioco di ruolo in terza persona sviluppato dalla Metropolis Software. Questo gruppo si avvale della presenza di 15 professionisti fra grafici e programmatori ed è conosciuto per la pubblicazione di titoli come Teenagent, the Prince and the Coward, Roborumble, Gorky 17 e Firefight.
La presentazione del titolo non sembra lasciare dubbi almeno su un aspetto, o comunque io ho avuto questa sensazione da quando mi sono messo a lavoro sull’anteprima che state leggendo: Archangel pare avere una storia davvero intrigante ed originale così come la sua ambientazione.

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Tripla ambientazione

Al nostro risveglio dopo il terribile incidente ci ritroviamo catapultati in un mondo nuovo senza sapere chi siamo e cosa stiamo facendo in questo luogo. La storia che si svilupperà da questo momento ci vedrà impegnati nel difficile compito di purificare il mondo, senza possibilità di tirarci indietro essendo stati investiti da una strana essenza divina ed essendo stati nominati Arcangelo. Per poter raggiungere questo obbiettivo saremo costretti ovviamente a sconfiggere qualsiasi forma di malvagità che incontreremo.
Questo aspetto non lascia ombra a qualsiasi dubbio, Archangel è un gioco di ruolo incentrato all’action.
La storia si sviluppa in tre livelli di ambientazione diversi fra loro, possiamo quindi parlare di una tripla ambientazione. Partiremo dal un medioevo alquanto dark fino a calcare il suolo di una futuristica Berlino.
Questo aspetto va sottolineato: avremo la possibilità di giocare in tre ambientazioni diverse, ognuna con i propri oggetti, con le proprie costruzioni. Tutto ciò crea un mix di horror, aspetti dark, cyber punk e elementi fantasy che si alterneranno davanti ai nostri occhi nel corso della vicenda. Unico punto in comune fra le varie ambientazioni è l’aspetto decisamente dark del mondo davanti e gli shots che potete vedere lo testimoniano efficacemente.
Potrebbe essere Archangel uno dei giochi più ampi in termine di scenario ed oggettistica che abbiamo potuto giocare? Difficile al momento poter rispondere alla suddetta domanda certo è che tre ambientazioni se ben ricreate danno al gioco una vastità e profondità senza precedenti.

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NPC non passivi ed oggettistica

Archangel, come detto in precedenza, è un gioco di ruolo con visuale in terza persona modificabile a nostra scelta in prima persona. Dobbiamo dire subito che il gioco è decisamente diretto all’azione e non alla strategia. Saremo obbligati a combattere e per farlo avremmo bisogno di armi. E su questo aspetto non dovremmo certo aver problemi, bensì l’imbarazzo della scelta dato che ci sono ambientazioni diverse. Avremmo quindi la possibilità di usare le canoniche armi dell’età medioevale fino a armi decisamente avanzate sotto il punto di vista tecnologico.
Proprio gli oggetti, ed in particolar modo le armi, rivestiranno un ruolo fondamentale perché la miglior arma, o comunque la più idonea in un determinato frangente potrebbe risultare fondamentale per l’esito di uno scontro, molto di più di una buona strategia. Stesso discorso può essere fatto per le rune che ci permetteranno di usare la magia. Un giusto mix fra magia e armi potrebbe, a detta degli sviluppatori, risultare fondamentale per vincere uno scontro.
Un altro elemento curioso del gioco dovrebbe essere quello del comportamento degli NPC che, a detta dello sviluppatore, non saranno passivi ma reagiranno in modo intelligente alle sollecitazioni del giocatore. Purtroppo al momento non è possibile riscontrare con mano fino a che punto sia sviluppata questa intelligenza artificiale, saremo quindi costretti ad aspettare una demo o la patch per il riscontro.
Su una cosa invece possiamo già essere certi: i movimenti dei personaggi sono stati tutti ricreati con la tecnica del motion capture su attori reali. Ciò dovrebbe rendere i personaggi alquanto realisti in ogni movimento.

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Prime valutazioni

Obbiettivamente siamo solo allo stato iniziale di sviluppo di Archangel, infatti si parla di Q2 2002 per il rilascio del gioco. Da una prima stima iniziale il gioco pare per certi aspetti ricordare Torment: le ambientazioni dark, il risveglio del personaggio in un luogo a lui sconosciuto. Oltre questi elementi è difficile paragonare Archangel a Torment perché il gioco è decisamente diretto all’action e di conseguenza al combattimento. Lo stesso sviluppatore parla esplicitamente di moltissime armi e magie.
Ma non è questo che ci può convincere del tutto di un titolo. Infatti dal materiale in rete che ho potuto verificare mi sono rimasti dubbi specie sulla complessità del titolo; non vorrei trovarmi di fronte ad un puro gioco di combattimento con qualche aspetto rpg.
Comunque al momento è difficile dire come sarà Archangel e dovremmo aspettare una demo, o quanto meno maggior materiale in rete per poter dare un valutazione completa del titolo.

Links utili:

Sito Sviluppatore: Metropolis Software
Sito Publisher: Fishtank Interactive
Sito Ufficiale: Archangel

Introduzione

In una notte d’inverno, attraverso una piccola strada di montagna in una località non precisata dell’Europa, Micheal Travinsky stava guidando verso casa. La radio suonava una musica rilassante. Travinsky era stanco e affidava alle mani il compito di guidare mentre la sua mente era già proiettata a casa, a sua moglie, al suo saluto pieno d’affetto, alla sua cena. I fasci di luce dei fari illuminavano la via e la neve che scendeva copiosa, la strada era vuota, niente disturbava i pensieri di Travinsky.
Improvvisamente una luce accecante irruppe cancellando la sua tranquillità. D’istinto Micheal frenò ma era troppo tardi. Per un momento il rumore stridente di metallo e la luce si mescolarono all’immagine di sua moglie che gli versava il caffè.
Un uomo con un cappellino da baseball si precipitò da Micheal scivolando sull’asfalto coperto di neve. Una striscia di sangue dalla fronte gli confondeva la vista. Ma niente poteva essere più chiaro. Il suo camion aveva tamponato la macchina della corsia opposta. L’uomo al suo interno era incoscientemente appoggiato sullo sterzo. Dopo pochi secondi l’individuo col cappellino fu certo: l’uomo nell’auto era morto. Mentre lo estraeva attentamente dalla macchina mormorò qualcosa fra sè “ questo corpo è quello di cui ho bisogno”. (...)
Una stanza buia, scarsamente illuminata…aria maleodorante…un uomo su un letto si sveglia, a malapena riesce ad alzarsi e aprire i suoi occhi…non doveva farlo, paura terrore pervadono il suo animo…