ASUS ROG MAXIMUS XI FORMULA, la recensione della scheda madre enthusiast 3

ASUS ROG MAXIMUS XI FORMULA è una scheda madre Z390 enthusiast, dotata di ogni comfort e di un sistema di raffreddamento ibrido per la componentistica

RECENSIONE di Mattia Armani —   02/07/2019

Indice

Abbiamo dovuto aspettare un po' ma finalmente abbiamo potuto mettere le mani su una ASUS ROG MAXIMUS XI FORMULA, una di quelle schede madri che ti abituano al lusso e alla comodità sfrenata, garantendo resistenza, affidabilità e possibilità di sperimentare con frequenze e voltaggi. Il tutto in questo caso al servizio del chipset Z390 che si distingue da quello Z370 per l'implementazione nativa di porte USB 3.1 di seconda generazione e connettività WiFi 802.11ac integrata. Ma sono ben altre le caratteristiche che fanno della scheda ASUS una soluzione di punta enthusiast. Per il test, Asus ci ha messo a disposizione un banchetto creato dall'azienda specializzata Hydra e dal modder Warboy che vedete in foto.

Una scheda madre enthusiast

La ASUS ROG MAXIMUS XI FORMULA fa parte di una delle famiglie di schede madri più apprezzate e non è un caso vista la dotazione e l'affidabilità. Come le sue sorelle include infatti componentistica di qualità, BIOS onnicomprensivo che permette di ritoccare ogni parametro, tasti di riavvio e LED di debug. Si fa però notare per uno schermo LiveDash OLED, piazzato tra la CPU e il primo slot PCIe, che è tra l'altro più grande di quello della MAXIMUS X FORMULA, rendendo più comodo il controllo di fasi di boot, temperatura della CPU, frequenze, tensioni e altre informazioni, personalizzabili via software. Il tutto condito da un'elegante illuminazione AURA Sync RGB, di sottili linee intersecate ad esclusione del logo (che prende vita lungo le numerose superfici riflettenti incassate nella generosa armatura), una copertura che protegge gran parte della scheda lasciando fuori giusto il dissipatore sopra alla zona della SSD M.2, il terzo slot PCIe, la CPU e le memorie. Si estende però intorno a quest'ultime proteggendo pannello posteriore e VRM, caratterizzati da 4+2 fasi e da condensatori di alta qualità 10K Black Metallic, con una spessa struttura che ospita l'evoluzione del sistema ibrido di raffreddamento CrossChill EK, utilizzabile sia ad aria che a liquido. E godono di protezione fisica anche i controlli di accensione e reset diretti, piazzati in alto a destra in corrispondenza del piccolo pannello che indica in formula numerica stati ed errori della scheda. E questa piccola sezione gode anche di un'illuminazione dedicata, un tocco che può dare l'idea della cura che ci si può aspettare in un prodotto da 460 euro.

Un prodotto che, passando alle cose serie, non manca di altri tasti pensati per facilitare le cose tanto all'utente meno esperto, quanto a quello che decide di osare. Troviamo infatti uno switch chiamato MemOK!_II che, quando attivato, consente al BIOS di provare a usare uno dei tre preset per le impostazioni della memoria in modo da aggirare eventuali problemi di stabilità. E sotto all'ultimo slot PCIe c'è anche un tasto Retry che richiama automaticamente l'ultima configurazione BIOS funzionante in modo da eliminare del tutto eventuali errori umani ripristinando il sistema. Proprio li accanto, tra l'altro, troviamo due spinotti RGB per aggiungere eventuali strisce LED e sulla sinistra gli immancabili connettori per i sensori dedicati agli impianti di raffreddamento a liquido, proprio vicino al collegamento per la Fan Extension Card, qualora il numero di ventole da installare ecceda le capacità della scheda madre, purtroppo non inclusa nel pacchetto. Ma anche senza quest'ultima, è difficile immaginare che le necessità di un utente, enthusiast o meno, possano andare oltre l'offerta di una scheda madre evidentemente pensata per soddisfare qualsiasi esigenza, comprese configurazioni SLI a due schede o CrossFire a tre schede, includendo ovviamente tutti i collegamenti che ci si aspettano ormai da ogni scheda madre dalla fascia media a quella estrema. Parliamo due slot M.2 PCIe 3.0 X4, entrambi con dissipatore passivo incluso nel pacchetto, e di una connettività ampia con sei porte SATA III, sei porte USB 3.1, Bluetooth 5.0 e come anticipato Wi-Fi dual band 802.11 b/g/n/ac.

Comandano le prestazioni

Per provare la ROG MAXIMUS XI FORMULA abbiamo avuto la fortuna di avere una delle prime GeForce RTX 2060 Super in circolazione, protagonista assieme alla sorella maggiore della nostra recensione dedicata. E per quanto riguarda il processore abbiamo potuto fruire di un Core i9-9700K, un processore Intel a otto core di nona generazione sprovvisto di multi-threading ma saldato all'HIS e capace di frequenze base e prestazioni in gioco eccellenti. Il tutto capace di fornirci 40 lane PCIe, 24 per dalla scheda madre e 16 dalla CPU, e corredato da memorie G.Skill Sniper X spinte a 3400MHz direttamente con il profilo BIOS, più che sufficienti per lasciare briglia sciolta all'i7 9700K. E questo anche se la scheda ASUS può arrivare a spingere determinati banchi fino a 4400MHz. Oltre certe velocità, però, il guadagno si perde mentre le latenze salgono, cosa che ci porta a passare oltre con i benchmark che mettono subito in evidenza la bontà di una soluzione enthusiast, capace di strappare duecento punti in più di media in 3DMark Time Spy, ovviamente alla voce CPU, rispetto alle soluzioni di fascia medio-alta. E sono buoni anche i 91,3fps ottenuti codificando un video 1080p a 60fps da 3.7GB nel formato H.264 con CFR22, con una media molto vicina a quella di un 2700X. Si distingue infine chiaramente in CPU-Z, ovviamente in single-thread, con 550 punti che lo vedono primeggiare su tutte le CPU consumer, accanto al 9900K, superando di una decina di punti il valore medio ottenuto su altre schede madri di fascia estrema. Non si discute, in sostanza, la bontà in quanto a prestazioni della serie MAXIMUS, senza dubbio ottima anche per il gaming, benché in questo caso sia più adatta a un modello composto da Core-i9 9900K, da un sistema di raffreddamento massiccio e da una scheda video di fascia altrettanto elevata.

Ma pur chiamandosi RTX 2060 Super, la entry level di questa nuova famiglia intergenerazionale di GeForce garantisce prestazioni ben più corpose della RTX 2060 liscia, utilizzando la stessa GPU della vecchia 2070 anche se privata di qualche CUDA core. Questi sono però superiori a quelli del chip della 2060 e possono contare su frequenze base più elevate, tanto da arrivare a incrementi anche superiori al 15% di fronte a un prezzo, per la versione Founders Edition, di circa 355 euro iva esclusa. Parliamo quindi di una scheda da alto framerate in 1080 e pensata per un'esperienza completa in 1440p, capace senza dubbio di valorizzare un processore che dà il massimo alle risoluzioni basse e intermedie, laddove la GPU non prende ancora il sopravvento sulla CPU. Tra l'altro con Shadow of the Tomb Raider in 1080p la RTX 2060 Super guadagna il 17% sulla RTX 2060 liscia, contro il 14% circa guadagnato in 1440p, probabilmente proprio grazie al maggior peso della CPU. E la combinazione tra i due riesce a garantire i 65fps in 1440p e i 60fps in 1080p con il ray tracing attivo, senza bisogno del DLSS che aggiunge 9fps ma ammorbidisce ancora troppo l'immagine. Non basta a tra l'altro a rendere fruibile in ray tracing in 1440p, con 39fps che sono ben al di sotto della soglia ideale, cosa che vale anche per Metro Exodus che con le tecnologie RTX attivare si ferma, sempre in 1440p, a 41fps. Arriva però a 57 immagini per secondo senza orpelli e scendendo a 1080p arriva a 74fps, confermando la piena espressione del 9700K sulla MAXIMUS, una scheda dotta di sistema AI Overclocking che ha spinto automaticamente la CPU a frequenze superiori anche con un dissipatore a torre di fascia media, ottenendo un piccolo incremento sul piano professionale. Ma le cose cambiano passando a un dissipatore ad aria o liquido di fascia alta, con la scheda che ora supporta pienamente anche gli ASUS Ryujin e Ryuo, garantendo la possibilità di arrivare a 5.1GHz senza troppi problemi. E così facendo arriva alla cifra impressionante 570 punti nel test single-thread di CPU-Z, guadagnando un 5% sulla media prestazionale dei giochi provati.

Geforce 2060 Super

Prezzo
459,99 €
Multiplayer.it

8.5

La ASUS ROG MAXIMUS XI FORMULA è una scheda madre enthusiast, un prodotto che monta ottime componenti e garantisce il massimo delle prestazioni. Non è l'unica però a farlo e costa davvero molto. Per questo è importante gradire le comodità, gli accessori e il look, tutte caratteristiche che hanno un peso sul prezzo e che dipendono dai gusti personali. Superfici a specchio e illuminazione, comunque, fanno una gran figura ma pagando caro anche il più piccolo dettaglio può essere importante, come parte del logo illuminato che finisce coperto da una GPU dual-slot.

PRO

  • Elegante e pluriaccessoriata
  • Ottime prestazioni
  • Raffreddamento ibrido per i VRM

CONTRO

  • Costo elevato
  • Il logo ROG finisce proprio sotto la GPU

#Schede Madri

Schede Madri