Brave Frontier: The Last Summoner, la recensione 2

Dall'apprezzata serie Brave Frontier, ecco lo spin-off The Last Summoner e questa è la sua recensione

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   26/09/2018

Chi segue con una certa attenzione il panorama videoludico mobile e ha letto qualche recensione in ambito JRPG su queste piattaforme probabilmente conosce la serie Brave Frontier, popolare RPG sviluppato da Gumi per smartphone e tablet a partire dal 2013. Ha contribuito fortemente all'affermazione di quella che ormai si può definire una vera e propria declinazione mobile del JRPG, che si è sostanzialmente canonizzata su alcune delle sue caratteristiche di base: si tratta di giochi incentrati soprattutto sullo sviluppo dei personaggi e sul combattimento, che presentano una storia per lo più lineare, praticamente privi di esplorazione libera e con le quest che si sviluppano come successione di scontri preimpostati su scenari scorrevoli, solitamente concludendosi con boss fight in grado di diffondere grandi quantità di loot. Ricorda, come impostazione, la serie Valkyrie Profile di Square Enix, da cui forse ha tratto anche ispirazione sia per la meccanica e gli influssi action che per lo stile grafico adottato, anche se molte caratteristiche, a partire dalla complessa gestione del party, si presentano decisamente diverse. Insomma, se avete giocato qualcuno dei JRPG mobile usciti di recente, avete sicuramente presente la struttura di base di questi prodotti, che di fatto Brave Frontier ha aiutato a cristallizzare in questa forma, tanto per rendere l'idea dell'importanza della serie. Brave Frontier: The Last Summoner è una sorta di spin-off della serie, essendo piuttosto scollegato dai primi due capitoli, presentando personaggi nuovi e una storia diversa. Proprio la componente narrativa, a dire il vero, sembra alquanto zoppicante nella sua particolare messa in scena: il protagonista Brook e i diversi comprimari si ritrovano coinvolti in una guerra tra umani e divinità, che viene però presentata come una sorta di collezione di ricordi appartenenti ad altri personaggi. L'idea è indubbiamente originale, ma la storia stenta a trovare una certa coesione narrativa presentata in questo modo, sebbene si tratti di un elemento indubbiamente secondario nella meccanica di Brave Frontier: The Last Summoner.

Battaglie a non finire

Descrivere nel dettaglio tutti gli elementi di Brave Frontier: The Last Summoner finirebbe per trasformare questo articolo in un lungo elenco di opzioni, dunque cerchiamo di compattare quanto più possibile le informazioni. Ci troviamo a guidare un party di cinque personaggi all'interno di vari dungeon a scontri progressivi, composti ognuno da cinque ondate di nemici e solitamente un boss fight finale. Una caratteristica peculiare del gioco è il suo allargare in certi casi la prospettiva fino a comprendere scontri fra interi eserciti, cosa che non cambia l'impostazione di base dello scontro ma rende il tutto decisamente spettacolare. Ci sono un'ampia varietà di modalità di gioco (storia, mietitura e quest varie) che tuttavia rappresentano solo delle variazioni sul tema principale: le quest si sviluppano sempre nello stesso modo sopra descritto, ma in base alla modalità subiscono alcune modifiche nell'assortimento del party, nella tipologia di nemici da incontrare e soprattutto nelle ricompense che si ottengono al termine dei combattimenti, quest'ultime necessarie per lo sviluppo dei personaggi. Il sistema di combattimento è particolare e impostato su un'interfaccia che sfrutta perfettamente il touch screen, altra caratteristica che dimostra come questa declinazione del JRPG abbia subito una mutazione per adattarsi al meglio su queste piattaforme. Attraverso semplici swipe verticali è possibile scorrere le varie opzioni di attacco e difesa per tutti e cinque i combattenti, toccando i personaggi si attivano le azioni dei singoli mentre scorrendo in orizzontale è possibile far eseguire le mosse selezionate tutte insieme.


Quando a questa meccanica si uniscono i Brave Burst, ovvero gli attacchi speciali che possono essere eseguiti insieme dai vari personaggi, si assiste a scene decisamente spettacolari, che spingono a migliorare continuamente le statistiche dei combattenti per vedere gli effetti sempre più distruttivi in battaglia. Escono parzialmente dall'impostazione standard le modalità multiplayer presenti in Brave Frontier: The Last Summoner, con l'Arena in PvP e i Raid che presentano un PvE multiplayer, entrambi piuttosto limitati rispetto alle caratteristiche standard di un MMO ma che possono comunque portare a delle interessanti variazioni sul tema di base del gioco. Uno spazio importante nella struttura del gioco è occupato dalla gestione e crescita dei personaggi, come si conviene a un RPG di questo tipo, andando peraltro a incastrarsi nel complesso sistema di valute in-game presenti. Nuovi personaggi si acquisiscono come ricompensa alla fine dei combattimenti o attraverso l'immancabile meccanica gacha, dietro richiesta di un pagamento in orb. Questi ultimi rappresentano la moneta principale in Brave Frontier: The Last Summoner, che può essere acquistata anche con denaro reale: in generale gli orb si usano per evocare personaggi o ricaricare la propria energia, visto che quest'ultima si consuma ogni volta che prendiamo parte alle quest nelle varie modalità, rigenerandosi di un punto ogni circa 4 minuti. Insomma, siamo di fronte alla classica meccanica di un free-to-play, non troppo assillante ma che comunque si fa sentire, avanzando nel gioco. Le altre due "monete" sono karma e oro, utilizzate soprattutto per potenziare i personaggi o farli evolvere attraverso la fusione. Si tratta di una struttura ben rodata nell'ambito mobile, ma che può giustamente far storcere il naso a chi non apprezza le derive del free-to-play: qui il problema dell'acquisto compulsivo non è tanto legato alla ricarica dell'energia, che risulta abbastanza bilanciata, quanto piuttosto alla volontà di sbloccare nuovi personaggi e migliorarli senza affidarsi alle ricompense di gioco.

Versione testata
Android, iPad 1.0.1
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

7.2

Lettori (2)

5.3

Il tuo voto

Sta diventando un po' difficile riuscire a distinguersi nella marea di RPG di questo tipo che ha invaso il mercato mobile da qualche anno a questa parte, ma Brave Frontier: The Last Summoner parte avvantaggiato, basandosi su quanto fatto dagli ottimi predecessori della serie in termini di sistema di combattimento e lore, anche se non riesce ad apportare evoluzioni sostanziali a quelle esperienze al di là di un'interfaccia utente in combattimento davvero molto comoda e piacevole. Per il resto, lo stile artistico un po' "cheap" e una storia che stenta a ingranare impediscono a The Last Summoner di superare gli altri Brave Frontier. Il sistema di combattimento resta sempre molto piacevole e questo, oltre ovviamente alla spinta al miglioramento del party dei personaggi - meccanica irresistibile per questo genere di giochi - rappresentano elementi che possono caratterizzare a lungo l'esperienza di gioco.

PRO

  • Sistema di combattimento piacevole
  • Situazioni in alcuni casi molto spettacolari
  • Tanti personaggi molto variegati

CONTRO

  • Stile e animazioni un po' al risparmio
  • Non richiede grandi strategie in battaglia
  • Micro-transazioni che si insinuano a lungo andare