Disgaea: Hour of Darkness  0

Atlus torna a deliziare i videogiocatori di console casalinghe con un nuovo strategico/J-Rpg che prenderà veramente a calci tutti gli altri giochi del genere...

RECENSIONE di Christian Colli   —   15/06/2004

L'ora più buia

In Disgaea gli sceneggiatori Atlus sembrano voler concentratre tutte quelle idee assurde che, per un movito o un altro, non presero posto nei già ricchi panorami di stramberie di Thousand Arms e Rhapsody. Ma andiamo con ordine. Il protagonista di Disgaea si chiama Laharl, giovane e demoniaco principe dell'infernale reame di Netherworld. Risvegliatosi dopo una pennichella, Laharl scopre di aver dormito per ben due anni, durante i quali suo padre, il re Kriechevskoy, è stato assassinato, e si è sviluppata una feroce lotta per il trono. Svegliato in modo non esattamente convenzionale dalla diavoletta Etna, Laharl decide di farsi avanti per il trono che gli spetta di diritto... Ecco, la trama di Disgaea può apparire, da questa concisa narrazione dei primi dieci minuti di gioco, piuttosto banale o comunque priva di spessore, ma in realtà non sono pochi i colpi di scena e i personaggi che contribuiranno ad approfondirla e a trasformarla in un cocktail esplosivo di inediti espedienti narrativi. Disgaea propone al giocatore una serie di eventi inaspettati che ruotano tutti attorno al più antico dilemma narrativo: c'è un po' di luce in fondo all'oscurità? E' proprio quello che cercherà di scoprire Flonne, angelo inviato dal regno di Celestian, senza sapere che la sua innocente curiosità e il suo spirito altruista scateneranno la più temuta delle guerre. Al contrario di quanto oscura possa sembrare, la trama di Disgaea è caratterizzata da uno svolgilmento frenetico e solare, a tratti ombreggiato da tinte più tristi e riflessive. Ma Disgaea è anche il gioco più folle al quale potreste giocare: la storyline principale suddetta si dipana attravero quindici episodi divisi in missioni, tra le quali si potrà assistere a delle sequenze narrative. Queste cutscene sono caratterizzate da una comicità esilarante e da scambi di battute al fulmicotone; l'umorismo delle gag è dosato, cristallino, diretto, non criptico quanto quello nipponico. Il cast di personaggi che arricchisce il plot di Disgaea è definibile solo come assurdo, ma è la colonna portante di una storia godibile e divertente, nel vero senso della parola, ma anche avvincente e piena di sorprese, come non se ne vedevano da tempo e come se ne dovrebbero vedere di più.

Strategy RPGs are going to get...

Cominciamo subito dicendo che a differenza di molti giochi simili, che si sviluppano attraverso decine di menù, in Disgaea fra una missione e l'altra è possibile fare delle pause per poter controllare lo status delle proprie unità o i propri oggetti e contemporaneamente esplorare le (poche, in realtà) stanze del castello di Laharl per parlare con i suoi residenti ed avere accesso a servizi quali i negozi per l'acquisto di item vari ed equipaggiamento o a una sorta di clinica medica dove bisogna farsi curare dopo ogni missione, pagando per giunta. Altre due feature accessibili dal castello sono anche due degli elementi principali di The Hour of Darkness: si tratta della Dark Assembly e dell'Item World. La prima è quello che il nome suggerisce: un'assemblea di demoni, tramite la quale mettere ai voti alcune "leggi" che influenzeranno il gioco, come per esempio un aumento di potenza dei nemici, la possibilità di comprare nuovi e più potenti oggetti nei negozi o di abbassarne i prezzi e via dicendo. La Dark Assembly è composta da un certo numero di senatori, che si schiereranno pro o contro di voi in base ad alcuni fattori, quali per esempio il vostro rank demoniaco o il loro interesse verso la proposta stessa. Prima di effettuare un voto, bisognerà quindi controllare le attitudini dei vari senatori, magari cercando di corrempere quelli a sfavore regalando loro alcuni oggetti di particolare interesse. Sempre tramite la Dark Assembly è poi possibile creare una nuova unità scegliendo fra le varie classi disponibili (Guerriero, Ladro, Chierico, Mago, eccetera) o "trasmigrarla". Quest'ultima possibilità è la chiave per capire bene i meccanismi ludici di Disgaea. Tramisgrare un'unità vuol dire ucciderla e reincarnarla in una nuova: quest'azione permette una transazione di bonus statistici dall'unità defunta alla neonata, che ricomincerà la sua esperienza da livello 1 potenziata però rispetto a un'unità di livello 1 non trasmigrata. Quest'operazione consente, man mano, di dar vita a personaggi sempre più inarrestabili, e non c'è da stupirsi se il massimo livello di esperienza raggiungibile in Disgaea è addirittura 9999: in questo gioco si accumulano, letteralmente, miliardi di punti esperienza e le statistiche delle varie unità raggiungono cifre esorbitanti. La stramberia di Disgaea si estende anche all'Item World, una modalità che consente di esplorare il mondo contenuto in ogni arma, suddiviso in un certo numero di stage nei quali bisogna, ovviamente, combattere i vari avversari o mirare direttamente all'uscita: ogni dieci combattimenti l'arma che si sta esplorando guadagna un livello addizionale di potenza, diventando sempre più forte e dannosa. Senza contare, poi, la presenza dei Residenti, mostri che una volta sconfitti possono essere spostati virtualmente da un'arma a un'altra attribuendole capacità diverse.

... a serious kick in the ass!

Ma abbiamo parlato già di combattimenti senza entrare nel vivo della questione: come si combatte, quindi, in Disgaea? Basilarmente, Disgaea si comporta come qualsiasi strategico a turni: all'inizio di ogni combattimento si dispongono sulla mappa, a partire da un punto d'origine, le proprie unità, per un massimo di dieci. Quindi, durante il turno del giocatore, è possibile spostarle entro la loro personale area d'azione, ed eventualmente far compiere loro delle azioni, che possono essere l'uso di un oggetto, il lancio di una magia o semplicemente un attacco. Fin qui tutto normale, o almeno così sembrerebbe. Infatti, una volta decisa l'azione di un'unità, questa non la compierà subito, ma rimarrà in stand-by fino a che non si lancerà il comando "Execute" dal menù, che per l'appunto farà eseguire alle unità tutte le azioni decise fino a quel momento, per poi ridare il controllo al giocatore delle unità ancora inattive. La stessa cosa accade concludendo manualmente il proprio turno, ma in questo caso le unità inattive resteranno tali, e la palla passerà al nemico. Ad ogni modo, la caratteristica più interessante e atipica di Disgaea è il fatto che il movimento e l'azione delle varie unità sono indipendenti l'uno dall'altra, nel senso che dopo aver operato uno spostamento con un'unità sarà possibile cancellare l'azione anche dopo che sulla stessa ha agito un'altra unità, quasi come rimandando indietro il tempo mantenendo però gli effetti delle azioni. Confusi? Beh, non avete tutti i torti, questo sistema di gioco sfugge effettivamente ad ogni logica, ma con un po' di pratica è impossibile non rendersi conto delle potenzialità di un tale sistema di controllo, che permette il rinnovamento e la sperimentazione continua di differenti strategie. Oltre alle numerose magie e mosse speciali, anche gli attacchi basilari di ogni personaggio la fanno da padrone in Disgaea: la Atlus ha implementato uno strambo quanto spettacolare sistema di combo che permette di attaccare lo stesso nemico con più unità, nonostante sia una sola principale ad eseguire effettivamente l'azione. A proposito del rapporto fra le unità e le loro azioni in campo, è venuto il momento di parlare della croce e delizia di Disgaea, il Geo Panel System: capiterà a volte di giocare in ambienti coperti da, per l'appunto, pannelli colorati, e di scrutare qua e là degli oggetti dalla curiosa forma piramidale. Questi oggetti, chiamati Geo Symbol, se posizionati su un pannello dello stesso colore ne attivano le capacità addizionali: questo significa che se un pannello rosso permette di infliggere il 50% dei danni in più finchè ci si sta di sopra, ciò succederà effettivamente quando un Geo Symbol rosso sarà posizionato su un pannello dello stesso colore. Considerando i svariati poteri dei Panel inseriti da Atlus, il Geo Panel System obbliga il giocatore a studiare con la massima attenzione le sue mosse, onde evitare di sfruttare i Panel ai propri fini per poi scoprire che il nemico ne sta usufruendo quanto e più di noi. Per evitare ciò, è possibile innescare le Color Combo: in pratica, distruggendo un Geo Symbol di un colore su un Panel di un altro colore, tutti i Panel sparsi per lo stage come quest'ultimo assumeranno il colore del Geo Symbol, infliggendo una certa quantità di danno alle unità che vi stanno sostando sopra. Distruggendo i vari Geo Symbol nell'ordine giusto e nello stesso turno, è possibile innescare micidiali combinazioni, in grado di spazzare via qualsiasi cosa si trovi sui Panel. In generale, i combattimenti di Disgaea si sviluppano in questo modo, ma sono tante, tantissime le chicche che il titolo Atlus riserva ai giocatori e agli strateghi più incalliti, non ultimi alcuni difetti non particolarmente piacevoli, come una difficoltà degli stage talvolta allucinante o il generale caos che pervade alcuni combattimenti, dove i Panel e i nemici sembrano disposti a caso, senza criterio, e dove il giocatore si ritrova ad attuare mezzucci vigliacchi (come le care, vecchie esche), ma che in Disgaea talvolta salvano la vita ed evitano le nevrosi.

To Be or Not to Be

Dal punto di vista tecnico, Disgaea presenta alti e bassi. Da una parte, l'eccellente qualità delle animazioni, degli effetti luminosi (sopratutto per quel che concerne deflagrazioni particellari e distorsioni) e l'alta risoluzione degli enormi sprite non lascia dubbi sui 128 bit che muovono, senza alcun rallentamento, tutto questo ben di Dio sullo schermo (senza considerare che già le primissime mosse speciali disponibili alle unità si sviluppano in mirabolanti e spettacolari detonazioni che avvolgono l'intero schermo); dall'altra, gli scenari, spesso scarni e spogli di dettagli, riportano alla memoria l'era dei 32 bit, senza contare che talvolta le ambientazioni erano più dettagliate e meglio realizzate già in Final Fantasy Tactics e Hoshigami. Ciònonostante, la qualità visiva generale si assesta perlopiù ad ottimi livelli, regalando piccoli tocchi di classe, come le armi in pugno alle varie unità, non indifferenti. Un plauso va' senza dubbio all'effervescente character design: i protagonisti di Disgaea sono a dir poco irresistibili e accattivanti nell'essenzialità che li contraddistingue; la pulizia del tratto e la nitidezza della colorazione, inoltre, rendono i grandi artwork che appiono sullo schermo durante le cutscene un vero piacere per gli occhi. Sul versante musicale, ci troviamo di fronte a una colonna sonora che si adegua al brio dell'intera produzione, accompagnando il giocatore con tracce piacevoli e ritmate, mai fastidiose o inopportune, talvolta interamente cantate: è il caso del combattimento con Maderas, affrontato sulle note della coinvolgente "The Invasion from Within" dei Tsunami Bomb, o delle bizzarre canzoni che accompagnano lo scorrere dei credits. Inoltre, va' sicuramente segnalata la possibilità di selezionare l'audio giapponese o quello inglese a propria discrezione. Insomma, un titolo tecnicamente più che buono: non entra nell'Olimpo delle migliori realizzazioni di sempre, ma si difende più che bene e serve in modo eccellente ai suoi scopi. Bel lavoro, Atlus.

Commento

Con Disgaea, Atlus dimostra di saper ancora tirar fuori dal cilidro idee innovative per il genere in cui eccelle. Disgaea è un ricettacolo di innovazioni, sia dal punto di vista prettamente ludico che da quello narrativo. La trama divertentissima, bizzarra, parodia di decine di giochi, fumetti e film, condita con un cast di personaggi indimenticabili per le loro assurdità, accompagna l'utente alla scoperta di un sistema di gioco vasto, profondo, ricco di possibilità, minato forse dalla troppa complessità di alcune idee e da una difficoltà non sempre ben bilanciata. E' giusto dire, comunque, che Disgaea è un titolo che richiede come non mai la sempre attuale e talvolta motona pratica del level-up ma che può comunque essere terminato senza dover impiegarci troppo tempo o senza portare a termine le numerosissime side- quest, che includono la scoperta di classi segrete, la risoluzione di missioni extra estremamente difficili ma altamente remunerative e la visione di ben dieci finali differenti. L'Item World, di per sè, è un continuo incentivo alla rigiocabilità e in grado di offrire una sfida sempre nuova a tutti coloro che, dopo aver giocato a fondo Disgaea, difficilmente riusciranno a staccarsene. Un must per gli appassionati del genere, da provare senz'altro per tutti coloro che vogliono godersi un gioco impegnativo e appagante fra sane risate.
Note finali vanno alla versione Pal del gioco, dotata di manuale in Italiano ma di testi e doppiaggio in lingua Anglosassone.

    Pro
  • Trama divertentissima
  • Sistema di gioco vasto, profondo, innovativo
  • Estremamente longevo
    Contro
  • Difficoltà non sempre bilanciata
  • Ambientazioni poligonali poco curate

Il genere degli strategici in tempo reale non è mai stato molto popolare su console. Semmai, hanno sempre spadroneggiato i giochi strategici a turni, ma solo alcune software house, così come un po' in tutte le cose, sono sinonimo di qualità, tanto da fare di ogni nuovo gioco in uscita una vera e propria festa. E' il caso di Atlus. Quando si parla di Atlus, il primo nome che si forma, idealmente, nelle nostre testoline, è Ogre Battle, in un certo senso vero emblema di questa geniale softco, che ha influenzato enormemente le produzioni seguenti, a cominciare da quel tanto osannato Final Fantasy Tactics che su PSOne rappresenta il paradigma del genere, la pietra miliare con la quale tutti i titoli seguenti (e sono tanti) si sono confrontati. Perchè è anche vero che la sfavillante Atlus negli ultimi anni non ha sfavillato poi così tanto: dopo i discreti Brigandine e The Legend of Kartia (intriganti quanto lacunosi) il titolo che avrebbe dovuto riportarla in auge su PSOne, Hoshigami: Ruining Blue Earth, si dimostrò un titolo squilibrato nella difficoltà, a tratti ingiocabile. L'Atlus ha poi proposto due titoli davvero interessanti, passati purtroppo in sordina: Thousand Arms e Rhapsody (ricordatevi questi nomi, fra poco torneremo a parlarne). Ciò detto, bisogna pur sempre ricordare il grande ritorno di Atlus sul campo degli strategici, avvenuto con Tactics Ogre: The Knight of Lodis, sviluppato per GBA, un piccolo gioiello ludico. L'incredibile qualità del suddetto strategico ha fatto ben sperare tutti gli appassionati che, un bel giorno, hanno saputo dell'esistenza del progetto Makaisenki Disgaia, il nuovo strategico a turni made in Atlus per console Sony, giunta in USA con il nome di Disgaea...