Huawei P Smart Z, la recensione 6

L'ultimo smartphone di media gamma di Huawei si rivela un prodotto convincente, con un asso nella manica... o meglio, nella fotocamera

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   02/07/2019

Indice

Le vicende che hanno interessato Huawei negli ultimi mesi, tra le tensioni con l'amministrazione Trump e l'interruzione del supporto da parte di Google, hanno inevitabilmente messo in difficoltà il colosso cinese e, in maniera consequenziale, anche i suoi clienti. D'altra parte è chiaro che un potenziale acquirente, se informato sulla questione, potrebbe perlomeno vivere con una certa preoccupazione l'acquisto di uno smartphone Huawei a fronte dei dubbi relativi al supporto futuro. Sebbene lo stesso presidente statunitense abbia recentemente dato segnali di apertura, la situazione attuale resta ancora nebulosa. Fatta questa doverosa premessa, tratteremo il P Smart Z unicamente rapportandoci alle qualità del prodotto, all'interno dei riferimenti del mercato Android.

Dimensioni generose

Il P Smart Z è un medio gamma dotato di caratteristiche interessanti, ma che si rivolge espressamente a chi non ha problemi nel gestire un device di dimensioni generose. Questo perché lo schermo di cui è dotato è un ampio LCD Full HD+ da 6.59" con rapporto 19:9 e risoluzione 2340x1080; benché la cornice sia piuttosto sottile su ogni lato del display, con un maggiore spessore solo in quello inferiore, le misure sono infatti di 163,45 x 77,26 x 8,85 mm per quasi 200 grammi (196.8 per la precisione). Insomma, non proprio un peso piuma, né un telefono che scompare nella tasca dei jeans. Data la vastità dell'offerta di smartphone Android sul mercato, è quindi chiaro che valutare l'acquisto di questo P Smart Z parte da una scelta consapevole di fronte a questo elemento. La scocca, in plastica ma molto solida e ben assemblata, accoglie nella parte posteriore un sensore di impronte: vista la diffusione e la maturità della tecnologia in oggetto, non stupisce che il suo funzionamento sia rapido e affidabile. Nella parte inferiore trova spazio il jack da 3,5 mm e la USB Type-C 2.0, mentre sul lato opposto c'è il carrellino della SIM che può alloggiare, oltre alla Nano Sim principale, anche una seconda Nano SIM o in alternativa una scheda di memoria MicroSD. Osservando il P Smart Z dal punto di vista estetico, al di là delle già citate dimensioni importanti, la prima impressione è quindi quella di trovarsi di fronte all'ennesimo smartphone quasi indistinguibile dagli altri, a fronte di un design con gli elementi principali ormai diventati praticamente standard dell'industria attuale. Uno sguardo più attento rivela però piuttosto rapidamente la caratteristica principale di questo device, ovvero l'assenza assoluta del notch: né grande né piccolo né a goccia, l'area dello schermo è totalmente a disposizione senza interruzioni. Questo perché il P Smart Z è dotato di una fotocamera frontale pop-up, una soluzione che consente appunto di ottenere il tanto agognato full-screen. Non certo una novità assoluta, ma che lo diventa se si considera la fascia di prezzo entro i 300€. Il meccanismo di uscita ed entrata dell'obiettivo è ovviamente automatico, e si attiva ogni qualvolta si sceglie, dall'app della fotocamera, di usare appunto il sensore frontale. Non si tratta di un processo rapidissimo, anche se l'impressione è che a livello meccanico sia stato tutto ben studiato in maniera tale da evitare fragilità o rotture. Ovviamente ogni tipo di soluzione presenta pro e contro, e in questo caso specifico ciò che si guadagna nell'area dello schermo lo si perde sia in velocità d'uso della selfie cam, sia in praticità in alcune situazioni. Facciamo un esempio: se vi state facendo un paio di autoscatti e volete poi guardarli nella galleria per poi tornare a scattare altre foto, vedrete la fotocamera pop up salire e scendere 3 volte in maniera un po' stucchevole e, in certi casi, inutile. La facoltà di gestire anche manualmente l'uscita della carrello avrebbe potuto aiutare in tal senso, ma purtroppo non è presente.

Hardware e schermo

Il processore equipaggiato su Huawei P Smart Z è un Kirin 710, ormai un "classico" per i media gamma del colosso cinese. Da una soluzione tanto rodata e affidabile non ci si può aspettare altro che prestazioni soddisfacenti in ogni campo, e infatti il dispositivo si dimostra rapido e reattivo anche se messo sotto relativo stress. I 4GB di RAM e i 64GB di memoria espandibile sono esattamente ciò che è lecito attendersi all'interno di questa fascia di prezzo, pertanto il P Smart Z non delude né stupisce nell'uso quotidiano: tutto fila via liscio, e nella nostra settimana abbondante di prove abbiamo riscontrato una piacevolezza nelle routine quotidiane che danno il senso di un prodotto che è difficile criticare dal punto di vista hardware. Anche il software raccoglie un giudizio analogo, visto che è installato Android Pie 9 con patch di sicurezza del 1 marzo 2019 nel momento in cui scriviamo, declinato tramite la EMUI versione 9.0.1. Si tratta anche in questo caso di una personalizzazione ben rodata e con opzioni e caratteristiche interessanti che permettono di ritagliare il funzionamento dello smartphone attorno alle necessità dell'utente. Permangono però le critiche nei confronti di alcuni elementi estetici che andrebbero decisamente aggiornati e ammodernati, così come l'inconsistenza della forma delle icone rispetto alle direttive del Play Store, tra tonde e squadrate, che risulta obiettivamente poco gradevole. Ovviamente sono presenti le gesture per la navigazione, in sostituzione (a discrezione dell'utente) dei 3 storici tasti di sistema: dal nostro punto di vista, una scelta obbligata da cui è davvero impossibile tornare indietro. Dello schermo abbiamo già detto qualcosa in apertura di recensione; fatto salvo il giudizio personale sulle dimensioni e l'usabilità, che è direttamente collegata alla misura delle mani del proprietario, resta il valore di un display IPS LCD più che buono, luminoso, capace di restituire colori fedeli e con una ottima leggibilità anche sotto la luce diretta del sole. Ovviamente non siamo a livello di un OLED per quanto riguarda soprattutto la gestione dei neri, ma ci si più tranquillamente "accontentare". La gestione della resa cromatica tramite apposita opzione permette poi di rendere i toni meno faticosi per gli occhi rispetto all'impostazione iniziale, che privilegia l'impatto immediato.

Fotocamere e gaming

Passando alle fotocamere, la anteriore pop-up è una 16 Megapixel di buona qualità, anche se con la tendenza a restituire immagini un po' sovraesposte. In condizioni di scarsa luce però i risultati peggiorano parecchio. Passando all'obiettivo principale, questo è invece composto da un doppio sensore, un 16 Megapixel con apertura f/1.8 affiancato da un 2 Megapixel che interviene per gestire l'effetto bokeh. Non si tratta di numeri particolarmente elevati, ma sappiamo bene che spesso il valore dei Megapixel ha un senso più commerciale che altro. In ogni caso, la qualità delle foto è anche qui tutto sommato buona, coi risultati migliori - ovviamente - da intendersi nelle condizioni ideali di luce dove messa a fuoco, luminosità e resa dei colori si possono dire assolutamente soddisfacenti. Con poca luce o di notte è importante, se non essenziale, attivare la modalità "notte" apposita, che mette in campo appositi algoritmi oltre all'assistenza della Intelligenza Artificiale per ottimizzare lo scatto. In questo caso si ottengono foto davvero notevoli considerata questa fascia di prezzo, che possono dare dei punti anche a quelle scattate da smartphone più costosi. Meno positivo il risultato coi video, a causa della mancanza di stabilizzazione che inevitabilmente incide sul risultato finale. Aprendo la doverosa parentesi sul lato gaming, è giusto sottolineare come avere a disposizione un'area di schermo così grande e senza notch sia una vera e propria manna, che permette di apprezzare al massimo l'esperienza di gioco. Il Kirin 710 assieme alla GPU Mali-G51 consentono di gestire in discreta scioltezza la stragrande maggioranza dei titoli presenti su Play Store. Come benchmark, come al solito, abbiamo usato Asphalt 9: il titolo Gameloft, impostando la qualità video al massimo, gira con un frame rate sufficiente. Più a suo agio con prodotti leggermente meno complessi e infatti Alto's Odyssey, Grimvalor e Clash Royale sono risultati nel nostro test perfettamente fluidi e al meglio della loro forma. Quindi se volete considerare anche la componente gaming all'interno degli elementi di scelta del vostro nuovo smartphone, senza dubbio il P Smart Z è un'ottima soluzione in questa fascia di prezzo. Chiudiamo la nostra recensione parlando della componente audio, più che buona pur potendo contare solo su uno speaker mono: il volume è infatti alto e si mantiene nitido, sia in riproduzione di contenuti audio/video sia col vivavoce del telefono. L'autonomia è più che soddisfacente, e coi 4000 mAh della batteria si può anche arrivare ai due giorni di utilizzo, a patto che non sia troppo intenso. In ogni caso non c'è alcun pericolo di non riuscire a coprire la singola giornata. Il prezzo infine, che a listino parte da 279€ ma che è già stato ampiamente ritoccato dai vari venditori, arrivando poco sopra i 200€ nel momento in cui scriviamo.

Prezzo
279 €
Multiplayer.it

8.4

Huawei P Smart Z è uno smartphone convincente, solido e dotato di una scheda tecnica di tutto rispetto all'interno della sua fascia di prezzo. Considerando poi il fisiologico calo che subiscono tutti i device Android, non è affatto difficile riuscire a trovare offerte a cifre di poco superiori ai 200€. In questo caso, il prodotto Huawei può rappresentare una scelta pienamente consigliabile, a patto di non ritenere eccessive le dimensioni e di non avere necessità particolari in ambito fotografico.

PRO

  • Buone caratteristiche hardware
  • Pop up camera che permette un display full-screen
  • Schermo soddisfacente

CONTRO

  • Dimensioni per alcuni eccessive
  • Componente fotografica con luci e ombre
  • EMUI esteticamente migliorabile