James Cameron's Dark Angel  2

Ancora una fiction che diventa videogioco, questa volta tocca alla serie Dark Angel di James Cameron, nella quale la graziosa Jessica Alba interpreta una donna soldato che, grazie alla manipolazione del dna, acquisisce degli incredibili poteri. Una storia magari già sentita, in un gioco che ci porta nel mezzo di una Detroit devastata da una catastrofe elettromagnetica. Tra arti marziali e sessioni stealth, riuscirà questo gioco a uscire dal mucchio? Scopriamolo inisieme.

RECENSIONE di La Redazione  —   02/04/2003

Max Solid Payne... !

Inutile dire che Dark Angel unisce vari elementi che, da alcuni anni fanno ormai parte del patrimonio degli action game classici. Azione stealth, unita a combattimenti dove kung fu e armi da fuoco la fanno da padroni, il tutto condito dall’ormai famoso slow-motion stile Matrix, effetto con il quale si può rallentare in modo spettacolare una determinata sequenza d’azione.
Il gioco si svolge a Detroit, metropoli sulla quale grava un severo coprifuoco e per questo chiusa in zone sorvegliate dalla polizia; quest’ultima ha lo scopo di mantenere l’ordine ma anche di ritrovare Max e i suoi “fratelli” fuggiaschi.
Con l’aiuto di Logan, un hacker molto esperto, verremo guidati nelle varie aree di gioco, ma sarà grazie alle abilità da super-soldato di Max che dovremo portare a termine le missioni; in alcuni casi avremo la possibilità di scegliere se colpire i nemici di sorpresa, magari alle spalle, piuttosto che calarci dall’alto per poi spezzargli il collo con le gambe, ma sarà anche possibile colpire dalla distanza con scariche elettriche o cercare vie alternative per non essere scovati. Per accedere alle zone successive dovremo poi recuperare delle schede, che comunque otterremo solo dopo aver abbattuto il soldato che le possiede e in genere possiamo dire che la possibilità di scelta su come procedere risulta molto limitata. In sostanza infatti, il gioco si riduce ad un picchiaduro a scorrimento, nel quale sarà necessario eliminare tutti i nemici presenti nell'area di gioco per poter proseguire.

All'Alba? ...solo poche ore!

Per portare a termine Dark Angel non ci vorrà molto, anche perché nonostante le oltre 20 missioni, una volta entrati nell’ottica di gioco, vi accorgerete che più sarete veloci a eliminare i nemici, tanto più velocemente avanzerete. Le varianti a livello di gameplay non sono molte e perlopiù si limitano alla possibilità di effettuare qualche nuovo movimento man mano che si procede nelle missioni di gioco; nuovi movimenti che peraltro non risulteranno particolarmente utili per la prosecuzione dell’avventura, che continuerà ad andare avanti tra salti, pugni, calci e qualche esplosione, utile per aprirsi dei varchi all’interno delle aree di gioco. In combattimento inoltre, sarà possibile vedere la propria forza aumentare ulteriormente, grazie ad una barra posta nella parte bassa dello schermo che, man mano che verremo colpiti dai nemici, ci segnalerà il coefficiente di rabbia accumulato; una volta che la barra sarà al massimo, i nostri colpi diventeranno ancora più letali.
In sostanza possiamo dire che giocare a Dark Angel consiste solo nel bonificare una zona a suon di mazzate e procedere a quella successiva. Questo perché, anche quando cercherete un’ approccio più stealth, rimarrete disarmati dalla precolombiana IA dei vostri nemici e allora diventerà inevitabile cercare lo scontro fisico, per non rendere l’esperienza di gioco eccessivamente soporifera.

Per qualche poligono in più.

A quanto detto va aggiunto un comparto tecnico che se ad un primissimo approccio sembra tenere anche grazie al discreto modello poligonale di Max, si rivela invece realizzato con sufficienza e privo di quelle caratterizzazioni che dovrebbero dare alle scenografie, sempre troppo uguali, quel tono fascinosamente dark tipico della serie tv. Abbastanza curati gli effetti di illuminazione, ma il tutto ritorna nella mediocrità quando si inizia a correre e combattere; le animazioni sono infatti approssimative e poco armonizzate fra loro, e i nemici, come già detto, risultano decisamente stupidi. Solo in alcuni rarissimi casi il gioco diventa più interessante, grazie al fatto di poter compiere alcune acrobazie utilizzando i muri per darsi la spinta e piombare sui nemici con spettacolari calci volanti, ma tutto torna nella normalità dopo pochi secondi.
Le musiche infine, a parte qualche tema più ispirato di altri, sono nella norma grazie anche al fatto che sono prese di sana pianta dalla serie tv. Più in generale possiamo dire che il sonoro, a differenza del gioco, è adeguato ad un videogame di questo secolo, con una nota di merito al parlato che, grazie all’utilizzo dei doppiatori originali, risulta di buonissima fattura.

In definitiva

Prendere spunto da una serie televisiva già di per se non esaltante, e trasformarla in un videogioco quantomeno decente, sarebbe stata un’impresa più unica che rara, e con Dark Angel non siamo certamente di fronte all’eccezione che conferma la regola. Il titolo Sierra è buono solo nel doppiaggio, e questo grazie ai doppiatori. Per il resto, i programmatori di Radical Entertainment hanno cercato di realizzare un gioco d’azione moderno, introducendo elementi tipici delle produzioni più attuali, ma hanno finito col creare un prodotto approssimativo, che non convince soprattutto per la mancanza di spessore e che di fatto si riduce ad un noioso picchiaduro a scorrimento, privo di mordente e in definitiva troppo facile.

    PRO
  • Ottimo doppiaggio
  • Combo facili da eseguire
  • Per i fans contiene un'intervista a Jessica Alba

  • CONTRO
  • Tecnicamente sotto la media
  • Gameplay piatto come l’encefalogramma di una mummia

Dark Angel è una serie televisiva proveniente guarda caso dagli USA, dove peraltro è stata sospesa per la scarsa audience, che da qualche settimana è approdata in Italia. L’ideatore è il noto regista James Cameron (Aliens, The Abbys, Terminator, Titanic, solo per citarne alcuni) e l’interprete la bella Jessica Alba. La storia prende forma attorno all’anno 2020, in una Detroit semidistrutta a causa di una catastrofe elettromagnetica, che manda in tilt computer e apparecchiature elettroniche di ogni tipo.
La grande Pulsazione, questo il nome con cui venne chiamata questa catastrofe, indusse l’esercito a cercare nuove armi biologiche, ed è qui che entra in scena la genetica. un gruppo di scienziati della multinazionale Manticore, decise che era venuto il momento di creare dei super soldati, mescolando il dna umano con quello felino.
Max, questo il nome della protagonista, è uno di questi soldati genetici. Fuggita, ancora bambina, dall’istituto-prigione nel quale veniva sottoposta a durissimi addestramenti, cerca ora di ritrovare gli altri dieci ragazzi che come lei sono riusciti a scappare. Sulle loro tracce si mette però, colui che di fatto è a capo di tutto l’esperimento, il suo obbiettivo e ritrovare tutti e undici i fuggiaschi e riportarli alla Manticore, se questo non sarà possibile si potrà procedere all’eliminazione.