Jurassic Park Aftermath, la recensione: i dinosauri nella realtà virtuale

Un'esperienza VR che unisce meccaniche stealth al fascino di Jurassic Park.

RECENSIONE di Mattia Armani —   31/12/2020
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Tornati a Isla Nublar per la recensione di Jurassic Park Aftermath, ci siamo trovati ancora una volta a calpestare il suolo di quel mondo fantastico e crudele che da 24 anni macina incassi al cinema regalando qualche soddisfazione anche nei videogiochi. Nessuno stupore, quindi, di fronte all'arrivo di un'incarnazione della serie in realtà virtuale che promette tensione in quantità, sfruttando la dinamica stealth tipica dei film per farne il fulcro principale dell'esperienza di questo titolo per piattaforma Oculus.

Il vantaggio della realtà virtuale

Jurassic Park Aftermath 4

Quasi interamente plasmato intorno alla dimensione stealth, Jurassic Park Aftermath fa leva su una delle sequenze più comuni a tutte le pellicole della serie, quella che vede i protagonisti sfuggire per un pelo alla voracità dei Velociraptor. In questo caso però siamo del tutto soli di fronte a predatori tanto letali quanto intelligenti che possono concentrare tutta la loro famelica brama nei nostri confronti. Una voce, per fortuna, ci guida alla radio, indicandoci una strada verso la salvezza attraverso gli edifici semidistrutti di Jurassic Park, ambienti ormai iconici seppur in questo caso diversi. Sono infatti reinterpretati nell'ottica di un cel shading marcato che restituisce un'ottima sensazione tridimensionale, ma che sulle prime non sembra certo la scelta più adatta per valorizzare il realismo a cui ambisce l'esperienza.

Ma la percezione soggettiva ha il pregio di cambiare, in questo caso grazie a colori e ottime animazioni che scena dopo scena trasformano un mondo a prima vista alieno in una realtà che pian piano ci inghiotte, permettendoci di gustare appieno un'atmosfera intensa che rappresenta senza dubbio il pilastro principale dell'esperienza. D'altronde ci ritroviamo soli e disarmati ad affrontare alcune delle creature più pericolose che abbiano mai vissuto sul nostro pianeta, a partire dallo Pterodattilo che ci accoglie sull'Isla Nublar per arrivare al T-Rex che non può certo mancare in un Jurassic Park. Ma l'avversario principale, quello che ci insegue per la quasi totalità del gioco, è il summenzionato Velociraptor che in Aftermath ricopre il ruolo dello xenomorfo di Alien Isolation.

Jurassic Park Aftermath 6

Le dinamiche, d'altronde, sono le medesime e ci spingono attraverso cunicoli e nascondigli per poter sfuggire alle ronde di nemici dall'intelligenza artificiale non scriptata che godono di un udito sopraffino, non cancellano del tutto la memoria quando ci perdono di vista e hanno un comportamento imprevedibile che riesce spesso a sorprendere. L'esperienza è meno complessa di quella di Alien Isolation e ci lascia più scappatoie grazie al gran numero di nascondigli presenti, ma tra quelle che si sono chiaramente ispirate al titolo Creative Assembly è una delle più riuscite. La tensione è sempre palpabile, i margini di errore sono pochi ed è necessario stare molto attenti anche alla forza con cui si chiude un armadietto, cosa che esalta l'interazione virtuale.

Qualche compromesso di troppo

Purtroppo non tutti gli elementi di Jurassic Park Aftermath concorrono a valorizzarne la dimensione virtuale. Scivolando tra scrivanie, condotti e ambienti più o meno grandi, la prima cosa che risulta evidente è la quasi totale mancanza di interazione con il mondo di gioco. Ci sono puzzle che comprendono radio da sintonizzare e leve da tirare, così come ci sono dispositivi da attivare a distanza per distrarre i nemici, ma in quest'ottica sarebbe stato ben più coinvolgente e credibile poter afferrare e lanciare oggetti, così come succede in infiniti altri titoli stealth. Inoltre le scene cruente sono nascoste alla vista e questo sottrae una componente chiave del franchise a un titolo che tra l'altro non è certo pensato per i più piccoli. La suggestione, comunque, regge bene, pur messa alla prova dalla ripetitività delle dinamiche stealth che spesso ci mettono in situazioni fin troppo simili tra loro. Sulle prime, per intenderci, la fuga dai Velociraptor ha tutta l'intensità del Jurassic Park cinematografico, ma sul finale si ha la sensazione di aver visto quel film troppe volte.

Jurassic Park Aftermath 3

Nel mezzo dell'avventura, va detto, c'è una sequenza che cambia il ritmo e che risulta decisamente efficace, ma non basta per scongiurare una sensazione di ripetitività che stona in un titolo la cui durata si aggira intorno alle quattro ore, anche morendo più volte. Decisamente poco, anche considerando che si tratta di metà dell'avventura e che ha un prezzo di 21,99 euro. Dobbiamo tenere conto del fatto che nel 2021 la seconda metà del gioco uscirà in forma di DLC, ma per ora ci troviamo tra le mani un'altra esperienza virtuale dal gran potenziale che pecca per durata, soffre qualche mancanza di troppo e risulta piuttosto banale dal punto di vista della trama.

Sappiamo che sviluppare un gioco in realtà virtuale richiede sforzi maggiori di fronte a una platea ancora limitata, ma con titoli come Jurassic Park Aftermath sembra che gli sviluppatori si appoggino fin troppo all'effetto meraviglia della realtà virtuale, sacrificando eccessivamente gli altri aspetti. In questo caso, però, il compromesso legato alla veste grafica ha un senso. Da una parte, lo abbiamo detto, la tecnica del cel shading ha limiti che in questo caso vengono magnificati da una generale mancanza di dettaglio, lampante laddove alcuni oggetti non sono nemmeno modellati tridimensionalmente, ma una volta presa l'abitudine tutto funziona adeguatamente e richiede risorse hardware minime, cosa molto utile per garantire piena fluidità e caricamenti estremamente rapidi nel caso di un titolo pensato per girare esclusivamente sui visori Oculus Quest.

Jurassic Park Aftermath 1

Inoltre il comparto audio è eccellente e lo è sia nei dialoghi in inglese che ci fanno da luce guida verso la salvezza, sia nelle musiche che riprendono il filo della colonna sonora della serie, utile anche per mantenere atmosfera e coinvolgimento che, lo ripetiamo, sono i pilastri di un titolo che non brilla per interazione con il mondo di gioco, tale da rendere superfluo giocare nella modalità roomscale. Anzi, la visuale a terra bassissima, al pari delle pochissime opzioni dedicate all'accessibilità della VR, invogliano a giocare seduti, riducendo così anche un senso di vertigine che in Jurassic Park abbiamo avvertito con più forza rispetto ad altri titoli comparabili.

Commento

Prezzo
21,99 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (5)

7.6

Il tuo voto

Jurassic Park Aftermath è un esperienza coinvolgente che fa leva su un'ottima atmosfera e su una dimensione stealth decisamente riuscita, ma non brilla certo per varietà, interattività e durata. Certo, non ha un prezzo elevato, ma anche questo ha un peso considerando che si tratta di metà gioco, con l'altra metà in arrivo nel 2021 come DLC. La speranza, però, è che il proseguo prenda quanto di buono fatto fino ad ora per regalarci un'esperienza completa e soddisfacente.

PRO

  • Atmosfera in quantità
  • Stealth efficace grazie all'IA dei Velociraprtor
  • Ottimo comparto audio
CONTRO
  • Durata decisamente scarsa
  • Varietà tutt'altro che eccezionale
  • Interattività minima