NHL 07 - recensione  0

Il gelido mondo dell'hockey su ghiaccio torna ad infiammare i nostri schermi con NHL 07, ennesimo capitolo della lunghissima serie targata Electronic Arts

RECENSIONE di David Falzarano —   15/11/2006

EA Style

I giochi Electronic Arts non sono mai avari di modalità di gioco e feature varie, e già nelle scorse edizioni un giocatore aveva a disposizione tutto quello che poteva desiderare. Nonostante questo, rispetto ad NHL 06 troviamo qualche ulteriore piccola aggiunta. Il campionato Ceco è stato aggiunto al lungo elenco delle leghe europee al quale è possibile partecipare, è stata inserita la possibilità di giocare la modalità “Dinasty” tenendo un team del vecchio continente. La modalità “Dinasty”, appunto, è il fulcro del gioco, ed è rimasta praticamente invariata dall’edizione del 2005. Gli unici piccoli cambiamenti riguardano la gestione della fiducia del proprietario verso il manager, che ora pagano in “upgrade points” piuttosto che in contanti. I proprietari sono sempre un po’ vulcanici (diciamo anche isterici) e gli obiettivi stagionali che ci impongono sono spesso fuori della portata della squadra. Per il resto, ritroviamo le solite partite veloci, tornei, gioco online e via dicendo, che possono accontentare qualsiasi utente.

Puck on the rocks

Le meccaniche di gioco ricalcano sostanzialmente quelle già iper-collaudate che abbiamo potuto apprezzare nella versione 06, le quail bilanciano una discreta dose di realismo (forse però, facendo le dovute proporzioni, meno rispetto alle edizioni di fine anni ’90) con un modello di gioco veloce e divertente, senza inutili fronzoli.
L’unico vero cambiamento di peso nella giocabilità è dato dall’altisonante “skill stick revolution”, che altro non è se non quello che è già presente da anni sulla serie Pro Evolution Soccer / Winning Eleven: la mappatura dei passaggi sullo stick analogico destro. Spostando lo stick destro con la giusta forza e verso la direzione voluta, il giocatore si produrrà in un passaggio piuttosto preciso. Questo sistema permette anche di lanciare il puck verso zone scoperte, fungendo di fatto come una sorta di “passaggio filtrante” (il famoso tasto triangolo di Winning Eleven). Non una rivoluzione insomma, ma di certo una gradita quanto necessaria evoluzione del sistema di passaggi, che però può essere fruita dagli utenti PC solo nel caso questi si dotino di un joypad con stick analogici (con la tastiera è chiaramente impossibile utilizzare questa caratteristica).

le meccaniche di gioco ricalcano sostanzialmente quelle già iper-collaudate che abbiamo potuto apprezzare nella versione 06

Puck on the rocks

Nell’ice rink il ritmo di gioco è sempre elevato, magari lontano dalla velocità irrealistica di alcune edizioni precedenti ma comunque adeguato a riprodurre quello che viene considerato “the fastest game on earth”. Per far pendere l’ago della bilancia dalla parte del realismo si è deciso anche di ridimensionare i tiri “one timer” (di prima), che mentre nella realtà dell’NHL sono piuttosto rari e producono solitamente scarsi risultati, nella passata edizione del gioco EA rappresentavano una vera e propria arma non convenzionale, essendo oltremodo precisi e potenti.
Parlando più in generale possiamo dire che l’intero sistema di tiro è stato leggermente migliorato, arrivando ad un compromesso quasi ottimale fra realismo, praticità e divertimento risultante. Rimanendo in argomento, un gradito ritorno è quello del sistema di mira per i tiri, che consiste nel visualizzare il simbolo di un bersaglio nella parte della porta che si sta puntando, per un totale di nove diverse direzioni. Questo sistema facilita la fase di tiro permettendo di vedere su schermo se la direzione verso la quale stiamo mirando sarà effettivamente quella dove il puck verrà tirato, ma potrebbe far storcere il naso a qualche purista amante del massimo realismo, per cui può essere anche disattivato dalle opzioni.
La longevità di NHL 07 è come al solito più che generosa, senza contare la robusta modalità online che permette partite multiplayer fra i giocatori di tutto il mondo.

HHL 07 è disponibile per PC, PlayStation 2, Xbox e Xbox 360.
La versione utilizzata per questa recensione è quella per PlayStation 2.

Grafica e sonoro

La sensazione di già visto non si interrompe certo quando si vanno a valutare grafica e sonoro, anzi si amplifica e viene resa più palese. Il motore grafico è praticamente lo stesso identico visto lo scroso anno, e dimostra come gli sforzi di molte software house siano rivolti al futuro prossimo piuttosto che al presente. I modelli riescono ancora a non sfigurare, pur non potendo far conto su una quantità di poligoni allineata con le ultime migliori produzioni (soprattutto per il PC). Le animazioni sono più che buone, e rendono al meglio l’armonia dei movimenti sul ghiaccio e la violenza degli scontri. Le arene scoprono un po’ il fianco e sentono un po’ il peso di un mancato rinnovamento tecnologico, ma in fin dei conti anch’esse sono più che discrete.
I cori che si possono ascoltare nelle vere arene americane (sporadici, imitati e poco fantasiosi se rapportati a quelli che si sentono nei campi di calcio) sono stati riprodotti in modo più che discreto, così come le solite musiche all’organetto che intrattengono il pubblico a gioco fermo. Buono come sempre il commento play-by-play e la classia EA-Trax.
Il gioco, come al solito, è completamente in inglese con manuale in italiano.

Commento finale

La Electronic Arts si è ancora una volta adagiata sugli allori, riciclando quanto già fatto lo scorso anno e dimostrando che gli sforzi sono rivolti verso il futuro. Ciò non basta però a fare di questo NHL 07 un gioco da sconsigliare, anzi esso è un prodotto maturo, con poche novità ma solido, divertente e tecnicamente discreto. Un must per tutti gli appassionati di questo sport troppo spesso sottovalutato nel nostro paese.

Pro

  • Buona giocabilità
  • Numerose modalità e leghe
Contro
  • Troppo simile alle ultime edizioni
  • Tecnicamente non strabiliante

Per quasi dieci anni i giochi di hockey prodotti da Electronic Arts sono stati indiscutibilmente i migliori sulla piazza, vuoi per un’effettiva qualità del lavoro svolto dai programmatori, vuoi per la mancanza di una concorrenza consistente. Con l’inizio degli anni 2000, però, le cose sono peggiorate: la concorrenza si è fatta sotto con titoli piuttosto validi (Sega in primis), e l’impronta decisamente troppo arcade data agli NHL di quel periodo ha fatto storcere il naso a ben più di qualche appassionato della serie. Fortunatamente con le edizioni più recenti si è corretto il tiro, e seppur (facendo le dovute proporzioni) NHL non sia tornato in toto ai fasti di un tempo, l’ago della bilancia è tornato a pendere verso la giusta direzione.