Pathway to Glory: Ikusa Islands  0

Nokia cala per la seconda volta la sua carta migliore con il seguito dell'ottimo Pathway to Glory

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   30/12/2005

La guerra continua

Consapevole della bontà del suo franchise, Nokia non ha voluto quindi lasciarsi sfuggire l’opportunità di sfruttarlo a dovere, mettendo subito al lavoro gli sviluppatori di Red Lynx sul prevedibile seguito. Pathway to Glory: Ikusa Islands, questo il suo nome, mantiene la stessa ambientazione per quanto riguarda il periodo e l’evento bellico, ma sposta i riflettori dall’Europa al Pacifico. La meccanica di gioco non è stata di certo stravolta, anzi è rimasta particolarmente fedele al primo capitolo; si tratta anche in questo caso di uno strategico a turni di stampo occidentale, che si ispira all’indimenticabile Jagged Alliance proponendo una intrigante e completa gestione di un piccolo plotone di soldati impiegati col fine di raggiungere diversi generi di obiettivi prestabiliti. Ognuno di essi dispone di un tot di action point, che vanno spesi con oculatezza decidendo quali azioni fargli compiere. Queste possono essere camminare, abbassarsi, strisciare a terra, sparare (con diversi gradi di precisione), lanciare granate, utilizzare kit medici e oggetti o guidare svariati mezzi. Il numero degli action point disponibili a inizio turno è inversamente proporzionale al peso dell’equipaggiamento che il soldato è costretto a trasportare, rendendo necessaria anche una pianificazione in fase di set-up prima della missione vera e propria. La telecamera, rialzata di qualche metro rispetto al terreno, permette di avere una buona visione delle ambientazioni, peraltro ricchissime di dettagli e davvero gratificanti per lo sguardo. L’interazione con gli edifici, le piante e gli oggetti distribuiti è fondamentale al fine di trovare riparo dal cono visivo dei nemici, questi ultimi particolarmente lesti ed abili a punire giocatori sprovveduti e poco pazienti. L’intelligenza artificiale è infatti sicuramente una delle caratteristiche migliori della fatica di Red Lynx, e contribuisce nel rendere le missioni estremamente coinvolgenti ed impegnative anche se (quasi) mai frustranti; sì perchè le sconfitte derivano sempre e solo da errori di pianificazione, da qualche mossa eseguita con leggerezza, o da una eccessiva e quantomai sconveniente fretta. Ikusa Islands, come il suo predecessore, è un gioco per gli amanti della riflessione, della strategia, sconsigliabile quindi a che è alla ricerca di esperienze mordi e fuggi o comunque più leggere.

Il cellulare funziona

Come accennato, la componente estetica della produzione Nokia è sicuramente di gran pregio; ad ambientazioni realistiche, curatissime ed estremamente dettagliate, si accompagnano soldati ben caratterizzati e dalle movenze ottimamente riprodotte. Il motore grafico è quello del primo capitolo, leggermente ritoccato. Ma è anche il contorno che sottolinea la bontà del lavoro dei programmatori, nonchè la cura risposta in ogni aspetto del gioco; le missioni sono infatti introdotte da brevi sequenze e da briefing che le inquadrano nel contesto storico, ovviamente fedele alla realtà del tragico secondo conflitto mondiale. Eccellente allo stesso modo la componente sonora, che trova nei non certo sensazionali speaker di N-Gage l’unico limite a brani orchestrati, effetti diversificati per ogni arma e, non ultimi, svariate frasi digitalizzate in lingua originale che i soldati propri e nemici non mancheranno di pronunciare. Sensazionale la cura nell’aspetto multiplayer, che permette di creare partite fino a 6 giocatori; oltre all’online tramite N-Gage Arena, purtroppo per noi proibitivo a causa dei costi dei gestori telefonici, c’è la possibilità di sfidare tramite bluetooth altri possessori del portatile Nokia, sia che questi possiedano il gioco, sia che non lo possiedano. In tal caso subentra ovviamente il mai abbastanza lodato game sharing, già apprezzato in un buon numero di giochi per Nintendo DS. Non manca anche la facoltà di giocare in multiplayer su una sola console, passando di mano in mano la stessa ai vari partecipanti alla sfida in relazione ai propri turni.

Commento

Pathway to Glory: Ikusa Islands non rivoluziona affatto il suo apprezzato predecessore, limitandosi a migliorare praticamente ogni aspetto in maniera più o meno evidente. La cura con cui è stato confezionato appare però lapalissiana in ogni istante di gioco, e la bontà della meccanica studiata dai programmatori di Red Lynx si rivela capace davvero di fare la gioia degli amanti del genere. Un prodotto quindi davvero di primo piano, che riesce a strappare a Pathway to Glory la palma di miglior gioco per N-Gage.

Pro

  • Struttura di gioco solida
  • Tecnicamente ottimo
  • Curato sotto ogni aspetto
Contro
  • Miglioramenti spesso marginali rispetto al predecessore
  • Sistema di controllo inizialmente macchinoso

L’ha confermato Nokia stessa: N-Gage non è stato il successo che si sarebbero aspettati. Evidentemente pagando l’inesperienza nel campo e una serie di scelte anche nello stesso design dell’ hardware poco felici, la console/cellulare del colosso finlandese non ha raggiunto i traguardi di vendite prefissati. Ciò nonostante non sono mancati titoli capaci, da soli, di giustificarne o quasi l’acquisto; in questa categoria spicca senza ombra di dubbio Pathway to Glory, eccellente strategico a turni ambientato durante la seconda guerra mondiale e tuttora il miglior gioco disponibile per N-Gage.