Dopo aver fatto debuttare POCO F8 Pro e Ultra, il brand cinese di proprietà Xiaomi si concentra ora su una fascia più bassa del listino, quella per capirci che sta appena sopra all'entry level: in questa recensione del POCO M8 Pro parliamo dunque dello smartphone che, nelle intenzioni dell'azienda, dovrebbe solleticare l'interesse di chi ambisce a un prodotto di fascia media, ma non disdegna di spendere qualcosa in meno. Disponibile al prezzo di listino di 349.90 Euro nel taglio da 8/256 GB e 399.90 Euro per la versione 12/512 GB, POCO M8 Pro è di fatto una sorta di "fratellastro" del Redmi Note 15 Pro+, con il quale condivide l'estetica di base e buona parte della scheda tecnica. Le differenze principali stanno sostanzialmente in un diverso assortimento di fotocamere e appunto nel prezzo, che come da tradizione di POCO riesce a mantenersi inferiore alla media.
Caratteristiche tecniche del POCO M8 Pro
I dispositivi della serie M sono sempre stati contraddistinti da dotazioni hardware non esattamente da capogiro, e POCO M8 Pro non fa eccezione: stavolta al posto di guida del SoC troviamo un Qualcomm Snapdragon 7s Gen 4, che va a sostituire il Mediatek Dimensity 7025 Ultra del precedente modello. Si tratta di un chipset non di fascia alta, ma che comunque garantisce un bel po' di potenza in più sotto al cofano.
L'evoluzione più sostanziale si trova lato GPU, con una nuova Adreno 810 molto più performante della controparte Mediatek ma che comunque richiede qualche compromesso nel gaming (come vedremo in seguito).
Stazionaria invece la situazione delle memorie, con 8/12 GB di RAM di tipo LPDDR4X e 256/512 GB di spazio di archiviazione di tipo UFS 2.2: non esattamente le più veloci sul mercato, ma probabilmente è quello che passa il convento in questi tempi di grande crisi per il settore.
Sotto il profilo della connettività, POCO M8 Pro offre 5G, GPS, Bluetooth 5.4, Wi-Fi 6 e NFC. Presente anche la porta a infrarossi, mentre rispetto allo scorso anno manca il jack audio da 3.5 mm per le cuffie cablate. L'alloggiamento per le SIM può ospitare due nanoSIM fisiche, ma non c'è il supporto per le eSIM, una limitazione che nel 2026 sembra oramai anacronistica. Non è materiale da fantascienza nemmeno la porta USB-C che è solo di tipo 2.0.
Per quanto riguarda la resistenza agli elementi, la certificazione IP68 significa che lo smartphone è protetto contro infiltrazioni di polvere e acqua e tollera l'immersione fino a un massimo di 1.5 metri per 30 minuti. Un buon risultato, anche se oggigiorno non mancano dispositivi anche economici capaci di raggiungere la più elevata IP69K.
Venendo alla dotazione di accessori, il sample di POCO M8 Pro che abbiamo ricevuto comprendeva anche un alimentatore da 100 W che tuttavia non dovrebbe far parte dell'edizione destinata alla vendita: gli unici accompagnamenti dovrebbero essere dunque un cavo USB-C e una cover in silicone.
Scheda tecnica POCO M8 Pro
- Dimensioni: 163.34 x 78.31 x 8.31
- Peso: 206 grammi
- Display:
- AMOLED da 6.83"
- Risoluzione 1280 x 2772
- Refresh rate a 120 Hz
- Touch sampling rate a 480 Hz
- Luminosità di picco 3200 nit
- Aspect Ratio 19.5:9
- SoC: Qualcomm Snapdragon 7 Gen 4
- GPU: Adreno 810
- RAM: 8/12 GB di tipo LPDDR4X
- Storage: 256/512 GB di tipo UFS 2.2
- Fotocamere posteriori:
- Principale Wide 50 MP, f/1.6
- Grandangolare Ultra-Wide 8 MP, f/2.2, 120°
- Fotocamera frontale:
- Principale Wide 32 MP, f/2.2
- Connettività Wi-Fi: 802.11 a/b/g/n/ac/6/
- Bluetooth: 5.4 con A2DP/LE
- Sensori: Accelerometro, Giroscopio, Bussola elettronica, Prossimità, Impronta Digitale
- Resistenza agli elementi: Certificazione IP68/IP69K
- Colori:
- Silver
- Black
- Green
- Batteria: 6500 mAh
- Prezzo:
- 8 GB RAM + 256 GB Storage | 349.90€
- 12 GB RAM + 512 GB Storage | 399.90€
Design
Spesso POCO si è saputa distinguere per il design audace dei suoi smartphone, ma nel caso di POCO M8 Pro ha preferito andare sul classico, prendendo in prestito le linee della serie Redmi Note e aggiungendoci giusto un tocco di personalizzazione. Insomma, l'originalità a questo giro è rimasta in panchina.
Disponibile nelle colorazioni Silver, Black e Green, POCO M8 Pro è realizzato in vetro Gorilla Glass 7i e presenta una scocca con una gradevole finitura opaca, tagliata in due da una linea verticale che la attraversa. Il logo dell'azienda è ben visibile nella parte bassa, mentre ai lati sono presenti due fasce lucide di una tonalità diversa che danno al dispositivo un look vagamente più giovanile. Il modulo fotocamere è un quadrato dai bordi arrotondati che campeggia al centro della parte superiore, con una tonalità che riprende quella della cornice: l'effetto è gradevole, rovinato in parte dall'inevitabile sensazione posticcia data dal quarto oblò che, non ospitando nessun reale sensore, è messo lì solo per fare scena.
Lo schermo da 6.83 pollici è protetto da Gorilla Glass Victus 2 e una pellicola pre-applicata: i bordi sono curvi, una scelta in controtendenza rispetto agli standard attuali dell'industria e che potrebbe non incontrare i gusti di tutti. Le cornici sono moderatamente sottili, mentre il punch hole centrale per la fotocamera frontale appare leggermente più grande della media.
Il frame abbandona i profili arrotondati del modello precedente per offrire superfici più piatte, mantenendo però la stessa disposizione degli elementi: tasto di accensione e bilanciere del volume sulla sinistra, speaker secondario e porta a infrarossi in alto, e carrellino per le SIM, altoparlante principale e porta USB-C in basso.
Rispetto a POCO M7 Pro, lo smartphone è leggermente più voluminoso, con dimensioni di 163.34 x 78.31 x 8.31 mm e un peso di 206 grammi: insomma, decisamente non un dispositivo tascabile, ma tutto sommato in linea con gli standard del segmento.
Display
Quello di POCO M8 Pro è un display di ottima qualità considerata la fascia di prezzo a cui viene proposto. Parliamo di un AMOLED da 6.83 pollici con risoluzione 1280 x 2772, rapporto 19.5:9, profondità di colore a 12 bit e densità di pixel a 447 ppi. Notevole anche il valore di 3840 Hz di PWM dimming che contribuisce a ridurre l'affaticamento visivo, mentre la risposta al tocco di 480 Hz (o 2560 Hz se si considera quella istantanea) certifica una buona reattività.
Per quanto riguarda la luminosità di picco, POCO M8 Pro raggiunge i 3200 nit in HDR, una soglia di tutto rispetto che garantisce una buona leggibilità anche sotto il sole diretto.
La frequenza di aggiornamento massima arriva a 120 Hz, e dalle opzioni è possibile lasciare al software il compito di variarla automaticamente in base al contenuto visualizzato o di bloccarla a 60 o 120 Hz. Come è facile immaginare visto il posizionamento del dispositivo, non è supportata la tecnologia LTPO per le variazioni granulari del refresh rate, quindi anche l'always on display è limitato a un minimo di 60 Hz e si disattiva dopo qualche secondo.
C'è invece tutto quello che serve per concedersi un po' di streaming tramite piattaforme quali Netflix, Prime Video o Disney+, con supporto per gli standard Dolby Vision e HDR10+.
Fotocamere
Il comparto fotografico di POCO M8 Pro ha gioco facile nel migliorare quanto proposto da POCO M7 Pro, tanto era modesta la dotazione messa in campo dall'azienda lo scorso anno. Mandata definitivamente in pensione (per fortuna) l'inutile macro da 2 MP, lo smartphone conta dunque su una principale da 50 MP con un sensore Light Fusion 800 che sostituisce il Sony IMX882 e un'ultra grandangolare da 8 MP.
Progressi anche per la fotocamera frontale, che passa dai 20 MP del precedente modello ai 32 MP attuali.
La qualità delle foto con la principale da 50 MP è apprezzabile in tutte le condizioni di luce, per merito principalmente delle maggiori dimensioni del sensore. La gamma dinamica è buona, i colori sono naturali e la stabilizzazione ottica è efficace. La risoluzione è poi sufficientemente ampia per poter sfruttare senza particolari perdite uno zoom digitale 2x, mentre spingendosi oltre, la qualità inizia a scendere piuttosto rapidamente.
Niente di particolare da riferire sull'ultra grandangolare da 8 MP, ovvero il solito obiettivo secondario piuttosto mediocre che i produttori cinesi tendono a infilare negli smartphone di fascia medio/bassa: la qualità è decente solo in condizioni di luce ottimali mentre la resa in notturna lascia parecchio a desiderare.
La fotocamera frontale da 32 MP aumenta la risoluzione rispetto al passato e i selfie ne guadagnano sicuramente, ma non si può certo parlare di una feature particolarmente notevole: gli scatti appaiono un po' morbidi e scarichi dal punto di vista del colore, e l'assenza dell'autofocus è un ulteriore punto a sfavore.
Lato video, POCO M8 Pro consente di registrare fino a 4K a 30 FPS con la fotocamera principale, ma per raggiungere i 60 FPS o attivare la modalità ultra stabile ShootSteady, bisogna accontentarsi dei 1080p. I filmati sono di discreta qualità, ma passando alle altre fotocamere la situazione degrada rapidamente: la frontale arriva al massimo a 1080p a 60 FPS, mentre l'ultra grandangolare si ferma addirittura un passo prima con una soglia di 1080p a 30 FPS.
Batteria
Fra i diversi aspetti nei quali POCO M8 Pro migliora quanto fatto dal precedente modello, è particolarmente significativo quello relativo alla capacità della batteria, che passa dai 5110 mAh dell'anno scorso ai 6500 mAh attuali: un valore davvero notevole, che grazie alle nuove tecnologie in silicio carbonio non ha nemmeno comportato un aumento sostanziale nei volumi dello smartphone.
Approfittando anche dell'efficienza energetica dello Snapdragon 7s Gen 4, con POCO M8 Pro si possono toccare i due giorni di autonomia lontani dalla corrente, anche a fronte di un utilizzo intenso.
Migliora rispetto al predecessore anche la velocità di ricarica, che qui raggiunge i 100 W (a condizione ovviamente di possedere un alimentatore adeguato) laddove prima ci si fermava a 45 W. Tradotto in termini pratici, ciò significa che servono all'incirca 45 minuti per passare da 0 a 100%, e il tempo di una pausa caffè è sufficiente per accumulare abbastanza energia perlomeno per portare a termine la giornata. Un risultato decisamente apprezzabile, così come è gradito il supporto per la ricarica inversa cablata fino a un massimo di 22.5 W, utile per dare una botta di vita ad auricolari o smartwatch.
Manca invece la ricarica wireless, ma per questa fascia di prezzo è tutto tranne che uno scandalo.
Prestazioni e videogiochi
La comunicazione di POCO si è sempre rivolta prevalentemente a un pubblico giovanile, quindi la componente gaming fa sempre parte del vocabolario del brand: è inevitabile però che con POCO M8 Pro abbia un po' meno argomenti, dato che le caratteristiche hardware del dispositivo non gli consentono performance da capogiro coi videogiochi. Ovviamente con titoli casual non c'è nessun problema, ma appena si coinvolgono grossi nomi del calibro di Zenless Zone Zero, Call of Duty: Warzone Mobile, Wuthering Waves, Diablo Immortal e compagnia bella, i limiti dello smartphone si vedono tutti.
È necessario dunque abbassare un po' le pretese grafiche per poter giocare con un frame rate stabile e fluido, e non ci sono nemmeno gli strumenti che i device di gamma più alta mettono solitamente a disposizione per migliorare le proprie esperienze ludiche. Ci si può tuttavia consolare con un impianto audio stereo Dolby Atmos davvero potente e dotato di bassi molto corposi, oltre a beneficiare di un sistema di un sistema di raffreddamento che ha gioco facile nel calmare i tutt'altro che bollenti spiriti dello Snapdragon 7s Gen 4. Per ciò che concerne le prestazioni nei benchmark, POCO M8 Pro fa la sua discreta figura se messo a confronto con altri dispositivi nella stessa fascia di prezzo: è vero che il SoC non è esattamente un cavallo di razza, ma è capace comunque di sviluppare una potenza assolutamente adeguata al contesto in cui ci troviamo. Rispetto al Mediatek Dimensity 7200 Ultra montato dal precedente modello, i progressi si vedono poi specialmente lato GPU (aspetto in cui il chipset era particolarmente debole), ma anche guardando alla CPU la maggiore velocità di clock dello Snapdragon 7s Gen 4 fa una bella differenza. Come è consuetudine con dispositivi dotati di un SoC non troppo esuberante, anche in questo caso si può godere di una stabilità sotto stress da manuale. Il processore opera a regimi bassi ma costanti, riducendo drasticamente il thermal throttling e mantenendo le temperature significativamente inferiori alla media.
Anche dopo un ciclo di test appena concluso, il calore sulla scocca si percepisce appena.
Esperienza d’uso
POCO M8 Pro non è certamente quel tipo di smartphone che ha l'ambizione di rompere gli schemi e tagliare i ponti col passato, quindi non stupisce trovare sostanzialmente intatti i pregi e i difetti tipici della gamma, con certe problematiche anche acuite rispetto ai dispositivi delle linee di prodotto premium.
La ricezione e la qualità audio in chiamata di POCO M8 Pro sono ottime, anche in vivavoce grazie al volume elevato degli altoparlanti. Come da tradizione della serie, il sensore di prossimità è virtuale: nella nostra prova non ha dato problemi particolari, ma è un aspetto che molti utenti trovano poco gradito e che quindi va sottolineato.
Per lo sblocco, POCO M8 Pro offre un lettore di impronte digitali ottico incastonato sotto lo schermo (anche se posizionato un po' troppo in basso) e un riconoscimento del volto 2D comodo, ma non sicuro.
Sul fronte software, POCO M8 Pro arriva con Android 15 e l'interfaccia proprietaria HyperOS 2.0. Purtroppo, tocca registrare come Xiaomi continui con la sua pessima abitudine di lanciare dispositivi con una versione obsoleta del sistema operativo (Android 16 è uscito a giugno) che costringe a sprecare uno degli aggiornamenti previsti dal piano di supporto. Quest'ultimo oltretutto è sempre stato un punto un po' oscuro nelle comunicazioni dell'azienda, ma dovrebbe arrivare a quattro major update e sei anni di patch di sicurezza, risultando abbastanza modesto.
HyperOS 2.0 non introduce particolari novità, presentando la classica estetica Xiaomi (leggermente ritoccata dal launcher POCO) e strumenti già noti a chi ha usato altri dispositivi del marchio. Mancano le funzionalità più avanzate tipiche dei prodotti di fascia alta, soprattutto in ambito intelligenza artificiale, ma c'è tutto il necessario per un'utenza con esigenze medie.
L'elefante nella stanza è poi rappresentato sempre dal bloatware: la quantità di app e giochi pre-installati senza consenso è davvero eccessiva, e banner e pop-up sono presenti ovunque, soprattutto nelle app di sistema. Anche le notifiche sono molto invasive di default, richiedendo un lavoro di pulizia non indifferente per chi non è abituato a queste pratiche decisamente opache di Xiaomi.
Conclusioni
Multiplayer.it
7.0
POCO M8 Pro può essere una valida scelta per chi cerca un all-rounder dalla scheda tecnica affidabile e capace di cavarsela un po' in tutti gli ambiti. Pur non eccellendo in nessun aspetto particolare, POCO M8 Pro è uno smartphone ben costruito, che soprattutto in promozione può diventare un acquisto allettante. Certo è che bisogna sempre fare i conti con le consuete storture dell'offerta di casa Xiaomi quando si parla di dispositivi più economici: il bloatware, le pubblicità e le notifiche invasive sono ben oltre i livelli di guardia, e il dispositivo arriva dotato di Android 15 al solo scopo di "mangiarsi" uno dei major update previsti dal modesto programma di supporto.
PRO
- Scheda tecnica più che adeguata
- Display e batteria sono i punti forti
- Diverse migliorie rispetto al precedente modello
CONTRO
- Il design è una copia di Redmi Note 15
- Bloatware e pubblicità come se piovesse
- Arriva con Android 15 e il supporto non è sensazionale