Rainbow Six: Vegas  0

Las Vegas è invasa dai terroristi: è tempo di estrarre il cellulare e farli fuori...

RECENSIONE di Fabio Palmisano   —   25/01/2007

Vegas Fodder

Rainbow Six: Vegas su cellulare segue per sommi capi lo storyline del suo fratello maggiore su Xbox 360, che vede la città del peccato invasa da un gruppo di terroristi che non aspettano altro che essere eliminati dalle teste di cuoio protagoniste del gioco. Diversamente dalla versione originale, qui l’utente non ha il controllo diretto del caposquadra, ma esegue tutte le azioni (movimento, copertura, sparo eccetera) spostando un cursore sullo schermo, in maniera non dissimile dal classico Cannon Fodder di Sensible Software. La gran parte dell’avventura viene dunque spesa così, dirigendo i membri del team all’interno di scenari ben strutturati, che spesso e volentieri offrono soluzioni alternative per eliminare la minaccia terroristica. L’esempio più banale è quello di una stanza con due ingressi, ognuno dei quali diversamente utile per fare fuori i nemici: fortunatamente anche in questa versione portatile sono presenti due delle feature più intriganti ed utili di Vegas, ovvero la microcamera per guardare oltre le porte e la possibilità di assegnare un obiettivo da colpire al proprio partner. Le varie missioni offrono sempre qualche spunto diverso ed intrigante, sia questo il salvataggio o la scorta di ostaggi, così come la discesa con le cime lungo la facciata di un grattacielo e così via.

Vegas Fodder

Purtroppo, gran parte di queste divagazioni sono state sfruttate decisamente troppo poco, comparendo spesso un’unica volta nel corso dell’intera avventura. E questo è un peccato perché, nonostante rimanga anche così un prodotto divertente, Rainbow Six: Vegas avrebbe sicuramente potuto giovare di un pizzico di varietà in più. Va detto comunque che la canonica azione ludica viene sovente inframmezzata da alcuni accattivanti stage da cecchino, simili come meccaniche al celebre Silent Scope e senz’altro tra i punti più alti dell’intero pacchetto. In questi frangenti, ci si ritrova a muovere l’obiettivo del fucile alla ricerca dei terroristi all’interno di un palazzo, stando attenti a freddarli prima che possano uccidere qualche ostaggio: cosmeticamente gradevoli e dotate anche di un sistema di rilevamento dei colpi (gli headshot, come da copione, valgono molti punti in più), i livelli sniper sono uno tra i maggiori punti di forza di Rainbow Six: Vegas, e non a caso il menu principale offre una modalità dedicata esclusivamente ad essi. Una feature che tuttavia non risolve un notevole limite del prodotto Gameloft, ovvero la scarsa longevità: si può tranquillamente portare a termine l’avventura nell’arco di un’ora e mezza scarsa, senza grandissimi stimoli ad affrontarla nuovamente. Un peccato tutto sommato venale, soprattutto se si considera la cura riposta in ogni aspetto del gioco, anche quello tecnico: pur con le solite variazioni a seconda del cellulare utilizzato, Rainbow Six: Vegas offre una cosmesi pulita e particolareggiata, mentre il sonoro svolge degnamente il suo compito presentando addirittura qualche frase digitalizzata.

Gioco testato su Nokia N70.

Commento

Rainbow Six: Vegas è un gioco ricco di idee stuzzicanti e sostanzialmente ben implementate, che però dà l’idea di non sfruttare al massimo il proprio potenziale: certe soluzioni meritavano dunque di essere maggiormente sfruttate ed approfondite al fine di incrementare la godibilità di un’avventura comunque fin troppo breve. Tecnicamente ineccepibile (e con qualche vero e proprio tocco di classe) Rainbow Six: Vegas è tutto sommato un titolo più che discreto, che con un po’ di lavoro in più sarebbe potuto diventare un vero e proprio gioiello.

Pro

  • Buona veste tecnica
  • Discretamente vario e coinvolgente
  • Sezioni sniper molto accattivanti
Contro
  • Diverse feature poco sfruttate
  • Scarsa longevità

Sviluppato da Gameloft, questa versione mobile dell’ottimo prodotto Ubisoft uscito su Xbox 360 si presenta con il solito carico di sospetto dedicato alle trasposizioni su cellulare di titoli quali gli FPS. Non essendo infatti possibile riprodurre una copia “ridotta” della stessa tipologia ludica, gli sviluppatori si trovano spesso costretti a doversi rifugiare in soluzioni alternative (quasi sempre dei convenzionali action game bidimensionali) che non sempre rispecchiano la natura del prodotto originale. Con Rainbow Six: Vegas, Gameloft non si è però limitata a fare il compitino, offrendo un gameplay ricco di spunti interessanti.