Ryzen 5 3600X, la recensione 30

Il Ryzen 5 3600X promette un eccellente compromesso tra prestazioni in gioco, prezzo e potenza bruta

RECENSIONE di Mattia Armani —   27/07/2019

Indice

La recensione del Ryzen 5 3600X ci vede finalmente alle prese con la versione più spinta di una coppia di processori pensati per la fascia media, quella tipica delle configurazioni da gioco. Ma parliamo comunque di 6 core e 12 thread che garantiscono una discreta potenza bruta mantenendo i consumi contenuti, anche grazie al passaggio ai 7 nanometri che, oltre a permettere frequenze più alte, garantisce la possibilità di combinare due chiplet, alla stregua di quanto fatto con le CPU Threadripper, per arrivare fino a processori consumer da 16 core. Non è questo, però, l'aspetto che più ci interessa guardando a un processore di questo tipo. Quello che ci preme verificare è la promessa, di un netto miglioramento delle istruzioni per clock e delle prestazioni in gioco in 1080p, laddove la CPU ha ancora un ruolo rilevante.

Amd Ryzen 5 3600X

Un processore armato di tutto punto

I nuovi Ryzen sono basati su tecnologia Zen 2, evoluzione a 7 nanometri di un'architettura che con questa incarnazione chiamata Matisse compie un ulteriore passo verso la piena maturazione attraverso cambiamenti alla cache, l'adozione di un nuovo branch predictor e una nuova unità floating point. Il tutto condito da un'attenzione ancora maggiore ai problemi di sicurezza e altre novità che vedono anche qualche rinuncia, come la riduzione della cache dedicata alle istruzioni x86 in funzione del raddoppio della cache di terzo livello, compensata però dai 16MB di quest'ultima, necessaria anche per gestire i due chiplet dei Ryzen 9, e da diverse ottimizzazioni che promettono un bel passo in avanti anche per un processore come il Ryzen 5 3600X. Ed è una promessa importante quella di garantire prestazioni elevate in ogni ambito, anche nella fascia media, facendo dell'ottimo rapporto tra prezzo e potenza un qualcosa in più per distinguersi, e non il pilastro principale della strategia di vendita. D'altronde sarebbe stato un peccato sprecare un'architettura ottima e orientata al futuro grazie anche all'interconnessione Infinity Fabric che permette per l'appunto di mettere in perfetta comunicazione due chiplet distinti, oltre a valorizzare la memoria spinta a frequenze che nel caso dei nuovi Ryzen toccano lo sweet spot a 3733MHz. I 3600MHz con CL16 raggiunti nostra G.Skill Trident Z Royal, comunque, ci si avvicinano abbastanza e si sono dimostrati decisamente stabili, oltre a essere facilmente ottenibili grazie al profilo apposito sul BIOS.

Amd Ryzen 5 3600X 1

Il tutto condito dal supporto nativo per memorie a 3200MHz e interfaccia PCIe 4.0 che ha un impatto relativo sul gaming, ma permette di installare le nuove SSD NVMe Gen4, caratterizzate da velocità mozzafiato anche con una prima incarnazione, capace di arrivare a 5000MB/s in scrittura e 4400MB/s in lettura, che è destinata a essere superata, nel corso del 2020, grazie all'arrivo di nuovi controller. Per sfruttarla, però, servono le nuove schede madri, con AMD che ha deciso di castrare quelle vecchie per non creare confusione, che vista la necessità di supportare CPU da 16 core, adottano un raffreddamento superiore per chipset e VRM, andando incontro a rincari sensibili. Questi non sono però obbligati per poter sfruttare quasi a pieno un Ryzen 5 3600X, pensato per funzionare anche sui modelli delle serie precedenti che garantiscono anche la piena compatibilità con il Precision Boost Overdrive, oltre ovviamente a sfruttare i sensori interni delle CPU per gestire al meglio i clock come accadeva sui precedenti processori Ryzen. Parliamo quindi di frequenze base tenute al massimo possibile con maggiore costanza e di un overclock automatico massimo di 200MHz, con incrementi prestazionali che abbiamo ovviamente misurato durante i nostri test a partire dalle frequenze stock che risultano di 200MHz superiori a quelle del Ryzen 5 2600X, arrivando a 3800MHz di base e fino a 4400MHz in boost. Il tutto raffreddato da un dissipatore Wraith Spire, come sappiamo limitato ma ancora efficace nel caso di una CPU da 95W, e montato su una AORUS Master X570, una scheda che non si perde in fronzoli RGB ma punta alla robustezza e all'eleganza.

Amd Ryzen 5 3600X 2

Prestazioni, overclock e temperature

Grazie al nostro setup, equipaggiato con l'appena uscita GeForce RTX 2080 Super e completo di 16GB di memoria memoria 3600Mhz 16cl G.Skill Trident Z Royal, abbiamo raggiunto 7367 punti alla voce CPU del test 3DMark Time Spy e 20006 punti alla voce fisica nel test 3DMark Fire Strike Extreme, riscontrando un netto passo in avanti rispetto ai 17285 punti del Ryzen 5 2600X, superato del 15,7% da una CPU che arriva addirittura a 20611 punti in Passmark, superando in multithread sia il 2600X che il 2700X. Il Ryzen 7 2700X, dotato di due core e quattro thread, mantiene invece il comando nel test multithread di CPU-Z, ma parliamo di 4860 punti contro 4155, per un divario di appena 16 punti percentuali che si rovescia passando ai calcoli single thread. In questo caso infatti il Ryzen 5 3600X arriva a ben 516 punti contro 466, superando di un 10,7% il processore top di gamma della generazione precedente evidenziando un salto a dir poco netto, insufficiente per raggiungere calibri come il Core i7-9700K, ma abbastanza per ridurre notevolmente la distanza dal Core i5-9600K, superiore di appena una quindicina di punti. Passando a un test favorevole alle CPU AMD, laddove non si parla di gaming ma comunque di capacità di rendering complessive, eccoci finalmente al sorpasso anche in single thread. Si tratta ovviamente di Cinebench R20, dove il Ryzen 5 3600X arriva a 3682 punti in multithread e 489 punti in single thread, superando di una spanna anche il 9700K e di diverse lunghezze il 2600X che in condizioni ottimali si aggira intorno ai 3050 in multithread e 421 in single thread. Un balzo prestazionale del 17.5% in single thread e del 20% in multithread, già punto forte di Zen e ulteriormente ottimizzato, al di la dell'evidente aumento di capacità di calcolo single core,

Ryzen 5 3600X Benchmark

che come per gli altri Ryzen 3000 porta benefici sensibili in gioco, quantificabili con un salto di 11 punti e 12 punti percentuali nel caso, rispettivamente di Shadow of the Tomb Raider e Metro Exodus, ovviamente provati in 1080p. Battlefield V si accontenta di 4 punti percentuali e The Witcher 3 sembra non badare assolutamente alla CPU, ma laddove i giochi vanno d'accordo con i Ryzen, il guadagno è netto, tale da avvicinare la concorrenza anche in quell'unico ambito che lasciava il fiano dei primi Ryzen scoperto. Il tutto con temperature e consumi entro la norma anche se il Wraith Spire, soprattutto in estate, mostra qualche limite, con 40 gradi in idle e 74 in uso continuato, per arrivare a ben 86 gradi sotto stress. Il tutto di fronte a consumi che rispettano quanto preventivato, con il package della CPU che passa da 38W a 74W durante l'uso intensivo, superando quota 90 solo sotto stress test. E cercando di tenere il voltaggio contenuto non eccede nemmeno in overclock mantenendo i 4125MHz su tutti i core senza problemi, anche se in questo caso il guadagno in multi-thread, con 4222 punti contro 4155, è risicato e comporta anche un sacrificio sul single-thread che passa da 516 a 512. Per questo, delusi, abbiamo deciso di puntare ai 4200MHz su tutti i core a 1.375 volt, ottenendo in CPU-Z 4310 punti in multithread e 520 in single thread che equivalgono all'1% in più usando un core solo e quasi il 4% in più usandoli tutti. La temperatura durante l'uso intensivo della CPU si è però alzata da 74 a 82 gradi, mettendo in luce i limiti del Wraith Prism che si fanno evidenti quando il package tocca gli 80W di consumo, inferiori al TDP di 95W, ma comunque elevati considerando che il Ryzen 7 3700X ha un TDP di 65W. Non è un caso che in condizioni normali il Ryzen 5 3600X non si avvicini nemmeno lontanamente al thermal design power dichiarato, garantendo comunque frequenze base più elevate del fratello maggiore.

Prezzo
269,00 €
Multiplayer.it

8.7

Il Ryzen 5 3600X è un processore eccellente, forte di un incremento sensibile nel calcolo single thread, nel gaming in 1080p e nell'efficienza del multithreading che conferisce una spinta ulteriore al successore di un modello già decisamente potente per la sua fascia. Tutto questo ci mette di fronte a un nuovo campione di convenienza, un processore difficile da criticare sotto alcun aspetto e probabilmente destinato a essere superato solo dal Ryzen 5 3600 che, tra prezzo inferiore e margini di OC superiori, promette grandi cose, tanto sul campo quanto nelle vendite.

PRO

  • Decisamente potente per la sua fascia e già capace di ottime prestazioni senza necessità di overclock
  • Pienamente retrocompatibile con i chipset precedenti
  • Consumi effettivi contenuti e prestazioni in gioco ottime, di poco inferiori a quelle dei modelli più costosi

CONTRO

  • L'unico modo per sfruttare il PCIe 4.0 è acquistare una costosa X570
  • I margini di overclock non sono certo estremi
  • Il Ryzen 3600 risulta ancora più conveniente a patto di voler mettere mano alle frequenze