Street Fighter Alpha 3 Max  1

Ken, Ryu e tutta la compagnia son tornati per menare le mani anche su PSP. Vi converrà assecondarli, sono tizi piuttosto violenti...

RECENSIONE di La Redazione  —   10/04/2006

Ken, Ryu e la pratica dell’Hadoken

Pur essendo un semplice picchiaduro, la forza di street fighter è stata senza dubbio quella di sommare ad una realizzazione tecnica degna di nota, una sorta di mitologia personale per ogni lottatore presente nel gioco, donando più profondità ai personaggi, una loro maggior caratterizzazione e rendendoli perfettamente identificabili: ad ogni cicatrice riconduce una storia nota, per ogni benda o fiocco c’è una motivazione, i legami di amicizia e antagonismo rendono completo il senso della battaglia ed ogni suo eventuale conclusione. Arrivati al terzo capitolo della saga Alpha i personaggi che vivono il mondo di Street fighter sono ormai diventati 40, il gioco -va detto sin d’ora- è quello che si può intenedere come una trasposizione pressochè perfetta della versione psx: niente animazioni monche o fondali statici, tutto è come era stato lasciato anni fa con l’evidente plus della visualizzazione psp, formato in 16:9 e colori molto più brillanti. L’unico fattore che non riesce a tenere il passo dell’evoluzione tecnogica è senza dubbio il pad: che sia analogico o digitale purtroppo risulta impreciso in più di un occasione (soprattutto, chissà perchè, nei salti in diagonale avanti). Un costante utilizzo del gioco porta comunque ad abituarcisi abbastanza velocemente, soprattutto nella realizzazione delle famigerate “mezze lune” che di solito sono il viatico verso bolle d’energia e simili; più difficoltose invece rimango tutte le combinazioni “destra-basso-diagonale” (e viceversa) utili -ken masters alla mano- a realizzare uno shoryuken. Superate le prime difficolta con il sistema di combattimento resta negli occhi la meravigliosa realizzazione grafica unita alle numerose modalità in aggiunta alle molte che già costituivano il titolo originale. Non cambia invece la struttura di combattimento, organizzata secondo la triade degli ISM (V, A e X, sistemi di combattimento che regolano l’utilizzo delle super-combo e la ricarica delle stesse) e i canonici trittici di colpi per pugno e calcio, con inizialmente i pugni forti e calci forti posizionati sui dorsali. La configurazione del pad è ovviamente consentita e consigliata, dopo tutti questi anni di pratica il picchiaduro si è trasformato in una specie di arte del videogiocare con tanto di giocatori che seguono i propri stilemi di gioco, che giocano solo con il proprio pad e che conoscono a memoria combinazioni create customizzando a piacere i tasti.

1, 10, 100 e 1000...

...tante sembrano essere le modalità proposte da questo SFA3Max quando si accende per la prima volta la console: l’intero schermo psp è pieno di caselline che indicano opzioni di gioco differenti, per un totale di ben 15 tra cui si annoverano classiche modalità arcade, il world tour, un edit mode, diverse soluzioni per giocare con il tag team (due personaggi contro la cpu o viceversa) ed una corposa componente multiplayer. La modalità arcade non ha bisogno di particolari presentazione, è costituita alla stessa maniera di vent’anni fa: un personaggio viaggia per il mondo ed incontra dieci lottatori prima di giungere all’epilogo finale. Le modalità di allenamento si dividono in due particolari filoni: nel primo, il training mode, al giocatore verrà data piena libertà nel provare le proprie mosse e nello scegliere un comportamento per la CPU (potrà essere messa in parata, nella continua ripetizione del pugno debole, in una posizione di salto e così via), questa modalità è perfetta per testare le proprie combinazioni di mosse; il secondo allenamento è invece quello dettato dal free battle che altri non è che un incontro slegato dalle meccaniche arcade, è possibile selezionare una delle modalità presenti nel gioco (combattimento uno contro uno, due contro uno, ...) e allenarsi all’infinito testando nella maniera più veloce possibile i personaggi presenti nel gioco. Fanno gruppo a parte le modalità: Dramatic e Reverse Dramatic che mettono il giocatore nel primo caso a combattere con un compagno contro un avversario solitario, e nel secondo nella situazione opposta. Il World Tour è una modalità ereditata dal capitolo psx e si configura come un vero e proprio story mode in cui il personaggio selezionato viene messo davanti a prove di diverse tipologie (batti l’avversario prima che scada il tempo, batti l’avversario con una super-combo, ecc) ed il cui esito positivo porterà alla vittoria di un potenziamento. All’interno dello story mode sarà possibile customizzare in maniera notevole le statistiche del proprio personaggio, con una serie di dati e grafici modificabili che ne cambieranno le caratteristiche in battaglia, caratteristiche che vanno dalla potenza, alla velocità, passando dalla dimensione della barra di parata e fino ad arrivare alle capacità degli stili ISM. Concludono il lotto delle modalità single player il classico survival, il Final Boss (si combatte esclusivamente contro i boss finali del gioco) ed il Vs 100 Kumite che si presenta con la lapalissiana frase “vediamo quanti lottatori riesci a battere in 100 incontri!”. La modalità multiplayer, pur non presentando alcuna funzionalità wireless online(purtroppo), si dimostra solida e ricca come non mai con all’attivo ben quattro modalità selezionabili. Al normale VS mode si aggiunge il Team Battle (combattimento tre contro tre), il Variable Battle (due contro uno, con due giocatori umani e uno della CPU) ed infine il Dramatic Battle (sempre due contro uno ma con tutti e tre i giocatori umani). Rimane purtroppo l’amarezza per nessuna modalità in condivisione e quindi per giocare senza fili bisognerà trovare amici che dispongono dell’umd con il gioco.

E' la trasposizione perfetta di quello che è stato il capitolo psx, è il re dei picchiaduro ed esalta le sue peculiarità da Pick&Play con un numero notevole di modalità di gioco e la portabilità della console Sony. Rimane purtroppo qualche ombra oscura sui comandi poco precisi (più per limiti di console, che per cattiva programmazione) ed un filo di dispiacere sull'assenza dell'online. Ciò che rimane è comunque un ottimo gioco che piacerà sicuramente agli amanti dei picchiaduro, ora supportati da una serie di modalità multiplayer capaci di aumentare notevolmente longevità e divertimento dell'esperienza.

    Pro:
  • Trasposizione a dir poco perfetta.
  • Tante modalità single player.
  • Tante modalità multiplayer.
    Contro:
  • Comandi poco precisi.
  • Niente Wireless online.
  • A voler essere puntigliosi è solo un porting, non è un gioco nuovo.

Ci sono giochi che non hanno bisogno di presentazione, giochi il cui solo nome altisonante apre una finestra temporale di memoria sulla storia stessa dei videogiochi. Ci sono giochi che hanno saputo scrivere le basi di un intero genere e giochi che hanno saputo confermarsi in molteplici forme su molteplici console. Tutto questo e anche di più è rappresentato da Street Fighter, l’infinita saga di Capcom nata ormai quasi vent’anni fa (il prossimo anno sarà il ventennale della creazione), che torna in versione portatile riproponendo il capitolo che ha -probabilmente- riscosso maggior successo tra i fan della serie, sia per quanto riguarda la cura riposta in personaggi e fondali, che per quanto concerne la creazione di uno dei picchiaduro più tecnici mai sviluppati.