Tony Hawk's Pro Skater 3  0

Il re degli skate games grinda finalmente anche su GameCube con questa conversione da PS2. Seguiteci per scoprire se Tony Hawk's Pro Skater 3 per il Cubo è all'altezza della sua fama...

RECENSIONE di La Redazione  —   29/07/2002

Una conversione troppo affrettata

Il problema principale di THPS3 per GameCube è certamente quello di essere una conversione per certi aspetti raffazzonata. In primo luogo, il multiplayer online previsto per la versione PS2 è qui scomparso. Ma THPS3 perde punti rispetto alla controparte per PS2 anche a causa di un sistema di controllo che, esplicitamente concepito per funzionare su un Dual Shock 2, non gira con altrettanta naturalezza sul controller del cubo (pur rimanendo, sia ben inteso, altamente intuitivo e funzionale). Difficile, infine, chiudere un occhio rispetto alla proposta grafica del gioco: affrettando la conversione da PS2 per fare uscire il titolo al lancio del cubo Nintendo i programmatori hanno mantenuto la stessa, identica grafica dell’originale, mancando di rendere la proposta estetica adeguata a una console più potente come il Cube. Il risultato è quella che si definirebbe una grafica da PS2 di prima generazione, al di sotto della media dei titoli per GameCube: bassa risoluzione del texture mapping, pochi poligoni per i personaggi e blocchettosi quelli degli ambienti, framerate oscillante, presenza di rallentamenti e l’odiato “effetto PS2” che ha reso i contorni blocchettosi degli oggetti così famosi da far sì che la Sony mettesse un copyright sul termine usato per descriverli. Solo occasionalmente il gioco regala dei bei momenti estetici, sotto forma di routines luministiche o di piacevoli animazioni degli skaters, privi di motion capture ma egualmente in grado di convogliare un certo realismo (carino è anche l’ampio spargimento di sangue delle ginocchia dei poveri skaters che farete ruzzolare e rimbalzare insensibilmente nei quadri). L’aspetto grafico è dunque deludente, una conversione “letterale” che mal si confà alle possibilità della bestia viola Nintendo. Ecco evidenziati i difetti di questo titolo: ora, però, apprestiamoci a entrare nel merito dei suoi numerosi punti di forza.

Come comprare un CD!

Giusto per risollevare le sorti del comparto audiovisivo, parliamo un po’ dell’incredibile sonoro messo su dai ragazzi della Neversoft. Gli effetti sono ben prodotti, così come i suoni d’ambiente e le musiche nei menu: i grinds sulle ringhiere “raschiano” realistici, gli uccellini pigolano vicino agli alberi nello stage della cittadina di provincia, i personaggi che popolano i fondali protestano, ci schivano, ci prendono a pugni e ci maledicono, i menu sono accompagnati da grooves orecchiabili. Il vero punto di forza, però, è la colonna sonora, forse la migliore che si possa ricordare in un videogioco in quanto a pertinenza e qualità: se dal filmato d’introduzione con Ace of Spades dei Motorhead in sottofondo inizierete a capire che non si tratta del solito sonoro, quando vi ritroverete a saltellare sulle note di Blitzkrieg Bop dei Ramones o a grindare aggressivamente con l’ultimo hit degli Alien Ant Farm o della Rollins Band avrete la certezza che non abbasserete mai il sonoro e la tentazione di collegare immediatamente la TV allo stereo. Con una colonna sonora che spazia da grandi classici come i Motorhead ad una ampia selezione di hardcore, hip hop, rap, punk, funky, rock e new metal, non è un caso che questo gioco vanti sul mercato musicale un cd ufficiale con contributi aggiuntivi di bands come Nofx e Linkin Park. “Music from and inspired by THPS3” è il segno chiaro dell’impegno produttivo riversato su questo titolo, e vi assicuriamo che grindare a suon di hardcore è più coinvolgente che mai.

Sulla vetta del genere

Grafica e sonoro, però, vanno e vengono: quello che conta in ultima analisi è semplicemente il fattore di giocabilità, coinvolgimento, divertimento che un titolo riesce ad esprimere e THPS3 appartiene al novero di quei giochi capaci di regalare grandi emozioni e divertimento anche a prescindere dal comparto audiovisivo. Il sistema di controllo, pur meno intuitivo sul controller del cubo viola, diventa egualmente seconda natura. Ben presto anche un principiante assoluto del genere impara a dominare la fisica del gioco, a bilanciare lo skater e a eseguire semplici tricks. Il gioco principale, che si articola nella modalità Career, sblocca progressivamente gli ambienti disponibili, svelando tappa per tappa il percorso del giocatore in base al suo tasso di apprendimento: non c’è alcuna possibilità che facciate la gara di skaters a Rio, per esempio, se prima non riuscite a eseguire quel dannato pro score in Canada o a grindare il secchio di metallo bollente nella Foundry. Questa volta, rispetto al secondo episodio, niente soldi: dovrete invece risolvere determinati goals per potere avanzare in nuovi ambienti e così via. Ecco quindi che dopo un paio di ore di applicazione tornerete nei quadri precedenti risolvendo le missioni che prima apparivano impossibili, polverizzando i vostri record precedenti e sbloccando le agognate nuove sezioni. Anche i Tutorials si rivelano una preziosa fonte di apprendimento per i principianti, mentre la modalità Free Skate vi consentirà di esplorare con tutta tranquillità i quadri già sbloccati: in modalità Career sarete infatti vincolati a tempi precisi per completare le missioni. Il gioco è poi ricco di sorprese, come filmati sbloccabili e un livello bonus futuristico. Ma i grandi punti di forza, che trasportano un eccellente sistema di gioco dentro una presentazione e una varietà di primo livello, sono tre: le modalità Multiplayer, con una grande varietà di sfide e uno split screen privo di rallentamenti (purtroppo, però, niente multiplayer ondine); la possibilità di creare un o, finalmente, UNA skater personale, vestirlo/a e accessoriarlo/a a piacimento e salvarne ogni progresso; e soprattutto l’editor di circuiti, che vi consente di creare i vostri parchi acrobatici su misura per i vostri sogni da skaters.

In definitiva, THPS3 è un titolo che riuscirebbe ad appassionare anche chi non è particolarmente attratto da questo genere. Per chi, invece, il genere lo ama, si tratta di un titolo di altissimo livello e di una tappa importante per l’intera categoria: le innovazioni apportate da questo terzo episodio possono essere apprezzate fino a giustificarne l’acquisto anche da parte di quegli appassionati che già possiedano il secondo episodio. Se avete un GameCube compratelo senza riserve; se siete invece tra i fortunati possessori di un GameCube e di una PS2 vi consigliamo la versione per il monolite Sony, non fosse che per l’opzione multiplayer online qui omessa e per punire la produzione per una conversione superficiale, e spingere i programmatori a dare del loro meglio in attesa del prossimo capitolo.

    Pro:
  • Giocabilità allo stesso tempo complessa e immediata
  • Eccezionale curva di apprendimento
  • Colonna sonora che vale come l’acquisto di un CD
  • Potete giocare facendo headbanging sui Motorhead
  • Editate il/la vostro/a skater
  • Disegnate i vostri tracciati su misura
    Contro:
  • Grafica di basso profilo
  • Conversione priva di aggiunte o migliorie
  • Niente multiplayer online

Hawk 3 si sposta sul Cubo

Se non sapete cosa sia un Rail Grind o un Kickflip e non avete mai desiderato emulare le gesta di Steve Caballero o Kareem Campbell le possibilità sono due: non siete mai andati su uno skateboard o non avete mai giocato a un episodio della saga di Tony Hawk Pro Skater. Fin dagli esordi del primo capitolo su PSX la serie ispirata alle gesta del l’ormai celeberrimo Tony Hawk ha deliziato gli appassionati di extreme sports games con giocabilità ai massimi livelli, una concezione dell’interattività più riuscita rispetto a molti concorrenti e un comparto grafico-sonoro di altissimo livello, arrivando al terzo episodio con un sistema di gioco omogeneo e di grande sofisticatezza, contemporaneamente complesso e immediato e capace di regalare grandi soddisfazioni dopo un’adeguata applicazione. Tony Hawk Pro Skater 3 mette il giocatore al controllo degli skater più famosi del mondo in una serie di ambienti vasti, riccamente interattivi: l’obbiettivo è completare tutte le missioni richieste, raggiungere gli high scores più alti, eseguire le combinazioni acrobatiche più spettacolari, sbloccare altre aree e ricominciare il tutto in un continuo sforzo di miglioramento che funziona perfettamente con il criterio di accessibilità progressiva ai livelli. In questo la saga torna alle sue radici, abbandonando l’obbiettivo di guadagnare denaro che era al centro del secondo episodio, presentando in THPS3 anche nuove caratteristiche e funzioni. La conversione per GameCube non sfugge a queste considerazioni in quanto quasi perfetta rispetto all’originale per PS2. Allo stesso tempo, però, appare criticabile sotto certi aspetti che intendiamo evidenziare subito, per lasciare poi spazio al giusto plauso che merita un titolo di questo calibro.