Valkyrie Profile: Lenneth - Recensione  0

Un altro remake per la PSP, e un altro J-Rpg per gli amanti del genere. Valkyrie Profile, l'apocalisse dei vichinghi sul palmo delle mani.

RECENSIONE di Massimo Reina   —   01/06/2007

Un insolito Rpg

In un mondo bidimensionale molto simile a quello di un platform, la nostra eroina incontra così il personaggio di turno, ne conosce la storia e se riesce a convincerlo, questi entra a far parte del nostro party diventando selezionabile. Interessante notare come la trama ruoti più sul dramma dei singoli individui che su quanto sta per accadere. La catastrofe è imminente, ma noi la viviamo per certi versi sullo sfondo delle vicissitudini dei protagonisti, le cui storie personali hanno quasi uno spazio primario, anche se, ripetiamo, inserite poi nel contesto narrativo della fine del mondo alle porte. La stessa cosa si ripete di capitolo in capitolo, in modo da consentire ogni volta al videogiocatore di costituire gruppi di combattenti sempre diversi e dalle caratteristiche tecniche variegate. Formato il team di eroi, Lenneth li guida attraverso il loro viaggio verso il mondo di Odino, che consiste in un duro addestramento all'interno di dungeon o altri scenari, combattendo contro mostri e creature come in ogni Rpg che si rispetti, per ottenere punti esperienza e fare Level-Up, o per trovare oggetti utili alla battaglia finale. I combattimenti avvengono sempre su un piano 2-D e a turni, come da tradizione orientale, anche se in maniera un po’ atipica. Il party in battaglia è costituito da 4 elementi, uno dei quali è sempre Lenneth, e può essere controllato dal canonico Menù. A ognuno dei personaggi è assegnato inoltre un pulsante del Pad, premendo il quale si attiva durante il suo turno un attacco precedentemente attribuitogli. In relazione alle armi equipaggiate o alle abilità acquisite, dalla combinazione dei pulsanti e delle relative “mosse” degli eroi possono essere sviluppati attacchi devastanti. Specie se si innescano gli attacchi speciali di ogni Pg.

Gli eroi di Odino

Ogni membro del party è caratterizzato da una serie di parametri base più alcuni distintivi, come quelli inerenti il livello di codardia o ottimismo, ad esempio, che vanno opportunamente upgradati in modo da accrescere anche il “valore di eroicità” che consentirà poi al Pg di turno di accedere a Asgard. Quando infatti si ritiene che un eroe è sufficientemente potente per combattere la battaglia finale, come accennato nell’introduzione lo si può inviare nell'altro mondo. L’importante è pianificare sempre bene il tutto, tenendo anche in considerazione che il tempo a disposizione per ogni capitolo non è infinito. Lenneth, infatti, consuma parte dei 24 periodi di cui parlavamo prima praticamente ad ogni scelta: entrare in una città o in un dungeon, ad esempio, fa consumare “periodi”, così come il ritrovamento di anime. Quindi il tempo non può essere fisicamente sprecato. Odino, inoltre, valuta il nostro operato e un andamento negativo dell’avventura può comportare il game over o l’impossibilità di accedere al finale migliore, tant’è che diventa opportuno mandargli qualche guerriero alla fine di ogni capitolo. Certo, la cosa a volte può risultare snervante, specie se si considera che un appassionato di Rpg si affeziona ai menbri del suo party e non vorrebbe quindi distaccarsi da nessuno di loro. Inoltre scegliere quali lasciare andare via non sempre è facile nemmeno dal punto di vista strategico. La grafica di gioco è, come detto, a due dimensioni, e si presenta ai nostri occhi molto colorata, brillante, con uno stile cartoon molto simile alle migliori produzioni del SuperNes. Anche se non molto curata in termini di dettagli. I personaggi sono molto carini e discretamente caratterizzati sempre dal punto di vista visivo. Splendidi invece gli intermezzi in CGI, che spesso permettono al videogiocatore di calarsi ulteriormente nel contesto narrativo del gioco, visto che in maniera molto cinematografica valorizzano ai nostri occhi l'introspezione psicologica dei personaggi, raccontandoci la storia personale di questi ultimi e le vicende che lo hanno condotto alla fine della propria vita. Per quanto riguarda il sonoro, la produzione Square-Enix ci propone una colonna sonora di buona fattura anche se dal campionamento non eccelso, ed effetti in game ben confezionati e adatti alla tipologia di gioco.

Commento

Nonostante gli anni sul groppone, Valkyrie Profile: Lenneth è probabilmente uno dei migliori J-Rpg attualmente in circolazione. Anche se per certi versi atipico, questo gioco presenta una trama molto coinvolgente ed un gameplay che, se capito, può riservare piacevoli sorprese e un giusto senso di appagamento nel videogamer più incallito. Ovvio che la sua struttura particolare richiede da parte di chi vi si approccia per la prima volta una certa predisposizione al cambiamento, alle novità, piuttosto che un forte gusto per la tradizione dei giochi di ruolo. La gestione strategica del party e l'impostazione a metà strada tra un gioco di ruolo e un platform non è di facile apprezzamento per i più. Tuttavia, se si riesce a entrare nell’universo di Valkirye, a capirne e apprezzarne la meccanica particolare, questi non potrà essere non apprezzato e amato da ogni appassionato del genere. Altrimenti è giusto guardare altrove.

    Pro:
  • Ottimi FMV.
  • Trama molto intrigante.
  • Struttura tecnica interessante.
    Contro:
  • Stile di gameplay non adatto a tutti.
  • Visuale stile platform 2-D che limita l’esperienza interattiva.

La saga di Valkyrie Profile è sempre stata considerata dagli appassionati di J-Rpg come un qualcosa di a se stante, per via di una tipologia di gioco troppo marcatamente di nicchia. Il suo gameplay particolare, atipico, poco lineare e difficilotto, e la sua impostazione tecnica molto simile a un platform bidimensionale hanno fatto si che essa non venisse mai effettivamente compresa e apprezzata dalla massa. Non fa eccezione questo Valkyrie Profile: Lenneth, uscito ben sette anni fa o poco più su Psx (senza il suffisso "Lenneth") e riproposto per l'occasione sulla console portatile Sony con l'aggiunta di cutscenes in CGI. Ragnarok, l’apocalisse secondo la mitologia nordica, è alle porte, e la battaglia finale fra il bene e il male si prospetta quanto mai cruenta. Il Dio Odino, signore degli Aesir, decide di inviare nel regno degli uomini, Midgard, Lenneth, una Valchiria del Valhalla, allo scopo di radunare un esercito di eroi in vista dell'epico scontro. La guerriera ha il dono di percepire la prossimità della morte degli individui, e il suo scopo dunque è quello di stargli vicino in quei momenti e convincerli ad allearsi con le forze del bene, inviandoli ad Asgard per la sacra guerra. Ed è su questo aspetto che il gameplay di Valkyrie Profile è strutturato: la ricerca del personaggio, il suo addestramento e la valutazione da parte nostra del momento migliore per farlo passare oltre, inviandolo a Asgard. Il gioco è suddiviso in 8 capitoli, ognuno dei quali è composto da 24 periodi. All’inizio di ognuno di essi Lenneth si muove su una mappa per raggiungere l'obiettivo prefissato dopo aver individuato il Pg da reclutare. La valchiria, infatti, tramite apposito comando, “ascolta” le preghiere, le lamentele degli uomini, percepisce la loro prossimità alla morte, e successivamente si reca, appunto, nei luoghi da cui le arrivano questi “messaggi”.