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Wild Blue Skies, la recensione: l'omaggio (scomodo) a Star Fox

Uno dei padri di Star Fox firma uno sparatutto su binari che ricalca (quasi) tutto del suo illustre lavoro.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   20/08/2026
Un artwork di Wild Blue Skies con in primo piano Bowie, il protagonista del gioco

Non è facile scrivere la recensione di Wild Blue Skies. Quantomeno, non è facile farlo senza ritrovarsi a copiare, parola per parola, quella del recente remake di Star Fox, limitandosi a cambiare, dove necessario, i nomi dei protagonisti coinvolti in questo conflitto a bordo di avveniristiche astronavi.

Proprio qualche giorno fa, abbiamo sottoposto alla vostra attenzione Agent 64: Spies Never Die. In quel caso, come il titolo lascia intuire, si trattava di un autentico e appassionatissimo tributo al mai dimenticato GoldenEye 007 per Nintendo 64. Dal contesto narrativo al ritmo, passando per il modo in cui si spara e la grafica low-poly, tutto rimandava al capolavoro di Rare. Un omaggio, certo, ma anche un boomer shooter ideale per i nostalgici e per chi voleva riassaporare le stesse sensazioni ed emozioni esperite nell'ormai lontanissimo 1997. Pur con tutti i rimandi e le citazioni del caso, la missione di John Walter si prendeva le sue libertà, distanziandosi nettamente da quella già vissuta nei panni di James Bond.

Con Wild Blue Skies i richiami all'apprezzato gioco di Nintendo non si fermano al genere, alla progressione arcade o alla presenza di quattro eroi che attraversano livelli lineari a bordo delle proprie navicelle sparando a tutto ciò che si muove. Il riciclaggio operato dagli sviluppatori va ben al di là di tutto ciò e coinvolge nemici, boss e persino intere porzioni di livelli riproposte in maniera pressoché identica. Non fosse per modelli poligonali modificati e scenari immersi in biomi completamente differenti, si potrebbe quasi parlare di una copia carbone.

Il motivo di una simile aderenza, va detto, ha un nome preciso: Chuhai Labs, lo studio dietro Wild Blue Skies, è diretto da Giles Goddard, uno dei programmatori che lavorò al primissimo Star Fox per SNES nel 1993 insieme a Dylan Cuthbert. Non si tratta dunque di un clone confezionato da terzi, ma di un successore spirituale firmato da chi quella formula l'ha letteralmente inventata: un dettaglio che non giustifica ogni scelta compiuta dagli sviluppatori, ma che vale la pena tenere presente nel leggere quanto segue.

Per farla breve, e la recensione potrebbe anche concludersi qui, Wild Blue Skies permette di giocare a Star Fox a tutti coloro che non hanno mai avuto un Nintendo 64 o che non sono in possesso di un Nintendo Switch 2. Con tutti i pro e i contro del caso, il gioco è sostanzialmente questo.

Tuttavia, chi non sapesse nulla della serie della Grande N può continuare a leggere per scoprire cosa abbia effettivamente da offrire Wild Blue Skies, per meriti propri o presi in prestito.

Una battaglia già combattuta e vinta

Il malvagio Grimclaw, un tempo fedele ingegnere capo dell'esercito di questo mondo alieno abitato da animali antropomorfi, sta portando avanti una campagna di conquista. Dopo essere misteriosamente scomparso per diversi anni, ricompare alla testa di un esercito robotizzato, minacciando la pace del pianeta. Il generale Harding, evidentemente in difficoltà nel gestire le forze di difesa, decide così di affidarsi ai Blue Bombers, quartetto di assi dei cieli, che combattono a bordo di velivoli equipaggiati con blaster e bombe.

Chuck è il mentore del gruppo, veterano che ha già combattuto diverse battaglie per difendere i più deboli. Thorne coniuga genio e ingenuità. Roe è ambiziosa, spericolata, a volte persino altezzosa. Bowie, di cui vestirete i panni, è il leader carismatico che infonde coraggio alla sua truppa. Qualsiasi fan di Star Fox avrà già associato mentalmente ciascun membro dei Blue Bombers al rispettivo personaggio della serie Nintendo, primo indizio di una trama che nemmeno sul finale riesce a scrollarsi di dosso la propria fonte d'ispirazione.

Di per sé, l'assoluta assenza di originalità della trama non rappresenta a priori un difetto. Certo, chi ha già salvato il sistema Lylat più volte avrà un costante senso di déjà-vu. Il problema, semmai, emerge dalla scarsa consistenza dell'intreccio narrativo che ne deriva. L'adattamento è evidente, ma non perfetto. Le sottili sottotrame che legavano Peppy alla precedente battaglia già consumata contro il perfido Andross, il bisogno di Fox di convalidare il suo coraggio per dimostrarsi degno del valoroso padre caduto in battaglia, sono tutti spunti narrativi che qui vengono totalmente a mancare, appiattendo sensibilmente un intreccio che in Wild Blue Skies si configura come un debole incentivo per giungere ai titoli di coda.

Persino l'interfaccia ricalca in tutto e per tutto Star Fox
Persino l'interfaccia ricalca in tutto e per tutto Star Fox

Dove l'emulo può guardare negli occhi il maestro, semmai, è nel comparto artistico. La scelta compiuta dagli artisti di Chuhai Labs è in totale antitesi con lo stile realistico proposto nel recente remake di Star Fox. Wild Blue Skies opta per un'estetica vivace e squisitamente cartoonesca. Dominano i colori saturi e le forme nette e geometriche, con un cel shading che conferisce a personaggi e velivoli l'aspetto di un anime tridimensionale. I fondali, più morbidi e quasi pittorici, completano un'estetica vagamente retrò, che rilegge con gusto contemporaneo gli arcade degli anni Novanta. A completare il quadro ci pensa un comparto tecnico di tutto rispetto. Durante la nostra prova non siamo incappati in bug o rallentamenti degni di nota. Wild Blue Skies è, senza alcun dubbio, uno spettacolo per gli occhi, godibile appieno anche su PC dotati di configurazioni non più al passo con i tempi.

Naturalmente, il copia e incolla non risparmia nemmeno gli effetti sonori. La colonna sonora, quantomeno, si difende con brani ben arrangiati e piacevoli all'ascolto.

Una copia che dimentica qualcosa di importante

Che non basti copiare per ottenere automaticamente un capolavoro senza tempo, Wild Blue Skies lo ribadisce anche sul fronte del gameplay. Il gioco, ci teniamo a premetterlo subito, funziona, diverte e riesce persino a reggere, pur a stento, il confronto con Star Fox. Tuttavia, compie un paio di ingenuità che lo distanziano sensibilmente dalla fonte d'ispirazione.

Non fatevi ingannare dalle apparenze. Se avete completato il primo livello di Star Fox, sapete già benissimo cosa sta per accadere
Non fatevi ingannare dalle apparenze. Se avete completato il primo livello di Star Fox, sapete già benissimo cosa sta per accadere

Come già anticipato, Wild Blue Skies è uno sparatutto su binari tridimensionale. Nel gioco prenderete il controllo di un maneggevole velivolo, con il compito di attraversare i livelli cercando, al contempo, di accumulare più punti possibile. Nel pieno rispetto dell'anima arcade della produzione, avrete un numero limitato di vite per sconfiggere Grimclaw. Inoltre, i completisti avranno il loro bel da fare per sbloccare tutte le medaglie e i riconoscimenti, conseguibili solo rispettando determinate condizioni e, naturalmente, registrando punteggi degni di nota.

Da questo punto di vista, lo scarto con Star Fox è sensibile: Wild Blue Skies è molto più difficile. Ogni colpo subito prosciuga notevolmente la barra della salute; gli anelli che consentono la riparazione immediata del velivolo scarseggiano; solo potenziando i blaster, raccogliendo al volo i power-up che si materializzano nei livelli, avrete reali possibilità di sbarazzarvi velocemente ed efficientemente dei boss. Naturalmente, questa maggiore severità farà gola a chi cerca un livello di sfida superiore alla media.

Subendo troppi danni, perderete il potenziamento del blaster, eventualità che potrebbe rendere estremamente complesso l'abbattimento dei boss di fine livello
Subendo troppi danni, perderete il potenziamento del blaster, eventualità che potrebbe rendere estremamente complesso l'abbattimento dei boss di fine livello

Per avere la meglio sugli avversari, il buon Bowie può contare su diversi strumenti. Oltre al fuoco standard, si può attivare un laser a ricerca utilissimo per distruggere in un colpo solo interi gruppi di nemici. Le bombe, anch'esse ottenibili solo raccogliendole lungo i livelli, hanno una forza d'impatto notevole e, se fatte esplodere con il giusto tempismo, possono rimettere sui giusti binari una missione già data per fallita. La navicella che controllerete, inoltre, può accelerare e frenare per brevi istanti, esibirsi in rapide virate in una direzione specifica, effettuare una rotazione su sé stessa, utile anche a rispedire al mittente alcuni colpi nemici.

I fan di Star Fox, tuttavia, si saranno già accorti che manca qualcosa alla lista dei comandi disponibili. Non è pervenuto, difatti, il celebre Somersault, il giro della morte che consente a Fox McCloud di raccogliere in un'unica manovra collezionabili posti a diverse altitudini e di seminare i nemici in coda. Questa piccola assenza, che si estende anche ai nemici, si rivela deleteria nel gameplay di Wild Blue Skies. Se nei classici livelli lineari la mancanza si fa sentire solo relativamente, quando l'avventura propone le classiche arene, che consentono il movimento libero e incentivano il dog fight, vi accorgerete di come queste sezioni ne escano estremamente mortificate.

Il pianeta su cui è ambientata l'avventura ostenta una certa varietà di biomi
Il pianeta su cui è ambientata l'avventura ostenta una certa varietà di biomi

Senza la possibilità di effettuare questa manovra, gli avversari diventano carne da macello non appena finiscono nel vostro mirino, rendendo ogni abbattimento molto meno soddisfacente. Al tempo stesso, non avrete altra scelta che effettuare improvvise virate per sottrarvi al fuoco nemico. Il risultato è che i livelli più intriganti e adrenalinici di Star Fox in Wild Blue Skies rappresentano il punto debole di tutta la produzione.

Per il resto, tutte le altre missioni di cui si compone l'avventura ricalcano pedissequamente quanto già visto su Nintendo 64 e, più recentemente, su Switch 2. I fan della serie saranno praticamente onniscienti. Già al primo avvio del software sapranno benissimo che, attraversando tutti gli anelli rocciosi del primo livello, avranno modo di sbloccare un nuovo livello; che la progressione dell'avventura è sì limitata a sei livelli per volta, ma che in realtà si possono sbloccare e accedere a nuove missioni rispettando precise condizioni; che dopo quella formazione di nemici, ce ne sarà un'altra che attraverserà lo schermo da destra verso sinistra; che quello specifico boss va abbattuto colpendo le superfici colorate di giallo e così via.

Solo recuperando i collezionabili preposti al compito nei livelli otterrete vite extra
Solo recuperando i collezionabili preposti al compito nei livelli otterrete vite extra

Ogni situazione è già stata vista, ogni nemico già battuto, ogni ostacolo, pur sotto sembianze diverse, già superato. La corrispondenza è a tratti impressionante. Paradossalmente, questa estrema somiglianza restituisce anche i contorni di un gioco che, nei livelli più classici e lineari, diverte e intrattiene l'utente grazie al ritmo, alla perfetta disposizione dei nemici e all'indiscutibile difficoltà di fondo che contraddistingue l'avventura.

Preso di per sé, Wild Blue Skies è indubbiamente un titolo funzionale, che appagherà gli amanti del genere. Difficile però non chiedersi perché gli sviluppatori, invece di ispirarsi ed elaborare soluzioni personali, abbiano preferito una riproposizione che solo in rarissime occasioni prevede qualche variazione su un percorso già battuto.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Prezzo 14.99 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori
ND
Il tuo voto

Ci sono due modi per valutare Wild Blue Skies. Il primo prevede un confronto diretto con Star Fox, dal quale la creatura di Chuhai Labs esce sonoramente sconfitta, pur evitando una totale debacle. Il secondo, invece, consiste nel giudicarlo in sé e per sé. Da questo punto di vista, il giudizio è certamente più positivo. L'avventura nei panni di Bowie è divertente, impegnativa, impreziosita da un comparto estetico ispirato e personale. Allo stesso tempo, tuttavia, pesano una trama che non va oltre il semplice orpello e alcuni livelli molto meno riusciti di altri. Quando il gioco consente il movimento libero, i dog fight risultano tutt'altro che emozionanti e finiscono per penalizzare sensibilmente il valore complessivo della produzione. Se non avete mai giocato a Star Fox e non avete modo di recuperare il remake, a un prezzo estremamente interessante potrete mettere le mani su uno sparatutto su binari dal gusto retrò e tutto sommato ben sviluppato. Al contrario, se conoscete bene la saga Nintendo, potete tranquillamente guardare oltre, perché altrimenti vi imbattereste in una copia sbiadita di un gioco che ha recentemente dimostrato di cavarsela ancora benissimo.

PRO

  • Art design ispirato
  • Una riproposizione tutto sommato ben realizzata

CONTRO

  • Trama estremamente piatta
  • I livelli ambientati nelle arene sono privi di mordente
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Abbiamo recensito il gioco grazie ad un codice Steam fornitoci dallo sviluppatore.
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