Wipeout HD - Recensione  76

1080p, 60 frame al secondo e folle velocità psichedelica vi aspettano in Wipeout HD, non lasciatevele sfuggire!

RECENSIONE di Antonio Fucito   —   01/10/2008

Il titolo di Studio Liverpool ha subito durante il corso dello sviluppo una quantità non indifferente di ritardi, sarebbe dovuto uscire infatti circa un anno fa, ma problemi tecnici e volontà dei programmatori di perfezionare il prodotto, inizialmente previsto come semplice porting in alta definizione, hanno fatto slittare l'uscita fino allo scorso 25 Settembre.
Col senno di poi possiamo dire che il risultato è stato sicuramente migliore delle aspettative iniziali, Wipeout HD infatti eredita si 8 piste (più le loro versioni a "specchio") da Wipeout Pure e Wipeout Pulse per PSP ma, complice anche l'alta definizione e la perfettà fluidità, le navicelle si guidano come mai fatto prima, il comparto grafico ha un impatto di primissimo piano ed é presente una modalità online con tutti i crismi del caso, seppur povera di opzioni. Il menu iniziale (peccato manchi la solita intro di alta classe) riflette, salvo qualche sbavatura, l'ottimo stile e accesibilità che caratterizza la saga, con le modalità Campagna e Racebox a fare da sfondo innanzitutto alla sezione single player. La prima mette a disposizione ben 8 griglie composte da un numero predeterminato di gare, che possono essere sbloccate ottenendo i punti restituiti da ogni vittoria (benedetta dalla classica medaglia d'oro) o piazzamento nelle prime tre posizioni. La seconda permette invece di creare il proprio evento su misura tra quelli disponibili (Prova a Tempo, Giro Veloce, Gara, Torneo e Zona, tutti già visti nei precedenti capitoli) agendo anche su diversi parametri quali il numero di giri, il livello di difficoltà dell'intelligenza artificiale fino ad arrivare all'uso o meno delle armi.

Una volta scesi in pista ci si accorge subito che il modello di guida è molto simile, se non identico, a quello degli ultimi capitoli su PSP. Con la X si accelera, con i tasti dorsali inferiori si azionano i freni laterali, con una doppia pressione su uno di essi si utilizza il cosiddetto sideshift (movimento istantaneo laterale utile per assestarsi in curva all'ultimo secondo) mentre non manca il barrel roll, il famoso avvitamento in aria che è possibile eseguire mediante la pressione dei tasti sinistra-destra-sinistra oppure destra-sinistra-destra e che permette all'atterraggio della navicella di utilizzare un ulteriore spinta in accelerazione.
Tutto secondo copione quindi, ma con tre nuovi benefici, il primo che arriva grazie ai 60 frame al secondo, granitici e inattaccabili, che muovono il gioco e che restituiscono un sistema di controllo mai così immediato, dove ogni navicella è legata in simbiosi alla pressione dei tasti del pad, dove tutto appare "morbido" e dove si ha il completo controllo, non certo facile da padroneggiare, di ogni folle evoluzione necessaria per affrontare le curve al meglio. Il secondo beneficio è derivato dalla modalità multigiocatore, della quale parleremo in seguito, ed infine dal livello di sfida, decisamente alto e che potrebbe perfino scoraggiare qualcuno.
Wipeout HD è infatti un titolo dove la curva di apprendimento è piuttosto lunga è graduale, dove bisogna ripetere più volte, quasi fino alla nausea, lo stesso tracciato per limare i decimi e i centesimi e per essere competitivi, e il bello che questa pratica stufa difficilmente, anche grazie al già citato modello di guida e al buon design delle piste, che di fatto posizionano questa serie in un genere a se stante e particolarmente amato da chi cerca un ottimo livello di competizione e un gioco di guida mai scontato. La ricerca dell'oro o della vittoria in alcune gare talvolta può diventare oggetto di frustrazione o quasi, ma è assicurato al cento per cento che con la pratica i propri tempi sono destinati a scendere, più o meno velocemente. Le dodici navicelle (12 in tutto, alcune non immediatamente disponibili) si adattano poi perfettamente ai differenti stili di guida, personalmente abbiamo preferito l'Assegai per le prime scorribande, per poi passare alla Icarus una volta sbloccata.

Tecnica e online

Ma Wipeout HD non è solo un piacere da giocare, ma anche da guardare, grazie al supporto per la risoluzione 1080p e la già citata fluidità granitica, passando per i buoni effetti grafici delle armi in modalità gara e finendo con l'ottima rivisitazione grafica di tutte le piste presenti, in particolare Ubermall e Sol 2, che brillano anche in quanto a design del tracciato. Non c'è piaciuto invece l'hud di gioco, ovvero le informazioni visualizzate a video durante la gara, troppo confusionario e difficile da consultare durante la guida; proseguendo in modalità campagna è possibile sbloccarne un paio provenienti dai precedenti capitoli, sicuramente più leggibili di quello originale. Il comparto sonoro rimane uno dei punti di forza della saga, ma piuttosto che per i brani originali, con pochi pezzi memorabili da ricordare, soprattutto per la possibilità di importare la propria playlist musicale presente sul disco fisso di PlayStation 3, creando la colonna sonora che più aggrada. Una chicca in tal senso è la presenza di effetti di eco, riverbero e distorsione che vengono applicati in maniera indistinta a qualsiasi traccia musicale in occasione di salti, passaggi in sezioni al chiuso e così via, sinonimo della cura che ripone Studio Liverpool in tal senso. Più che dell'aspetto puramente tecnico quindi, a colpire è proprio l'impatto complessivo una volta che si è in pista, il design, la scelta dei colori (soprattutto nella modalità zona), gli effetti e l'audio contribuiscono all'unisono a creare un'esperienza perfetta e "psichedelica" in ogni frangente.

Tecnica e online

Dopo il primo esperimento con Wipeout Pulse, il multiplayer trova in HD la sua completa consacrazione, a cominciare dalla presenza di una modalità in split screen per due giocatori, sia in verticale che orizzontale, per arrivare a quella online, vero banco di prova per mettere in mostra quanto sudato nelle gare in single player. Il supporto è completo, c'è la chat vocale, la possibilità di creare partite private alle quali possono accedere solo le persone presenti nella propria lista amici, è presente un sistema di classifiche che abbraccia i tempi sul giro singolo e in gara e la possibilità di creare una partita secondo i parametri già citati per il Racebox, ma solo in una competizione contro altri avversari o in un torneo. Proprio in tal senso le modalità online a nostro modo di vedere sono un po' pochine, perché la tipologia di gioco si sarebbe prestata tranquillamente ad altre come quella ad eliminazione o squadre. A parziale rincuoro c'è stato l'annuncio da parte di Studio Liverpool di aggiornamenti futuri, che introdurranno nuove caratteristiche e forse piste e navicelle.
Per quanto riguarda il lag infine, il lavoro apportato dagli sviluppatori ci è parso ottimo, durante le nostre partite non abbiamo praticamente mai riscontrato ritardi di sorta, se non fosse per la chat vocale non sempre ugualmente impeccabile nel suo funzionamento. Confermiamo infine il supporto del gioco per la vibrazione del pad Dual Shock 3 e quello per i Trofei, alcuni facili da ottenere, altri completamente fuori di testa.

Commento

Wipeout HD è un piccolo gioiello, che beneficia molto dell'alta risoluzione e soprattutto di una fluidità eccellente, che permette di concentrarsi unicamente su un sistema di controllo immediato e collaudato. Ottimi anche l'impatto grafico e la possibilià di importare la propria colonna sonora, le controindicazioni sono rappresentate dal fatto che le piste e navicelle provengono dai precedenti capitoli (seppur "pompate" graficamente) e da una modalità online che sarebbe potuta essere più corposa. Detto questo, e alla luce anche del prezzo più che concorrenziale, Wipeout HD rappresenta un acquisto obbligato per tutti i possessori di PlayStation 3, sconsigliato solo a chi non digerisce la saga o una sfida che presuppone molta dedizione, comunque ben ripagata.

Pro

  • Sistema di controllo perfetto
  • Ottimo impatto grafico
  • Sfida elevata e appagante
Contro
  • La difficoltà potrebbe scoraggiare i neofiti
  • Poche novità sostanziali, sia online che offline