XG3 EXTREME G RACING  0

XG3 EXTREME G RACING è il terzo episodio di una saga di giochi di guida futuristici nata su Nintendo 64 e vista anche su Pc. In attesa di Wipeout Fusion, converrà farci un giro anche su queste potenti moto? Nella recensione la risposta......

RECENSIONE di La Redazione  —   22/09/2001

Il primo rivale di Wipeout?

Anno 2001: Extreme G e Wipeout si trovano adesso sulla stessa piattaforma, pronti ad un confronto praticamente inevitabile. Intanto che Wipeout Fusion faccia capolino in Europa a Novembre, XG3 Extreme G Racing è già tra noi. Vincerà il terzo capitolo del franchise Acclaim o il quarto episodio della saga (escludendo la special edition per Playstation, la versione a 64 bit e le conversioni per Saturn e Pc) di Wipeout ?

Struttura di gioco

Essendo un racing game di stampo high tech, non è molto difficile illustrare la struttura di gioco, decisamente prevedibile, ma non è importante(una volta tanto) arrivare primi in classifica, quanto devastare i propri nemici con larmi più o meno ortodosse come mitra (di serie) o missili a ricerca (da acquistare nel negozio) per guadagnare un po’ di soldini. Questi,una volta ottenuti in congrua quantità, si possono spendere al negozio virtuale di turno per migliorare le vostre prestazioni belliche o per acquistare motori via via sempre più veloci. La modalità campionato presenta 4 leghe, ognuna di queste è composta da 3 circuiti ben distinti, per un totale di 12 piste. All’inizio del gioco dovrete scegliere tra le squadre presenti uno dei due piloti a disposizione, per un totale, quindi, di 12 piloti diversi raggruppati in 6 scuderie rivali. Mano a mano che sbloccherete le piste nella modalità campionato, le potrete rigiocare tranquillamente con la modalità Arcade mentre servendovi del Time Trial potrete avere tanti preziosi soldini extra, visto che i vostri sponsor ci tengono che intratteniate a dovere i vostri fan

Struttura di gioco

Una volta scesi in pista dovremo fare attenzione ai nostri 11 nemici e alla conformazione della pista: se i primi possono degradare la nostra barra d’energia colpendoci con missili ed a suon di mitragliatrice, sbattere di continuo contro le barriere laterali di sicuro non ci darà sollievo. Per fortuna F-Zero di Nintendo ha fatto scuola e lungo i livelli ci saranno delle aree che passandoci sopra vi ricaricheranno gli scudi e la vostra riserva di nitro. Le topografie dei tracciati sono decisamente ben studiate, sicuramente si è dato molto spazio ai momenti in cui con il nitro, usato tutto di seguito e non a spruzzi, si raggiungono velocità assurde, le più elevate mai viste in un videogioco. Aggiungeteci salite tortuose o grotte dove vi sembrerà quasi di essere nei giri della morte di Sonic della Sega e il quadro di un gioco galvanizzante e spettacolare si materializzerà nella vostra mente. Purtroppo qualcosa doveva andare storto ed è davvero difficile, in alcuni tratti di gara, riuscire a guidare correttamente, sia perché i movimenti della moto sono discretamente nervosi, sia perché nonostante la presenza dei freni laterali (Wipeout docet!), è davvero difficile evitare di sbattere continuamente contro i bordi del tracciato, soprattutto se avete già superato i 500 km all’ora. Uno split screen appena decente fa da contorno ad un gioco discretamente divertente ma che alle volte frustra notevolmente il giocatore, soprattutto se è costretto a rifarsi le solite 3 piste di fila dell’ultima lega raggiunta per avere il credito sufficiente per sbloccare la successiva.

Grafica e sonoro

Extreme G Racing, in attesa di provare con mano Wipeout Fusion, è il videogioco più veloce esistente al momento, qualunque sia la piattaforma; la fluidità di 50 fps è assolutamente costante, senza il benchè minimo accenno di rallentamento. Un risultato ottenuto con un numero di poligoni per i fondali e per le moto sicuramente non elevatissimo, nonostante sia sicuramente sopra la media del genere videoludico interessato. Per compensare alla presenza delle odiose scalettature, Acclaim ha pensato di inserire una sottile patina di motion blur come già Squaresoft ha fatto per i suoi Driving Emotion Type S e The Bouncer. L’effetto, leggermente psichedelico, fa un certo effetto ma ciò che sicuramente lascia basiti è la già accennata velocità rizzacapelli del gioco. Parlando degli effetti speciali, il sole è davvero accecante grazie ad un sapiente utilizzo del lens flare ed anche l’effetto dei postbruciatori delle moto (soprattutto quando si usa il turbo) è decisamente ben realizzato. Leggermente sottotono la realizzazione della neve nella terza pista della prima lega.

Grafica e sonoro

Le musiche del gioco recano il famoso marchio “Ministry Of Sound” (la famosissima discoteca inglese) ed in effetti sono davvero molto coinvolgenti, degne di essere inserite in un cd audio (che credo farà capolino prima o poi sotto forma di original soundtrack), a patto che siate dei fan della house music. Effetti sonori più che buoni fanno da giusto partner alle esaltantissime musiche; aggiungeteci la codifica per il Dolby Surround ed ecco che anche Wipeout Fusion dovrà davvero mostrare le unghia, ironicamente, nel campo che ha fatto scuola e che ha lanciato la moda delle colonne sonore “propriamente dette” (ovviamente parliamo del mercato occidentale).

Conclusioni

Graficamente appagante e veeeeeelocissimo, musiche coinvolgentissime e una giocabilità più che discreta fanno di questo Extreme G Racing un buon gioco, sicuramente il migliore della trilogia.

Conclusioni

Alcuni lati negativi, già descritti qualche riga più su, fanno si che chi sta scrivendo queste righe consiglia di risparmiare per Wipeout Fusion (atteso per Novembre) e di propendere per l’acquisto del qui presente terzo capitolo della saga di Extreme G solo se possiate permettervi anche l’attesissimo titolo di Studio Liverpool e volete trascorrere questi due mesi scarsi che vi separano dall’uscita del nuovo Wipeout con un buon clone.

Il primo rivale di Wipeout?

Quando nel 1995 Playstation debuttò in Europa, l’enorme (per i tempi) mole di macchine vendute nei primi giorni di lancio fu accompagnata da una vagonata di copie vendute del primo gioco Psygnosis (oggi Studio Liverpool) per il 32 bit Sony, tale Wipeout. Cos’aveva di così speciale detto gioco? Beh, aveva una grafica che il Saturn (abituato ai tempi ai primi Virtua Fighter e Panzer Dragoon) poteva solo sognare, era dotato di una velocità mai vista per un videogioco da casa (e non)con un frame rate di 25 fotogrammi al secondo senza rallentamenti vari, disponeva di musiche semplicemente fantamagoriche grazie a composizioni eseguite da gruppi musicali molto famosi come Chemical Brothers e Fluke e di un design generale che faceva molto “cool” (per usare il famoso termine anglosassone che sta a significare “figo”). Wipeout fu a ragione uno dei più grandi successi della storia videoludica ed i sequel che facero capolino non fecero altro che migliorare ulteriormente la qualità del franchise di Studio Liverpool: la grafica iniziava a strabordare di poligoni, gli effetti di luce miglioravano sempre di più in qualità, vennero scomodati anche Dj Sasha e Prodigy per le musiche ed il joypad Dual Shock migliorava di molto la giocabilità con lo stick analogico e la funzione di vibrazione, visto che Wipeout (il capostipite soprattutto) è sempre stato molto difficile. Ma di cosa stiamo parlando? Dopotutto Joypad annovera sicuramente qualche lettore molto giovane o che ha iniziato a giocare con i videogames soltanto dopo essersi portato a casa una fiammante Playstation 2; Wipeout è un racing game di stampo futuristico che presentava come mezzi da pilotare delle sottospecie di astronavi per arrivare primi su tracciati a dir poco tortuosissimi (chi ricorda le piste della lega Phantom di Wipeout 2097?), resi ancor più insidiosi dai vostri avversari, decisamente scaltri e, come voi, pronti a lanciarvi un missile teleguidato o un onda d’urto pur di farvi saltare per aria. Intanto il Nintendo 64, console sulla quale Nintendo puntava tutto per recuperare il tempo perduto rispetto a Sega Saturn e Sony Playstation, aveva fatto la sua apparizione in Europa nella Primavera del 1997 e sicuramente senza l’aiuto di Acclaim e della sua vasta line up non avrebbe venduto in tutto il mondo una quarantina di milioni di macchine. Oltre alla saga di Turok, Acclaim ha fatto breccia nel cuore (e nei portafogli) di molti appassionati con Extreme G, un clone del suddetto Wipeout che poneva però il giocatore in mezzi assimilabili a delle moto futuristiche, invece delle astronavi del gioco di Studio Liverpool. Extreme G ha avuto il suo seguito di appassionati e nonostante Wipeout approdò anche sul 64 bit Nintendo (il bel Wipeout 64), Extreme G 2 riuscì a tenere tranquillamente testa al primo ed unico episodio a 64 bit della saga di Wipeout.