Super Paper Vita 0

Dai creatori di LittleBigPlanet, un delizioso platform per la console portatile di Sony

ANTEPRIMA di Christian Colli   —   06/02/2013

Media Molecule ha firmato una delle serie videoludiche più innovative degli ultimi anni; il loro LittleBigPlanet ha riscosso un grandissimo successo di critica e buono di pubblico, enfatizzando un elemento che negli ultimi tempi è stato messo sempre più in secondo piano: la creatività. Non solo degli sviluppatori, ma anche dei giocatori,

grazie al famosissimo editor che ha definitivamente consacrato il franchise. All'anoressica line-up di PlayStation Vita, priva di IP originali di un certo valore, eccezion fatta per Gravity Rush e qualche altra piccola perla in mezzo a un mare di porting, servirebbe proprio un titolo di questo genere, qualcosa in grado di polarizzare l'attenzione su una console sottovalutata e sfortunata, che fatica a decollare. Tearaway potrebbe essere proprio quel titolo.

Carte in tavola

In questo senso, Tearaway è la diretta conseguenza degli esperimenti svolti da Media Molecule con la versione PlayStation Vita di LittleBigPlanet. Potremmo quasi definirlo un'evoluzione di quel concept, benché i due giochi siano estremamente distanti tra loro quantomeno negli scopi. Tearaway, infatti, non è pensato per essere giocato in modalità multiplayer, che in LittleBigPlanet era un po' il fulcro dell'intera esperienza, e non c'è un editor di livelli altrettanto immenso.

Il nuovo progetto dei ragazzi di Guildford è un'avventura in terza persona che miscela sapientemente sequenze platform e puzzle-solving, in cui il giocatore controlla Iota o la sua controparte femminile Atoi: due bizzarre creaturine fatte letteralmente di carta, di professione messaggeri. L'obiettivo, apparentemente, è proprio quello di completare i vari livelli del gioco, superando ostacoli, sconfiggendo i nemici e risolvendo vari rompicapi ambientali. E fin qui, nulla di nuovo sotto il sole, almeno finché non ci si imbatte nelle numerosissime situazioni che richiedono l'uso del cervello... e delle dita. Quello di Tearaway è un mondo fatto completamente di carta, e aldilà della bizzarra soluzione artistica c'è anche un senso pratico nella scelta di Media Molecule.

Il giocatore infatti non si limiterà a controllare il suo alter ego cartaceo, ma dovrà anche abbattere la quarta parete, letteralmente, interagendo con l'ambiente per risolvere i vari rompicapi, strappando i fogli che ostacolano il cammino di Iota o Atoi, sfondando muri di carta, manipolando oggetti e situazioni. Una delle meccaniche più frequenti consiste nel toccare delle particolari piattaforme che spingeranno il protagonista verso l'alto, in modo che possa raggiungere nuove piattaforme e continuare il suo viaggio. Come avrete capito, la maggior parte dell'interazione tra gioco e giocatore avviene tramite touch-screen e touch-pad posteriore; proprio come accadeva in LittleBigPlanet Vita, per l'appunto: i fan dell'altro gioco Media Molecule riconosceranno quindi svariate situazioni e meccaniche ulteriormente raffinate e rielaborate in contesti completamente nuovi e originali.

Forbici, sasso...

La carta di Tearaway non caratterizza soltanto l'aspetto del gioco, ma anche il suo gameplay, adattando in modo peculiare alcuni concetti classici nel genere dei platform. Uno dei peggiori nemici di Iota e Atoi, per esempio, è la colla: questa sostanza è sparsa un po' dappertutto nella regione di Sogport, ma mentre in alcuni casi il contatto con essa può rivelarsi letale, in altri è possibile sfruttarne le proprietà adesive per superare alcuni ostacoli camminando, per esempio, lungo tetti e pareti. Inequivocabilmente nocivi sono, invece, i "wendigo": questi gorilloni, fatti di carta anch'essi, inseguiranno i nostri eroi abbattendo qualunque ostacolo.

Per sbarazzarsene, il giocatore potrà raccogliere delle perline per le quali questi nemici vanno pazzi, in modo da attirare altrove la loro attenzione, magari verso una trappola o una zona lontana da noi. In Tearaway comunque il giocatore sarà spesso libero di girovagare a piacimento, allontanandosi dal sentiero prestabilito in cerca di segreti e nuove aree da scoprire. Media Molecule ha progettato un engine che sviluppa l'ambiente proprio come fosse un libro pop-up, premiando il giocatore che deciderà di esplorarlo con attività extra e mini-giochi, tra i quali spicca una sorta di basket con tanto di acclamazioni di un pubblico invisibile. L'interattività sembra proprio la parola d'ordine: fin dai primissimi caricamenti sarà possibile interagire con il gioco, manipolandolo e personalizzandolo; in questo senso, PlayStation Vita sembra essere sfruttata a dovere dato che, oltre ai controlli touch, saranno integrate anche delle meccaniche legate all'accelerometro che permettono di cambiare prospettiva e visuale durante i livelli, per esempio. L'abilità dello sviluppatore è fuori discussione, e Tearaway promette già di essere uno dei titoli più interessanti dell'anno, ma basterà a rinvigorire l'interesse dell'utenza in un'ottima console che sembra vittima di scelte e tempistiche sempre più infelici?

CERTEZZE

  • Level design ingegnoso e di alta qualità
  • Capacità di PS Vita sfruttate a dovere

DUBBI

  • Alla console Sony servono titoli di questo calibro ora e in gran quantità, non alla fine dell'anno