Il ritorno del re 0

Torna finalmente la grande saga di Intelligent Systems, in un nuovo capitolo che sembra fare faville...

ANTEPRIMA di Christian Colli   —   06/02/2013

L'ultima volta che abbiamo giocato un Fire Emblem in Italia era il 2008: si trattava di Shadow Dragon per Nintendo DS, remake del primissimo capitolo del franchise. Nel frattempo ne è uscito anche un altro, il sequel oltretutto, ma è rimasto confinato in Giappone: è impossibile non esserne infastiditi, anche perché da qualche anno quasi ogni Fire Emblem veniva localizzato, perciò dopo Path of Radiance (Game Cube) e Radiant Dawn (Wii) ammettiamo di esserci sentiti un po' traditi.

Nintendo, comunque, deve aver capito che questa volta i fan avrebbero sfondato i suoi cancelli armati di torce e forconi, se Awakening non fosse arrivato in Occidente: già alla release nipponica si parlava del miglior capitolo della serie, di una piccola rivoluzione, di un vero e proprio must-buy per Nintendo 3DS. In Italia ci giocheremo soltanto ad aprile, ma intanto Fire Emblem: Awakening è appena uscito in America, riscontrando enormi consensi. Cosa dobbiamo aspettarci da questo presunto capolavoro?

Duro e puro

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, Fire Emblem è un franchise con ormai ventitré anni abbondanti sulle spalle, sviluppato da Intelligent Systems (gli stessi di Advance Wars, Wario Ware e i moderni Paper Mario, per intenderci). Il genere è quello degli strategici a turni: il giocatore controlla un piccolo esercito di eroi in un mondo squisitamente fantasy, facendolo combattere contro nemici di ogni genere all'interno di mappe riccamente dettagliate e visualizzate dall'alto.

Le meccaniche sono estremamente semplici: l'equilibrio di potere tra le varie unità si basa su una specie di morra cinese, sicché l'ascia è più forte della lancia, la lancia è più forte della spada, e via dicendo. Ci sono ovviamente delle varianti, rappresentate da diversi tipi di unità e abilità, come le magie d'attacco e curative, ma abbiamo reso l'idea: le basi sono incredibilmente intuitive, e di missione in missione si aggiungono sempre più elementi che rendono molto più complesso, ma mai pesante, il gameplay generale. A caratterizzare Fire Emblem, però, ci sono delle regole brutali: i personaggi morti in missione sono perduti per sempre, e il livello di difficoltà riesce spesso a essere micidiale. Solo i giocatori più pazienti, astuti e anche un pelo fortunati riescono a completare le varie missioni senza perdere alcun personaggio;

per tutti gli altri, è una semplice questione di ricaricare l'ultima partita e ricominciare la missione da capo, con tutti gli accorgimenti del caso. Forse è stato anche per colpa di queste frustranti quanto accattivanti peculiarità che Fire Emblem ci ha messo un bel po' a convincere i capoccia Nintendo di poter avere una chance anche in Occidente. In questo senso, con Awakening si volta completamente pagina; se quanto appena spiegato vi ha intimorito, non temete: il nuovo Fire Emblem per Nintendo 3DS è stato pensato proprio con i giocatori casual in mente, senza dimenticare i fan sfegatati che adorano il piacere della sfida. Basta modificare un paio di opzioni, e voilà: i personaggi non moriranno più per sempre, e si potrà salvare la partita in qualsiasi momento, anche durante le missioni. Si potranno velocizzare o eliminare le animazioni, le cutscene, i tantissimi dialoghi testuali; si potrà, insomma, personalizzare il gioco a piacimento.

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Affilate le spade

C'è però anche il rischio che si indebolisca il fortissimo legame che si instaura tra il giocatore e i suoi personaggi, una connessione alimentata dal timore di perderli per sempre per una svista o un posizionamento mal ragionato. Un'altra importantissima caratteristica di Fire Emblem, infatti, è la grande enfasi riposta sulla sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi: non unità anonime e senza personalità, ma individui con una storia, un carattere e tutta una serie di tratti distintivi studiati a tavolino per farci affezionare.

Da questo punto di vista, Fire Emblem: Awakening pare superarsi: tornano infatti i matrimoni, e sarà possibile aumentare l'affinità tra i personaggi fino a farli sposare e procreare, per poi reclutare i loro pargoli nel nostro esercito. La classe di ogni personaggio, oltretutto, potrà essere alterata senza particolari restrizioni, in modo da personalizzare ulteriormente le forze in campo in base alle nostre preferenze e al nostro stile di gioco. I parametri da tenere d'occhio saranno insomma ancor più del solito, ma i ragazzi di Intelligent Systems sono noti per la loro capacità di rendere questa fase di apprendimento estremamente semplice e intuitiva.

Fire Emblem: Awakening, a quanto pare, non sembra deludere neanche dal punto di vista tecnico, con un comparto visivo che miscela sapientemente varie soluzioni estetiche: cutscene a cartoni e in computer grafica, artwork leggermente animati, un buon effetto tridimensionale, mappe e icone bidimensionali che si trasformano in modelli poligonali estremamente curati e ben animati quando scoppia lo scontro tra una o più unità. Interessante, peraltro, l'inedita possibilità di far attaccare contemporaneamente due personaggi posizionandoli l'uno vicino all'altro in prossimità di un nemico, un nuovo parametro da ricordare quando si studia la mappa a ogni turno. Definito dalla critica americana come il miglior esponente del franchise e una vera e propria pietra miliare nella ludoteca del portatile Nintendo, Fire Emblem: Awakening è uno dei titoli più attesi di questa primavera. Per sapere se manterrà ogni promessa, non vi resta che attendere la nostra recensione.

CERTEZZE

  • Il miglior Fire Emblem mai concepito
  • Effetto 3D sfruttato a dovere

DUBBI

  • Trama all'altezza dei predecessori
  • Livello di difficoltà tutto da verificare