Grilletto facile 0

Abbiamo provato nuovamente il seguito di Sniper: Ghost Warrior, ormai prossimo all'uscita

PROVATO di Andrea Porta —   06/02/2013

Il ruolo del cecchino esercita da sempre un grande fascino, tanto da meritarsi frequenti celebrazioni in ambito cinematografico (ci vengono in mente Il Nemico alle Porte e Salvate il soldato Ryan, ma esistono molti altri esempi).

Anche il media del videogioco ha provato a più riprese a fare di questa figura l'elemento centrale di alcune produzioni (tra cui il recente, e più che discreto, Sniper Elite V2), spesso portando a casa risultati commerciali notevoli nonostante la qualità non eccelsa dei singoli giochi. È proprio il caso del primo Sniper: Ghost Warrior, in grado di ottenere consensi di pubblico più che decorosi nonostante le evidenti mancanze tecniche e di game design. A quasi tre anni di distanza, e dopo uno sviluppo durato più a lungo di quanto inizialmente previsto, gli studi polacchi di City Interactive stanno per dare alla luce il seguito di quel discreto successo commerciale, e il publisher Namco Bandai Italia ci ha invitato nei suoi uffici per una prova diretta e una chiaccherata con il producer, Michael Sroczynski.

Questione di difficoltà

Per quanto la nostra prova diretta abbia interessato i medesimi livelli già testati diversi mesi fa, una versione ormai quasi definitiva del gioco (in uscita il quindici marzo) ci ha permesso di farci un'idea molto più precisa delle caratteristiche che animano il gameplay.

Ci siamo dunque trovati nuovamente ad esplorare la giungla filippina e le vie di Sarajevo, due ambientazioni alle quali si affiancheranno le cime innevate del Tibet nella versione finale della campagna singolo giocatore, opportunamente divisa in tre atti, per un totale di dieci missioni. Tre ambientazioni principali a cui corrispondono, naturalmente, stili di gameplay differenti. Del Tibet non si sa ancora molto, ma le differenze tra i livelli ambientati nella giungla e quelli urbani sono immediatamente nette, con un ritmo nel secondo caso molto più veloce, e la presenza di compagni con cui interagire, anch'essa in grado di influenzare notevolmente la giocabilità. Apparentemente, Sniper: Ghost Warrior 2 non è differente dallo sparatutto medio, dati i controlli tutto sommato tradizionali e la presenza di un'interfaccia molto comune per il genere. Pochi attimi bastano però per rendersi conto di quanto l'approccio agli scontri con i nemici sia differente rispetto alla media. Nel livello ambientato nella giungla filippina abbiamo imparato a familiarizzare con l'operazione di scouting, necessaria per farsi un'idea dell'organizzazione degli accampamenti nemici. Grazie ad un binocolo è possibile osservare la posizione e i percorsi delle pattuglie nemiche, naturalmente allo scopo di individuare quelle isolate, e cominciare a sfoltire le fila avversarie.

Mirando nell'ottica a ingrandimento variabile scopriamo di avere a disposizione diverse indicazioni utili, tra cui la direzione e l'intensità del vento, la distanza del bersaglio e il battito cardiaco. Quest'ultimo aumenta naturalmente quando si corre o si salta, e va tenuto a bada il più possibile, dato che influenza il tempo che si ha a disposizione per trattenere il respiro prima della pressione del grilletto. Il vento va naturalmente compensato adeguatamente, e la distanza dal bersaglio deve essere tenuta in conto per calcolare la ricaduta del proiettile. Nell'approccio allo sviluppo di questo secondo capitolo, i ragazzi di City Interactive hanno speso molto tempo nel tentativo di bilanciare al meglio i tre livelli di difficoltà disponibili sin dall'inizio, tentando di offrire un'esperienza diversa dalla media, ma nondimeno accessibile a tutti. Con una scelta interessante, gli sviluppatori hanno deciso di lasciare intatte le routine d'intelligenza artificiale, le quali rispondono sempre allo stesso modo a prescindere dal livello di difficoltà impostato, tra i tre disponibili. Questi ultimi vanno semmai a impattare sulla segnalazione dei nemici sulla minimappa, completamente disattivata a livello Difficile, e sull'incidenza della ricaduta dei proiettili e del vento. Inoltre, il mirino dinamico che mostra il probabile punto d'impatto del proiettile è visibile sin da subito solo al livello Facile, mentre a Medio e Difficile sarà necessario aspettare rispettivamente quattro e otto secondi per vederlo comparire, complicando molto le cose durante gli scontri più concitati.

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In apnea

Nonostante i due livelli provati presentassero caratteristiche diverse, le meccaniche di shooting proposte da Sniper: Ghost Warrior 2 funzionano in maniera interessante. Innanzitutto, la pressione sul grilletto del pad deve essere impressa in maniera che ricalchi la vera tecnica impiegata dai cecchini, ossia con una pressione lenta e regolare, ottenendo così un rinculo molto ridotto. Inoltre, vento, ricaduta e tempo di percorrenza del proiettile sono elementi determinanti, e molto divertenti da domare quando si cerca il centro. Naturalmente anche l'arma impiegata può fare la differenza, con valori di gittata e penetrazione che possono variare nettamente. Ad esempio, il fucile da noi impiegato si è rivelato letale anche con colpi non troppo precisi, mentre altri potrebbero non esserlo.

L'alto valore di penetrazione ci ha permesso inoltre di colpire bersagli nascosti dietro a delle coperture, e persino di abbattere due avversari allineati con un singolo colpo. La riproduzione dei ferri del mestiere è stata naturalmente oggetto di grande cura da parte degli sviluppatori, che si sono avvalsi anche della consulenza di un ex cecchino dell'esercito polacco per assicurarsi la massima fedeltà agli originali. La killcam, ossia un'inquadratura ravvicinata del bersaglio raggiunto dal proiettile, torna anche in questo secondo capitolo, sebbene in maniera meno frequente rispetto al predecessore, dove risultava quasi fastidiosa. Nettamente meno spettacolare rispetto a quella proposta da Sniper Elite, riesce comunque a regalare buone soddisfazioni quando un proiettile raggiunge il bersaglio in maniera spettacolare. Abbiamo provato sia il livello Medio, sia Difficile, scoprendo come la mancata segnalazione dei nemici sulla minimappa vada ad impattare molto sul modo in cui ci si approccia al nemico, potendo contare solo sul binocolo e sulla propria memoria per ricordarsi le posizioni degli avversari. Naturalmente, questi ultimi sono stati opportunamente disposti in modo che vi sia quasi sempre un modo "pulito" per completare una sparatoria, eliminando prima le sentinelle isolate e poi proseguendo verso il cuore degli accampamenti. Non sempre tuttavia questo "sentiero" appare evidente, e un imprevisto può sempre cambiare le carte in tavola. Il nostro provato ci ha visto scoperti più di una volta, permettendoci di esaminare la risposta dell'intelligenza artificiale nemica. Proprio quest'ultima rappresentava uno dei principali punti deboli del predecessore, con conseguente impegno da parte degli sviluppatori nel fare di meglio in questo secondo capitolo. Non appena ci si fa scoprire, o si manca un bersaglio, alcuni degli avversari si portano in copertura, mentre altri cercano di fiancheggiare la posizione del giocatore. A questo punto ci si può spostare velocemente e ripiazzarsi, cercando di coglierli nuovamente di sorpresa.

Tutte tattiche che funzionano bene in caso si sia portato l'attacco iniziale da buona distanza, ma questo non sempre è possibile, come nei livelli ambientati a Sarajevo, dove gli spazi sono decisamente più ristretti. Come dimostrato da quest'ultima ambientazione, il cecchinaggio non è comunque l'unico modo per liberarsi degli avversari, con una pistola silenziata e un coltello ad affiancare il fucile, ottimi per eliminazioni silenziose e ravvicinate. Dal punto di vista tecnico, su console Sniper: Ghost Warrior 2 fa un uso solo discreto delle potenzialità del Cryengine 3, con un diffuso aliasing e un frame rate incostante a testimoniare un lavoro di ottimizzazione non perfetto. Fortunatamente, durante la nostra prova i cali di fluidità non sono andati ad impattare sull'esito delle sparatorie, ma solo un test completo della versione finale del gioco potrà dirci se può trattarsi di un difetto importante per la fruibilità. Non abbiamo potuto purtroppo vedere in azione la versione PC, che senza dubbio saprà sfruttare meglio le potenzialità dell'engine. Sniper: Ghost Warrior 2 sembra aver fatto degli interessanti passi avanti rispetto al predecessore, soprattutto dal punto di vista del bilanciamento della difficoltà e dell'implementazione di un'intelligenza artificiale nemica adeguata al contesto. Certamente, non ha l'ambizione di gareggiare con titoli più blasonati (come confermato anche dal prezzo ridotto), un qualcosa che è possibile riscontrare anche nel comparto tecnico, sotto la media delle produzioni tripla A nonostante le qualità del motore di base. La produzione City Interactive potrebbe comunque fare nuovamente la gioia degli appassionati di cecchinaggio, a patto che i dieci livelli sappiano offrire una buona varietà e il comparto tecnico si presenti in buone condizioni all'uscita. All'appuntamento con la recensione non manca molto, rimanete con noi.

CERTEZZE

  • Meccaniche di shooting interessanti
  • Due livelli molto diversi tra loro
  • Intelligenza artificiale apparentemente migliorata

DUBBI

  • Tecnicamente povero (su console)
  • La varietà dei livelli sarà fondamentale per la riuscita