Non c'è trucco, non c'è inganno 74

La componente multiplayer competitiva di Uncharted 3 diventa free-to-play. Dov'è l'inghippo?

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   06/03/2013

Si parla spesso delle relazioni fra campagna single player e modalità multiplayer, a maggior ragione per le produzioni videoludiche tripla A. È infatti inevitabile che la realizzazione di un comparto online finisca per togliere parte delle risorse allo story mode, e con gli attuali budget in campo diventa sempre più difficile bilanciare in modo intelligente questi valori, cercando al contempo di ottenere un prodotto in grado di soddisfare le aspettative degli appassionati. Possiamo dire senza timore di smentita che Uncharted 3: L'Inganno di Drake è uno di quei titoli che hanno saputo dosare in modo sapiente sforzi e talenti, così da offrire agli utenti non solo uno story mode corposo, intenso e incredibilmente spettacolare, come ormai da tradizione per il franchise targato Naughty Dog, ma anche modalità multiplayer divertenti, varie e dotate di un netcode molto ben ottimizzato.

Vista la presenza di prodotti molto "ingombranti" sul fronte dell'online in ambito console, su tutti la serie Call of Duty, è però molto difficile che scelte di questo tipo paghino sul lungo periodo, ovvero che i giocatori rimangano focalizzati sulla componente multigiocatore anche a mesi di distanza dalla release. Un atteggiamento piuttosto comune può infatti essere quello di acquistare il gioco, completare la campagna in single player, dedicarsi brevemente al multiplayer e poi rivenderlo oppure permutarlo in negozio. Fenomeni del genere vengono di solito addebitati alla scarsa qualità dell'online, alla mancanza di utenti disponibili o a problemi con il matchmaking, dunque la "mossa a sorpresa" di Naughty Dog, ovvero mettere a disposizione gratuitamente il multiplayer competitivo di Uncharted 3: L'Inganno di Drake, si pone come una vera e propria prova del fuoco, un investimento teso a costruire una solida fanbase attorno alle modalità online così da rendere in futuro più appetibile proprio questo aspetto del prodotto.

Sono tutti contenti

Ovviamente non è necessario possedere, né aver mai posseduto, una copia di Uncharted 3 per poter scaricare da PlayStation Store gli oltre 4 GB che costituiscono il pacchetto del multiplayer free-to-play. Avviata l'applicazione, appare però chiaro come gli sviluppatori abbiano voluto mettere a disposizione anche le altre componenti dell'esperienza sotto forma di DLC a pagamento.

È infatti possibile acquistare separatamente la campagna in single player oppure le missioni cooperative, attraverso un sistema inedito su PlayStation 4 ma che somiglia molto a un'idea di futuro che vede un menu con tante pietanze e la completa libertà, da parte dell'utente, di scegliere quelle che desidera consumare, evitando le altre. La gratuità rappresenta tuttavia uno stimolo poderoso alla diffusione delle modalità multiplayer competitive, e gli sviluppatori di Naughty Dog hanno tenuto a precisare che dal punto di vista di chi possiede il gioco completo non cambierà nulla, a parte un considerevole, e positivo, aumento degli utenti online disponibili per una partita. L'offerta free-to-play è sostanziosa e consente di cimentarsi con deathmatch di squadra, deathmatch a tre squadre e variazioni sul tema come "Free for All", in cui ci sono otto partecipanti e vince chi raggiunge le quindici uccisioni; "Plunder", in cui bisogna catturare il tesoro anziché la più tradizionale bandiera; "Classic", con due team da cinque elementi che si sfidano con un determinato equipaggiamento; "Elimination", un deathmatch a squadre senza respawn; "The Lab", una playlist di modalità.

Croce e delizia

Gli sviluppatori di Naughty Dog sono stati piuttosto chiari su alcuni punti alla base di questa operazione. In primo luogo gli utenti free non partiranno svantaggiati rispetto a quelli "premium" né verrà in alcun modo incoraggiata la pratica del "pay-to-win" tipica di molte produzioni freemium. Insomma, con il tradizionale aumento del livello di esperienza sarà possibile accedere a nuove armi e mettere a punto fino a quattro "setup" da utilizzare a seconda del tipo di partita, con l'unica limitazione del level cap bloccato a 15.

È possibile alzarlo a 25 spendendo 4,99 euro oppure eliminarlo del tutto spendendo 19,99 euro, ma in tal caso parliamo di una cifra che si avvicina pericolosamente a quella con cui potreste portarvi a casa la GOTY Digital Version di Uncharted 3: L'Inganno di Drake, ovvero il pacchetto completo e più conveniente, che include campagna single player, multiplayer, co-op e DLC vari. Fra una schermata e l'altra dei menu dovremo inoltre abituarci ad assistere alle trasmissioni della "Uncharted TV", ma trattandosi di video tematici (brevi trailer dei titoli Sony, per lo più) la visione potrebbe anche rivelarsi piacevole, e comunque le pubblicità spariranno con il primo acquisto effettuato. Quel che conta, ad ogni modo, è che le partite funzionino senza problemi, e i nostri test in tal senso parlano chiaro: il matchmaking è veloce e non abbiamo assistito a cadute di connessioni o lag eccessivo; e chissà, magari a fronte di un grande successo gli sviluppatori potrebbero riconsiderare la propria posizione circa l'uso di server dedicati. La cosa più interessante è però rappresentata dalle prospettive future di questo progetto, attraverso un calendario che conta eventi multiplayer per tutti gli utenti, nonché il rilascio delle cosiddette "lab map", ovvero mappe "grezze" dal punto di vista estetico, giocabili liberamente e inserite in via sperimentale ma con la possibilità di essere aggiornate successivamente. Sarà il tempo a dirci se e quanto la scelta di Naughty Dog si rivelerà felice per aumentare la fanbase di Uncharted in prospettiva multiplayer, ma per il momento le premesse sono decisamente positive.