Il "nuovo" XCOM 28

Esce nuovamente allo scoperto lo shooter di 2K Marin ambientato nell'universo di XCOM. Che sia, finalmente, la volta buona?

ANTEPRIMA di Pierpaolo Greco   —   26/04/2013

Sono tre anni che si parla di uno shooter ambientato nell'universo di XCOM realizzato da 2K Marin, la stessa software house alle spalle del criticato ma ben realizzato BioShock 2. Chi scrive partecipò sia alla presentazione ufficiale del gioco nel lontano E3 del 2010, sia al suo successivo ripensamento stilistico mostrato ad una cerchia ristretta di giornalisti esattamente un anno dopo, nell'edizione 2011 della fiera losangelina. Da allora non si seppie più nulla del titolo e tra slittamenti, ripensamenti e un recente, lungo periodo di assenza totale di notizie ora sembra che sia finalmente la volta buona per tornare a parlare del progetto.

Approfittando di una intervista telefonica che 2K Games ha organizzato a sorpresa mettendoci in contatto con Morgan Gray, il creative director e Andrew Dutra, l'associate producer, abbiamo infatti potuto raccogliere un nutrito quantitativo di informazioni sul videogioco e sul suo gameplay, conoscere persino la data di uscita e soprattutto fare le presentazioni di rito con il suo nuovo titolo ufficiale. Non chiamatelo più XCOM infatti, ma The Bureau: XCOM Declassified. Ma andiamo per ordine: ecco quello che siamo riusciti a carpire dalla chiacchierata telefonica.

Le origini della saga

Siamo nel 1962. La guerra fredda tra America e Russia è al suo culmine; John Fitzgerald Kennedy è il presidente degli Stati Uniti e la nazione è praticamente sul punto di scatenare una guerra nucleare contro il suo acerrimo nemico. In questo scenario critico, l'America ha messo in piedi una organizzazione segreta nota solo al presidente e ad un consiglio ristretto di persone che dovrebbe fungere da prima linea di difesa nel caso in cui la Russia decida di invadere il territorio a stelle e strisce. Il compito di questa forza top secret è sia di difendere il territorio americano, sia di proteggere il popolo da potenziali fughe di informazioni che potrebbero generare il panico di massa o vere e proprie rivolte cittadine. Il giocatore vestirà i panni di William Carter, un ex agente dell'intelligence che si è fatto una reputazione di tutto rispetto intervenendo in alcuni eventi drammatici della storia recente americana e che ora è stato reclutato dal bureau per guidare uno squadrone di assalto specializzato in situazioni di scontro estremamente avverse e svantaggiose. Al di fuori del canovaccio narrativo di fondo, XCOM Declassified è, a detta dello sviluppatore, l'espressione moderna delle meccaniche principali del franchise che possono essere sintetizzate in Attrezzi, Tecnologie e Squadre. Il cuore del gameplay è infatti anche in questo titolo, la raccolta di tecnologie e risorse da poter poi utilizzare per rendere ancora più forte e competente il proprio team sul campo di battaglia. Anche questo XCOM è infatti sinonimo di gioco di squadra: non è consentito il gameplay alla Rambo dove si avanza da soli allo sbaraglio perché il nemico rappresenta una forza di molto superiore.

Entrando più nel dettaglio del gameplay, The Bureau: XCOM Declassified è uno shooter tattico in terza persona esclusivamente single player dove la componente tattica è assolutamente cruciale. Al giocatore viene dato il compito di comandare il proprio team direttamente sul campo di battaglia attraverso una speciale interfaccia tattica denominata Battle Focus, gestita completamente in tempo reale, che permette di manovrare e posizionare i membri del team, selezionare i bersagli e utilizzare differenti poteri e abilità. Più in generale questo tipo di approccio alla gestione del team consentirà di mettere in piedi delle tattiche di attacco che verranno eseguite in tempo reale dai membri controllati dall'intelligenza artificiale davanti ai propri occhi. Allo stesso tempo però il giocatore dovrà affrontare i nemici in prima persona, sparando con le sue armi, coprendosi dietro gli ostacoli e utilizzando i propri poteri e abilità speciali, senza mai perdere di vista i compagni di squadra. L'associate producer, sollecitato dalle nostre domande, ha voluto sottolineare che il gioco richiederà una grande dose di abilità perché non sarà un titolo fatto per correre in giro per lo scenario ad armi spianate. Il giocatore dovrà comportarsi da vero comandante sul campo di battaglia e dovrà utilizzare il cervello a fondo come avviene in tutti i giochi del franchise XCOM. Se non penserà prima di agire e non gestirà a dovere le sue forze, morirà. E i suoi agenti con lui.

Quanto è facile rimanerci secchi

Proprio nel concetto di mortalità degli agenti come conseguenza delle decisioni sbagliate del giocatore si annida una meccanica cruciale di questo The Bureau: XCOM Declassified. Gli agenti infatti potranno subire colpi letali sul campo di battaglia e se non verranno rianimati velocemente, moriranno. Questo vuol dire che se per esempio abbiamo giocato per cinque ore e ad un certo punto decidiamo di mandare uno degli agenti migliori a fare una missione troppo difficile senza tenerlo sott'occhio, lui potrebbe rimanerci secco. Magari era salito fino al livello 5 (perché gli agenti guadagnando esperienza e aumentano di livello) e, in un attimo, lo abbiamo perso per sempre a causa di una scelta su cui non abbiamo riflettuto abbastanza. Questo vuol dire che magari la missione successiva sarà più difficile perché ci troveremo costretti a portare con noi un agente novizio o, ancora peggio, le missioni più avanzate, quelle finali, diventeranno difficilissime perché abbiamo fatto morire tutti gli agenti migliori nel corso della partita e tutto quello che ci rimane sono agenti alle prime armi con cui dovremo tentare di completare il gioco.

Il risultato potrebbe essere esaltante e di sicuro è molto affine allo stile XCOM; allo stesso tempo è inedito per uno shooter in terza persona dove di solito non ci sono mai delle vere conseguenze per le proprie azioni e comportamenti. Negli altri titoli infatti al massimo ci si limita a ricaricare il checkpoint o a fregarsene di eventuali sbagli mancando delle vere conseguenze sul gameplay. In questo nuovo XCOM invece se non sei un bravo comandante devi prepararti a subire delle sonore sconfitte. È evidente che il gioco è rivolto ai giocatori hardcore, a quelli che vogliono sporcarsi le mani, non a quelli che apprezzano di essere tenuti per mano dal gioco. Se il progetto di 2K Marin avrà successo, vorrà dire che un numero ancora più elevato di persone potrà conoscere il franchise di XCOM visto che la sua natura di strategico vecchio stampo ha tenuto lontani moltissimi potenziali giocatori da questo brand perché magari non riescono a sentirsi a loro agio con un gameplay a turni in cui bisogna gestire il team dall'alto e preferiscono invece essere sul campo di battaglia. Allo stesso tempo però, il gioco è anche rivolto a tutti i fan storici della saga perché grazie a The Bureau potranno conoscere le origini dell'organizzazione: una storia che fino ad oggi non era mai stata raccontata. In particolare scopriranno come questa forza di difesa americana che doveva fare i conti con l'imminente assalto russo si è vista improvvisamente sconvolta nelle sue routine dall'arrivo degli alieni e si è rapidamente riorganizzata per fronteggiare l'invasione. Allo stesso tempo tenendo nascosta la minaccia extraterrestre sia al suo popolo che alle altre nazioni per evitare di far apparire l'America debole e indifesa e quindi facilmente attaccabile da eserciti stranieri. È proprio questa la cosa più stuzzicante per i giocatori di vecchia data: essere presenti, sul campo, quando l'arrivo degli alieni è avvenuto per la prima volta, quando i primi extraterrestri si sono palesati e hanno sconvolto la vita della popolazione terrestre. Giocando a The Bureau: XCOM Declassified, i giocatori saranno coinvolti in una storia che fino ad oggi è rimasta segreta e sapientamente nascosta.

Ma cosa è cambiato dal precedente restyling di XCOM?

Proprio con questa domanda abbiamo concluso la nostra intervista telefonica nel tentativo di stuzzicare lo sviluppatore in una spiegazione riguardante quello che è veramente successo durante il travagliato sviluppo del gioco. L'ultima volta che avevamo incontrato lo shooter di XCOM ci eravamo infatti trovati di fronte un gameplay ibrido dove la meccanica da sparatutto in prima persona si alternava alla visuale in terza persona nei momenti in cui dovevamo dare gli ordini alla nostra squadra. Ma più il team di sviluppo andava avanti con il progetto e più si rendeva conto che il bello di questo XCOM era proprio nella gestione dei compagni, nel combattere al loro fianco comandando le azioni principali e per questo motivo si sono decisi nel trasformarlo interamente in uno shooter in terza persona dalla spiccata componente tattica. Inoltre in questi due anni si sono focalizzati nel definire meglio la storia dell'organizzazione, nel mettere in piedi un canovaccio narrativo perfettamente coerente e credibile, nel limare la visione di gioco mostrata all'E3 del 2011 per renderla ancora più interessante e funzionale al gameplay progettato fin dall'inizio. Da un punto di vista di design è stato mantenuto lo stile mostrato in precedenza ma in termini artistici c'è stato un importante spostamento dell'arco temporale preso in considerazione visto che ora non siamo più negli anni 50 ma in quelli 60 e questo ha avuto conseguenze sull'estetica del gioco come si può notare anche dal teaser trailer emotional rilasciato da poche ore.

Questo ha permesso di portare su schermo un'iconografia americana ben precisa e molto riconoscibile dal pubblico dei videogiocatori intersecandola con uno stile fantascientifico che riflettesse la venuta degli alieni e l'acquisizione delle loro tecnologie. Lo stesso è avvenuto anche in termini narrativi visto che il mondo che abbiamo conosciuto, le vicende avvenute a cavallo tra anni 50 e 60 in America sono state in realtà alterate, quasi corrotte, dall'attacco alieno che ha avuto ripercussioni sull'intero globo terrestre e sulla sua popolazione mondiale. Lo sviluppatore ci ha inoltre confermato che la gestione della base vista nella precedente presentazione è rimasta inalterata ed anzi è stata rifinita nei suoi aspetti. Ovviamente anche in questo caso non ci troviamo di fronte all'XCOM classico, dalla fortissima componente gestionale, ma il nostro protagonista avrà modo di passeggiare per le varie stanze dell'edificio principale dell'organizzazione, visitare i laboratori, interagire con gli altri ufficiali piuttosto che con gli scienziati, il tutto in tempo reale e in modo estremamente realistico, così da acquisire nuove informazioni, raccogliere quest secondarie da svolgere successivamente e dare le sue indicazioni sulle tecnologie da ricercare. Non ci sarà poi una successione lineare delle missioni da svolgere visto che in linea con lo stile del franchise, ci sarà una vera e propria mappa di gioco dove il giocatore potrà scegliere liberamente quali eventi affrontare e con conseguenze sul mondo di gioco. A quanto pare The Bureau: XCOM Declassified avrà anche una sorta di componente ruolistica visto che combattendo si guadagnerà esperienza che permetterà di salire di livello e selezionare nuove abilità e poteri speciali. Allo stesso tempo sarà possibile recuperare pezzi e componenti tecnologici sul campo di battaglia che potranno poi essere esaminati nella propria base e potranno essere assegnati sia al protagonista che ai compagni di squadra prima di scendere in battaglia. A questo punto rimaniamo in attesa di poter assistere ad una presentazione più approfondita del gameplay o addirittura mettere le mani su un codice giocabile visto che non manca poi molto all'uscita del gioco, prevista per il 23 agosto su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

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