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Auto in Gioco 7

Quattro nuovi bolidi per i nostri racing preferiti

RUBRICA di Andrea Centini   —   06/02/2015

Benvenuti al settimo appuntamento con Auto in gioco, la rubrica dedicata alle vetture presenti nei principali racing game simulativi disponibili sul mercato. Come sempre ricordiamo che i nostri prodotti di riferimento, attualmente, sono Gran Turismo 6, Forza Motorsport 5 e Assetto Corsa, rispettivamente per PlayStation 3, Xbox One e PC. Le auto scelte per questo numero sono la Renault Mégane RS, la meravigliosa Ferrari LaFerrari, la cattivissima Ruf CTR Yellowbird e la "One-off" Ferrari P4/5 Competizione. Non ci resta che augurarvi buona lettura.

Auto in Gioco torna con quattro macchine da sogno, incluse due italianissime Ferrari

L'auto per ogni giorno - Renault Mégane RS

Fondata nel lontano 1898 dai tre fratelli francesi Fernand, Marcel e Louis, la Renault è una delle case automobilistiche più longeve e importanti nel panorama europeo, non solo dal punto di vista prettamente commerciale, ma anche da quello sportivo, data la sua costante presenza nelle principali discipline motoristiche. Lo stretto legame con la pista e lo sterrato, sbocciato in diverse vittorie di prestigio, è stato tradotto con successo nel cuore delle sue vetture stradali più rappresentative, come la Renault 5 Turbo, la cattivissima Clio V6 e l'iconica Clio Williams, recentemente approdata sullo spettacolare Forza Horizon 2 di PlayGround Games. Nell'economia della casa francese un ruolo particolarmente importante viene rivestito dalla linea Mégane, evoluta da una concept car del 1988 e dalla quale, dal 1995 ad oggi, in tre serie, sono state derivate vetture di molteplici categorie, dalle berline alle station wagon, passando per monovolume, convertibili, coupé e sportive di razza. Nel nostro speciale ci occupiamo della hot hatch Mégane RenaultSport (RS), evoluzione "incattivita" della berlina terza serie, lanciata sul mercato nel 2008 e caratterizzata da una linea piuttosto originale, pur richiamando alcuni dettagli della Laguna. Le Mégane dal cuore sportivo hanno una lunga tradizione nei titoli di guida, e tra le prime apparizioni ricordiamo con piacere quelle in V-Rally di Infogrames, in Gran Turismo 2 e nel mitico TOCA Touring Car Championship.

Auto in Gioco 7

Nell'ultimo capitolo del simulatore di Polyphony Digital, la Mégane RS è presente nell'edizione "Trophy" del 2011 ed è caratterizzata da 440 PP (Punti Prestazione), una vettura particolarmente adatta per le competizioni iniziali della carriera e acquistabile per 38 mila crediti. Grazie al 2,0 Litri da 265 cavalli, la trazione anteriore, l'eccellente distribuzione dei pesi e i 359 Nm di coppia massima, la due volumi francese si guida con estrema facilità, regalando al pilota virtuale anche qualche sfizio in termini di velocità di punta. Dal punto di vista prettamente tecnico siamo innanzi a un moderno modello Premium, apprezzabile soprattutto nell'iconica livrea "Jaune Sirius 02", sebbene nel titolo di Kazunori Yamahuchi ve ne siano alcuni realizzati con maggiore perizia. La resa delle ombre, infatti, non è sempre perfetta, anche a causa del design peculiare dell'auto, inoltre l'aliasing è particolarmente fastidioso sul tetto, attorno agli sportelli e al cofano. Anche gli interni non sono tra i più curati del titolo, laddove non brilla la resa delle plastiche - anch'esse colpite da aliasing - e il contagiri tipicamente giallo risulta sin troppo sfocato. Purtroppo anche la resa del motore non graffia, piazzandosi tra le peggiori campionature del simulatore giapponese. Nel complesso siamo innanzi a un mezzo interessante da guidare ma non troppo fortunato sotto il profilo tecnico, che saprà comunque regalarvi buone soddisfazioni in pista soprattutto nelle rilassate competizioni della Lega Nazionale A. In Forza Motorsport 5 la Mégane RS è presente nella cosiddetta versione "250" del 2010, leggermente meno potente della Trophy ma comunque godibile per la categoria d'appartenenza. Inclusa nella classe C416, e dunque da portare in officina virtuale per essere resa realmente competitiva, la due volumi francese viene venduta a 32 mila crediti ed è un'ottima scelta per i primi approcci al simulatore dei Turn 10; è infatti un'auto equilibrata, stabile e frizzante anche senza il supporto degli aiuti elettronici, comportandosi da genuina trazione anteriore. Il modello poligonale è eccezionale negli esterni, ricco di dettagli ben definiti come i poderosi cerchi bruniti e il grande scarico a singola uscita, inoltre è uno di quelli che si danneggia più realisticamente all'interno del gioco, pur soffrendo dell'immancabile aliasing ben visibile sopra le minigonne e sulla calandra. Gli interni, invece, non fanno gridare al miracolo per la resa di plastiche e tessuti, sebbene si notino alcuni dettagli - come le cuciture gialle del volante - indubbiamente apprezzabili. Il motore, purtroppo, pur essendo più vigoroso e incisivo di quello presente in Gran Turismo 6, risulta anonimo e poco modulare. La vettura non è ufficialmente presente in Assetto Corsa, tuttavia è possibile scaricare una mod gratuita non definitiva dell'ACM Team Modding, apprezzabile soprattutto per quel che concerne la realizzazione dei dettagli esterni. Gli interni del modello poligonale, purtroppo, sono decisamente meno raffinati rispetto a quelli sviluppati da Kunos Simulazioni, mentre le dinamiche di guida offrono il fianco ad alcune criticità: la sterzata, ad esempio, appare sin troppo ampia e goffa, e nel complesso la conduzione del mezzo manca del "quid" che caratterizza le auto ufficiali. Insomma, al momento si tratta soprattutto di un buon CAD da inserire in pista come avversario controllato dalla CPU, piuttosto che una valida vettura da godere in prima persona. Se volete portarvi nel garage una nuova Mégane RS ultima serie sono necessari circa 27 mila Euro, mentre ne bastano 15 mila per un esemplare del 2011.

L'esotica - Ferrari LaFerrari

"Dopo aver chiamato una vettura Enzo, era difficile dare un nome alla successiva: siccome non potevamo chiamarla Dio, allora ho scelto il nome LaFerrari, perché volevamo dare la sensazione di eccellenza: non è una Ferrari, ma LaFerrari, la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed è l'antesignana di ciò che nei prossimi cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro". In occasione di una conferenza stampa tenutasi l'8 marzo 2013 al Museo Ferrari di Maranello, con queste altisonanti parole l'ormai ex presidente del Cavallino Rampante Luca Cordero di Montezemolo spiegò ai giornalisti presenti le ragioni del curioso nome donato all'ultima "hypercar" della casa, una scelta sicuramente non facile ma che può essere in parte raccontata dai freddi numeri. Il 12 cilindri a V di 6.262 centimetri cubici, combinato con un propulsore elettrico e sistema di recupero di energia HY-KERS, è capace di erogare la bellezza di 963 cavalli e raggiungere i 900 Nm di coppia massima, oltre che spingere la fuoriserie italiana da 0 a 200 chilometri orari in meno di 7 secondi, dati che scolpiscono nel fuoco l'esuberanza e il livello tecnologico dell'ultima ammiraglia fra le rosse, un vero e proprio missile su quattro ruote che combina prestazioni da capogiro a una linea mozzafiato, plasmata dai designer di Maranello e, soprattutto, dalla galleria del vento. Presentata ufficialmente il 5 marzo 2013 al Salone dell'automobile di Ginevra, la vettura è stata accolta con grande entusiasmo dagli appassionati, un sogno divenuto realtà per 499 facoltosissimi collezionisti, che ne avevano prenotato tutti gli esemplari ben prima dell'annuncio ufficiale della Ferrari.

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Tradotta dalle più recenti tecnologie viste in Formula 1, come il succitato sistema KERS, si tratta di un'auto che difficilmente incroceremo per strada, ma che tuttavia, fortunatamente, è possibile guidare su un paio dei nostri simulatori di riferimento. La LaFerrari uscì in esclusiva su Forza Motorsport 5 al lancio del gioco (e dell'Xbox One) attraverso il DLC "LaFerrari Car Pack", una scelta che scatenò asprissime polemiche nei confronti dei Turn 10 per non aver incluso una vettura tanto attesa - e già pronta - all'interno del titolo base, criticato soprattutto per il numero ridotto di contenuti. Nonostante le polemiche, perdurate diversi mesi, la LaFerrari è diventata immediatamente una delle auto più utilizzate all'interno del gioco, spinta dal suo incredibile fascino che l'ha resa anche una delle regine della rinnovata modalità ForzaVista. Inclusa nella classe R881, si tratta purtroppo di una fuoriserie davvero troppo complessa da guidare in assenza di aiuti elettronici, dato che è sufficiente sfiorare l'acceleratore per entrare in testacoda o perdere irrimediabilmente il controllo. Anche con gli aiuti elettronici attivi è sin troppo nervosa per essere spinta al limite, e in uscita dalle curve richiede abilità e concentrazione supplementari rispetto alla maggior parte delle altre vetture. Il modello poligonale è invece semplicemente superbo, sia negli esterni che negli interni, soprattutto quando lo si ammira nei minimi dettagli della voyeuristica modalità ForzaVista. Tra le caratteristiche più incredibili vi sono le appendici degli specchietti, gli enormi cerchi a cinque razze e le pinze dei freni carbo-ceramici Brembo, che esaltano l'aggressiva silhouette schiacciata al suolo disegnata dal Centro Stile Ferrari di Flavio Manzoni. Anche la resa del motore per timbro e modularità rende piena giustizia al gioiello ibrido italiano. Aggiunta di recente su Assetto Corsa, l'ammiraglia di Maranello è una delle hypercar più appaganti e coinvolgenti da guidare all'interno di un simulatore, soprattutto considerando la riproduzione certosina del sistema KERS e persino dei dodici livelli relativi al Traction Control. La vettura si conduce meravigliosamente ed è più semplice da spingere che in Forza Motorsport 5; non si tratta di un paradosso, ma del semplice fatto che nei "sim-arcade" la fisica delle vetture estreme viene spesso riprodotta in maniera approssimativa, esasperandone il comportamento nervoso. Lanciata sullo splendido circuito belga di Spa Francorchamps, la LaFerrari è una vera e propria gioia per i sensi del pilota virtuale, splendida da guidare, vedere e finanche da sentire. Negli esterni il modello poligonale risulta più fedele di quello già eccellente realizzato dai Turn 10, grazie alla palette dei colori maggiormente realistica e alla resa dei riflessi, pur mostrando il fianco ad un pizzico di aliasing su alcuni dettagli. Anche gli interni in chiave racing sono realizzati egregiamente, laddove è evidente la cura riservata ai singoli materiali, ulteriormente impreziositi con l'aggiornamento alla versione 1.0 del titolo. Splendidi infine il vigoroso sound del motore, caratterizzato continui scoppietti della marmitta, e gli effetti sonori netti delle cambiate. Questo gioiello non è purtroppo presente su Gran Turismo 6, ma potete sempre staccare un assegno da circa due milioni di Euro per mettere le mani su uno dei pochissimi esemplari "usati" in vendita.

L'iconica – RUF CTR Yellow Bird

Fondata nel lontano 1939 da Alois Ruf (senior) a Pfaffenhausen, in Germania, la Ruf Automobile GmbH è una celebre casa automobilistica che parte dagli chassis delle "normali" Porsche per realizzare dei veri e propri mostri, e non come semplice elaboratore, ma da vero e proprio costruttore riconosciuto dal governo tedesco, dato che buona parte dei pezzi delle Ruf sono appositamente progettati e costruiti. Alla morte di Ruf senior, avvenuta nel 1974, è subentrato al timone dell'azienda - inizialmente un semplice garage - il ventiquattrenne Alois junior, che, avendo coltivato la passione per le Porsche nell'officina del padre, decise di avviare la progettazione dei primi modelli derivati, sulla spinta delle sperimentazioni condotte dal genitore. Nel 1977 e nell'anno successivo uscirono i primi due modelli tradotti rispettivamente da una Porche 930 e da una 911, ma il vero successo lo si ebbe solo una decina di anni dopo, con la produzione della mitica Ruf CTR nota a tutti col soprannome "Yellowbird". Così chiamata per la caratteristica livrea gialla e il peculiare rumore provocato dalla valvola blow-off, la vettura si distinse per le prestazioni elevatissime, grazie alle quali riusciva a tenere tranquillamente testa a fuoriserie contemporanee come la Ferrari Testarossa e la Lamborghini Countach, superando in velocità massima anche la mitica Ferrari F40. La vettura è storicamente nota per il record di velocità ottenuto sul celebre tracciato del Nurburgring Nordschleife, che ha mantenuto per diverso tempo rendendola leggendaria. Derivata da una Porsche 911 Carrera del 1987, la Yellowbird, spinta da un motore di 3,4 Litri (ottenuti lavorando sui cilindri del 3,2 Litri di base), aveva un peso a vuoto di soli 1.150 chilogrammi, che, in associazione ai 470 cavalli di potenza, le permettevano di raggiungere i 340 chilometri orari di velocità massima, oltre che staccare lo 0-100 chilometri orari in appena 4 secondi. Un bolide entrato nella leggenda e per questo reso disponibile in moltissimi racing game, spinto, fra le altre cose, anche dalla difficoltà per gli sviluppatori nell'acquisire la licenza Porsche ufficiale. Fra gli altri, è possibile guidare la Yellowbird in Driver San Francisco, Forza Horizon, Test Drive, Need For Speed Shift e, fortunatamente, anche in tutti e tre i nostri simulatori di riferimento. Su Gran Turismo 6, purtroppo, nonostante l'importanza storica, si tratta di un modello standard semplificato, acquistabile per 236 mila crediti e dotato di 526 Punti Prestazione. Nota per la sua esuberanza, la vettura tedesca è sin troppo sbilanciata anche con tutti gli aiuti elettronici (fittizi) di default, costringendo il giocatore a continue e repentine controsterzate per non perderne il controllo. Se ciò non bastasse, i freni sono troppo deboli per gestire la potenza bruta sprigionata dal 3,4 Litri, alimentando la frustrazione e le escursioni fuori pista. Il modello poligonale, pur essendo derivato dall'era PlayStation 2, è ben proporzionato e definito, ma manca di numerosi dettagli e soffre di aliasing sul caratteristico spoiler posteriore, attorno al cofano e agli sportelli.

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Nonostante i limiti di progettazione, è comunque un'auto molto bella da osservare durante i replay, mentre il motore risulta valido ma privo delle caratteristiche sfumature dovute al suo iconico turbo. In Forza Motorsport 5 la Ruf CTR Yellowbird costa 310 mila crediti ed è inclusa nella classe A669, sufficiente per evitare grossi interventi nell'officina virtuale. Tra le regine del campionato esotico "Supercar senza era", deve vedersela con la Ferrari F40, la McLaren F1 e la più recente Maserati MC12, in una delle sfide più affascinanti e coinvolgenti in cui lanciarsi in un simulatore di guida. Potentissima, la Ruf CTR è davvero divertente da far derapare, sebbene necessiti di particolare attenzione soprattutto in entrata e in uscita dalle curve. Più equilibrata della controparte realizzata dai Polyphony Digital, è comunque un'auto piuttosto nervosa, che anche in questo caso soffre della potenza limitata dell'impianto frenante, pronto a "tradire" il pilota nei momenti meno opportuni. Il modello poligonale è invece meraviglioso, macchiato solo dall'immancabile aliasing che è particolarmente invadente su fanali, cofano, indicatori di direzione e spoiler posteriore. Gli interni tipicamente racing sono splendidi, laddove spiccano la caratteristica strumentazione analogica delle Porsche (con indicatori circolari) e un piccolo volante nero. Il motore è decisamente ben campionato ed è possibile avvertire i caratteristici sbuffi provocati dal turbo, che ne alimentano la personalità. Approdata alla fine dello scorso anno anche su Assetto Corsa come "regalo di Natale" , la Yellowbird è diventata immediatamente una delle auto più amate del simulatore italiano, forte non solo di una realizzazione tecnica pregevole, ma soprattutto delle emozioni che restituisce al volante, decisamente diverse da quelle offerte dagli altri bolidi disponibili. Si tratta infatti di una vettura che entra in derapata con grande facilità, richiedendo una dose di abilità e pratica extra per essere domata a fondo, ma che tuttavia, magari con qualche aiuto elettronico (fittizio) attivato, riesce a regalare enormi soddisfazioni per fluidità e velocità. I freni, purtroppo, come in Gran Turismo 6 e Forza Motorsport 5, non tengono il passo della potenza del motore, ma il controllo decisamente superiore sulle dinamiche di guida ne limitano (ma non cancellano) gli effetti nefasti. Come specificato, il modello poligonale è dettagliatissimo, ed è così fedele all'originale che in alcune inquadrature dello showroom e dei replay sembra praticamente reale e tangibile. Osservare la Yellowbird schizzare ad oltre 300 chilometri orari è un vero e proprio spettacolo, soprattutto quando gli enormi pneumatici sfiorano i cordoli e vengono influenzati dalle imperfezioni dell'asfalto, magnificate dalla tecnologia Lasercan. Il motore è altrettanto ben riprodotto, profondo e "cattivo" soprattutto ai regimi bassi, con il passaggio dalla seconda alla terza marcia che è musica per le orecchie degli appassionati. Se volete portarvi nel garage di casa una Yellowbird servono circa 300 mila dollari, una cifra comunque "accettabile" se paragonata a quelle necessarie per altri mostri sacri nella storia dell'auto.

L'esclusiva – Ferrari P4/5 Competizione

I collezionisti di auto, com'è noto, sono persone molto facoltose che possono togliersi "sfizi" preclusi ai comuni mortali, come quello di accordarsi con le case automobilistiche per la realizzazione di mezzi esclusivi e su misura, i cosiddetti "One-off". Tralasciando alcune amenità come Ferrari station wagon e simili, i progetti P4/5 e P4/5 Competizione che ci interessano in questa sede sono sicuramente degni di nota, sia per i personaggi coinvolti che per la volontà di omaggiare la mitica Ferrari 330 P3/4 del 1967. Voluta dal collezionista James Glickenhaus, la prima delle due vetture (disegnata da Jason Castriota per Pininfarina) è una sportiva stradale costruita attorno alla base della splendida Ferrari Enzo, un bolide col medesimo telaio e motore leggermente modificato, portato a 660 cavalli a 7800 giri al minuto.

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La P4/5 Competizione, oggetto della nostra analisi, è invece derivata dalla Ferrari 430 Scuderia e soprattutto dalla 430 GT2, dato che è stata concepita per competere in pista, dove nel 2012 si è tolta la soddisfazione di arrivare prima (tra le auto sperimentali) alla 24 ore del Nurburgring. Nella sua versione originale la vettura montava il V8 da 5,4 Litri della Ferrari 430 GT2, per poi essere equipaggiata con un sistema ibrido dotato di KERS che ha ulteriormente elevato la singolarità del mezzo. Esteticamente ispirata alle esotiche linee della vecchia 330 P3/4, già posseduta e restaurata da Glickenhaus, la P4/5 Competizione è una vettura esclusiva presente nel solo Assetto Corsa, dove deve vedersela con bolidi di classe GT2 generalmente superiori in termini di performance. Dotato di 450 cavalli e 500 Nm di coppia massima, infatti, il motore spinge l'auto sino ai 260 chilometri orari (non un vero e proprio missile) e raggiunge lo 0-100 in 3,9 secondi, dati che comunque la rendono decisamente divertente da guidare, anche in virtù del notevole equilibrio che dimostra in pista. Gli interni sono tra i più curiosi dell'intero Assetto Corsa, non solo per l'avvolgente abitacolo racing chiuso in una struttura vetrata a goccia, ma anche per il telaio di rinforzo tubulare che passa in bella vista sopra la testa del pilota. La strumentazione digitale è tipicamente racing e vi è una profusione di dettagli in carbonio, che occupano gran parte del corpo vettura. Precisa e aggressiva, l'auto è inoltre caratterizzata da un motore vigoroso e galvanizzante, che pur non raggiungendo velocità elevatissime dona il meglio di sé sui circuiti misti. Come tutte le One-off, questa vettura esclusiva ha un fascino esotico decisamente particolare, e anche se molto probabilmente non rientrerà tra le vostre preferite nel garage di Assetto Corsa, merita comunque una prova approfondita. Trattandosi di un modello da competizione unico, costruito appositamente per un collezionista, la valutazione è avvolta nel mistero, tuttavia è noto che la P4/5 stradale basata sulla Enzo è costata a Glickenhaus ben quattro milioni di dollari.