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DLC in Zelda: opportunità o blasfemia?

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —  07 Febbraio 2015

Queste tre letterine in sequenza, "DLC", vengono sempre più spesso stigmatizzate dai videogiocatori: una delle rare tematiche che mette d'accordo gli utenti Microsoft e Sony. Di cosa si tratta lo sapete tutti, letteralmente "downloadable content", sostanzialmente contenuti aggiuntivi che ampliano o completano quelli inizialmente proposti da un gioco. E il motivo per cui vengono frequentemente biasimati e accolti come sciagure è la (supposta) scorrettezza delle software house. Non tanto per i costi eccessivi - piaga comunque esistente - quanto per la scissione stessa dal materiale originario: più che protesi od orpelli, numerosi arcinoti DLC sono (appaiono, lasciamo il beneficio del dubbio) costole sradicate dal prodotto originario e vendute a parte solo per aumentare l'esborso degli utenti. Piuttosto che cesellare un'opera per poi eventualmente ampliarla in seguito, con la scusa dei DLC gli sviluppatori generano dei software monchi in attesa delle scontate (non finanziariamente!) stampelle: la tesi dei videogiocatori, almeno di quelli contrari ai contenuti aggiuntivi, è proprio questa. Dato che l'argomento risulta abnorme e questa rubrica segue principalmente Nintendo, ci limitiamo ad orchestrare un piccolo discorso sulla situazione, in questo campo, dell'azienda giapponese; perché anche coi DLC, come frequentemente avviene, merita una trattazione diversa dalle altre società. Il rapporto coi contenuti aggiuntivi è iniziato tardi, molto più tardi rispetto ad altre compagnie (sia occidentali che orientali), e per ora è poco articolato, non diversamente da altri servizi online. Tuttavia i possessori Wii U non possono lamentarsi di quanto avuto finora: limitandoci ai due principali titoli EAD dotati di DLC, ovvero New Super Mario Bros. e Mario Kart 8, è evidente quanto servano ad ampliare - e non a completare - il prodotto iniziale. Il tutto a un prezzo più che onesto, elemento - per Nintendo - ancora più sorprendente. Ma cosa potrebbe accadere se venissero applicati a brand più prestigiosi, come Super Mario (3D) o, peggio, The Legend of Zelda?

Uno, nessuno e centomila: può funzionare in Zelda, o saremo sempre Link?

Il nuovo The Legend of Zelda

Bisogna specificare innanzitutto che le reazioni ai DLC Nintendo sono state tendenzialmente positive. Da parte dei giocatori quindi non è stato eretto un muro d'opposizione in stile "senza se e senza ma", tutt'altro: alcune polemiche sono sorte comunque, ma raramente le abbiamo trovate sensate, ovvero motivate dai fatti, e la percentuale dei contestatori risulta irrisoria rispetto a chi ha scaricato e apprezzato i contenuti aggiuntivi. In questo articolo daremo per scontata una cosa, e cioè che l'atteggiamento tenuto finora da Nintendo non muti col passare del tempo: dovessero anche apparire DLC in The Legend of Zelda, li immaginiamo in linea con quelli realizzati finora. Non è chiaramente una nostra previsione, né una presa di posizione: semplicemente vorremmo parlarvi - e sentire le vostre opinioni - su come dei contenuti aggiuntivi possano arricchire un titolo del genere, e se c'è un margine d'azione perché ciò accada. Poiché, dal nostro punto di vista, un'operazione simile potrebbe davvero valorizzare ulteriormente The Legend of Zelda. E in particolare il prossimo episodio, sul quale abbiamo già teorizzato a lungo. Il ritorno a un approccio open world è ormai cosa nota, assodata e ribadita a più riprese da Nintendo; ci sarà una mappa di gioco che, se sviluppata a dovere, in molti punti non sarà elaborata a "misura di Link".

Gran parte degli elementi non saranno mono-funzione, ovvero da attivare in un momento prestabilito: un insieme questo che comprende non solo le porte chiuse a chiave, ma anche gli interruttori, gli "inserti" per l'hookshot e via dicendo. La maggioranza delle rocce, dei laghi e delle sporgenze che costituiranno la nuova Hyrule probabilmente garantiranno più interpretazioni diverse in base alla situazione, rifiutando implicitamente la pregnanza di significato sottintesa dagli elementi mono-funzione citati prima. Astrazioni a parte, in cosa si potrebbe tradurre questa impostazione? Sicuramente in un mondo esplorabile da Link, ma non solo da lui. Affermazione apparentemente scontata, ma del tutto folle se, ad esempio, applicata a Skyward Sword: in quel contesto tutto era declinato in relazione alle armi e alle mosse del protagonista, non diversamente da quanto avviene in Super Mario. Ma tutto questo cosa c'entra coi DLC?

Olivio e Bado

C'entra, c'entra eccome. Almeno potenzialmente. Perché altri titoli dalla simile impostazione, citiamo il solito Skyrim come esempio comprensibile a tutti, tentano di approfondire le dinamiche open world attraverso la personalizzazione del personaggio. Questo sia dal punto di vista etico, sia da quello prettamente ludico: un avventuriero può essere maggiormente dotato nel combattimento, nel tiro con l'arco, nella magia.

Qualsiasi percorso si decida di intraprendere, ne risulta alterata la percezione del gioco. Che Zelda non ricalchi questa struttura già adesso lo daremmo per scontato: Hyrule cesserà di essere a misura di Link, ma Link resterà il solito personaggio, senza troppo spazio per la personalizzazione. Lasciare troppa libertà in questo campo significherebbe, per gli sviluppatori, non poter approfondire argomenti centrali per la saga, e Nintendo ha sempre dato la priorità alla qualità (sviluppo verticale) rispetto alla quantità (sviluppo orizzontale). Se il prossimo The Legend of Zelda verrà scolpito con abilità, il solo Link sarà sufficiente a originare un'opera di gran caratura; al tempo stesso però la nuova Hyrule potrebbe garantire ulteriori margini d'esplorazione, e sarebbe un peccato non sfruttarli. Come? Be', dato che l'eroe della saga è uno e uno soltanto (fino a prova contraria), e che le meccaniche da puro gioco di ruolo non rientrano nei piani Nintendo, rimane una interessante terza via: creare una "seconda quest" con un altro protagonista, dettagliato e caratterizzato quanto Link, ma molto diverso da lui. Magari con località inedite da visitare, ma solo in minima parte: l'idea sarebbe proprio quella di donare un'ulteriore chiave di lettura a un mondo che, teoricamente, dovrebbe suggerirne a decine. Di percorsi paralleli a quello principale in The Legend of Zelda, soprattutto in ambito poligonale, ce ne sono già molti: da quelli di Ganondorf e Sheik in Ocarina of Time a quelli di Bado, Impa e Zelda in Skyward Sword.

Questa è sicuramente un'ipotesi da non scartare: non tanto porre il giocatore dall'ottica del nemico, quanto far rivivere gli stessi scenari con personaggi simili a quello principale, ma con delle caratteristiche, delle abilità e delle armi (e degli obbiettivi) diversi. Il distacco però potrebbe essere ancor più radicale e, forse, interessante. Pensate ad esempio al piano superiore della casa di Olivio, il fotografo di The Wind Waker, dove sono custodite tutte le sue opere più ardite: quanti di voi passandoci accanto - ed ascoltandone i retroscena - sono riusciti a non mettersi nei suoi panni? Stesse isole, stesso luogo, caratteristiche opposte: un personaggio barbuto e goffo armato d'una semplice macchina fotografica, concentrato a nascondersi, evitare pericoli e scattare al momento opportuno. I nuovi sentieri inoltre potrebbero essere non solo affiancati, ma addirittura intersecati al percorso di Link: controllare Sheik significherebbe posizionarsi al momento giusto nel luogo giusto, così da insegnare la melodia all'eroe. Ci potrebbero essere dei dungeon per delle coppie (in stile The Wind Waker), attraversabili offline insieme alla CPU ma anche online, in cooperazione con un altro giocatore; all'uscita del sotterraneo poi si potrebbe seguire la storia del Goron di turno (qui ci riferiamo a Phantom Hourglass), piuttosto che quella di Link. E, già che ci siamo, lo stesso Goron esploratore di Skyward Sword potrebbe essere un altro "eroe per caso": con lui, piuttosto che salvarla, Hyrule dovremmo studiarla. Le possibilità sono davvero numerose, e sarebbe un peccato se non venissero sfruttate in alcun modo. Anche perché, visti i tempi e gli attuali costi di sviluppo, difficilmente vedremo ancora due The Legend of Zelda sulla stessa home console (sempre che sia mai stata una soluzione ottimale). Dei DLC simili allontanerebbero diversi dubbi in un'unica soluzione: la situazione preferita di Miyamoto.