Ferro battuto 10

Un nuovo picchiaduro firmato dalla leggenda di Street Fighter Seth Killian

PROVATO di Andrea Centini —   10/08/2015

Indice

Nel panorama dei cosiddetti e-sport, l'EVO (Evolution Championship Series) rappresenta la massima competizione internazionale per ciò che concerne i picchiaduro, un evento annuale seguito con passione da tutto il mondo nel quale i campioni si affrontano sui migliori esponenti del genere. Tra le figure di spicco che hanno dato lustro al torneo, oltre ai fondatori Tom e Tony Cannon, c'è anche il mitico Seth Killian, un personaggio amatissimo dagli appassionati di Street Fighter per il suo profondo legame con la serie di Yoshinori Ono, con un trascorso da giocatore professionista sbocciato nel ruolo di consulente e community manager presso Capcom US, senza dimenticare il suo impegno da commentatore carismatico in seno all'EVO. Per capire quanto Killian sia influente nell'universo di Street Fighter, basti sapere che il boss finale del "quarto" capitolo ufficiale della saga - e successive iterazioni - porta nientemeno che il suo nome. Dopo una parentesi alla corte dei Santa Monica Studios, Killian, assieme ai Cannon, autori fra le altre cose del middleware GGPO (Good Game Peace Out) sviluppato per abbattere i problemi di lag, si è lanciato nella costituzione di una software house indipendente, ovvero la Radiant Entertainment, che dopo un primo esperimento col city builder strategico Stonehearth ha iniziato a progettare proprio un picchiaduro. Annunciato durante il recente EVO, Rising Thunder si trova attualmente in fase di alpha tecnica (se volete registrarvi cliccate sul seguente link), e noi lo abbiamo testato a fondo.

Tradizione e innovazione in Rising Thunder, il picchiaduro firmato da Seth Killian

Mazzate gratuite

Come probabilmente immaginerete, viste le incredibili premesse a sostegno del progetto, Rising Thunder non è un picchiaduro qualsiasi, e per averne una prima idea è sufficiente affidarsi ai pensieri dello stesso Killian sul suo genere più amato: "Innanzitutto si tirano fuori sessanta dollari, poi segue la fase di allenamento, e dopo un periodo che va dai tre ai sei mesi, si inizia a giocare seriamente. C'è soddisfazione in tutto questo, ma non sempre c'è il tempo per raggiungerla".

In parole semplici, secondo Killian i picchiaduro sono costosi e complessi da padroneggiare, caratteristiche che taglierebbero fuori dai giochi una percentuale altissima di potenziali acquirenti. Con Rising Thunder gli sviluppatori vogliono sovvertire questa tendenza, e il primo passo risiede nella pubblicazione del proprio gioco (su PC) sotto forma di cosiddetto free to play, dove le microtransazioni saranno tuttavia legate alle sole componenti estetiche per personalizzare i personaggi, nel caso specifico robot dalle sembianze umanoidi. La difficoltà nell'eseguire le mosse speciali, ovvero le classiche combinazioni e rotazioni della leva sinistra in connubio con i pulsanti, secondo Radiant Entertainment rappresenta il secondo punto a sfavore dei picchiaduro, e così hanno pensato di eliminarle del tutto delegandole alla semplice pressione di un tasto. Dimenticatevi le iconiche mezzelune in avanti per lanciare un hadouken o la sequenza avanti-giù-giù/avanti per l'uppercut più famoso della storia dei videogiochi (shoryuken), in Rising Thunder sarà sufficiente premere un solo tasto per sortire i medesimi effetti. Le mosse speciali, suddivise in Alpha, Beta e Gamma, oltre a poter essere sostituite prima dei combattimenti (ogni personaggio ha un loadout modificabile), sono caratterizzate da un cooldown variabile in base all'efficacia, esattamente come le abilità di un MOBA. Al di là delle tre mosse speciali, ciascun personaggio possiede tre colpi normali (i classici leggero, medio e potente), le prese di base e due barre ricaricabili, una in giallo dedicata a una "super mossa" assimilabile alle Ultra di Street Fighter 4 e un'altra in blu relativa al cosiddetto potere Kinetic.

Quest'ultimo può essere impostato nel loadout in due modalità distinte: il Kinetic Deflect si attua premendo contemporaneamente due pulsanti dedicati alle mosse speciali e serve a interrompere una combo dell'avversario, mentre il Kinetic Advance stoppa la propria esecuzione attraverso un classico Dash (scatto in avanti o indietro) o con un salto. Gli appassionati di Street Fighter avranno subito intuito il retaggio di tali soluzioni, pescate a piene mani dal terzo e quarto capitolo della celebre saga di Yoshinori Ono. Nonostante la semplificazione dovuta alle mosse speciali legate ai pulsanti, oltre all'immediatezza Rising Thunder offre comunque una buona dose di profondità, essendo presenti molte delle caratteristiche apprezzate nei "mostri sacri" del genere, come colpi in aria in sequenza (juggle), combo complesse, rimbalzi contro il muro e mosse che ci rendono momentaneamente invincibili. Trattandosi di un'alpha ci sono ancora diversi aspetti da bilanciare e abilità da equilibrare, ciò nonostante la base del gioco è estremamente solida, divertente e appagante, dove emerge con forza l'esperienza pluriennale e la passione degli sviluppatori per il genere.

Rise of the Robots

Benché i protagonisti siano robot, fortunatamente l'opera di Seth Killian non ha nulla a che spartire con uno dei flop più colossali dell'epoca Amiga (1994), un titolo che ancora oggi è in grado di generare scompensi agli appassionati. I personaggi, al momento sei in tutto, hanno un design allegro e scanzonato, che si riflette anche nei nomi delle mosse e nelle frasi citate durante gli scontri, ovviamente espresse nell'idioma del paese d'origine come vuole la tradizione.

Vlad, il robot russo, è grosso e lento come Zangief, ma è dotato di un vero e proprio Shoryuken e può volare per un limitato periodo di tempo grazie al jetpack; Chel, originaria del Messico, spara sfere infuocate e predilige combo e attacchi mordi e fuggi; il sudcoreano Crow lancia fastidiosissime granate e punta tutto sullo spezzare la difesa avversaria grazie alla sua velocità; Edge, nonostante sia cinese, è il classico robot da anime giapponese munito di spada e capace di potentissime combo; l'americana Dauntless è una sorta di potente pugile con caratteristiche intermedie; infine Talos, un grosso automa greco ispirato ai soldati spartani, è votato principalmente al combattimento ravvicinato e al puro grappling (gioco di prese). Pur essendo pochi, i personaggi di Rising Thunder sono ben differenziati fra loro, e ciascuno di essi viene inquadrato da un livello di difficoltà complessivo e da un grafico che ne evidenzia salute, velocità, tecnica, difesa e attacco. I match si basano sempre su tre round, ma curiosamente ciascuna partita classificata è al meglio delle tre sfide, per concedere una seconda possibilità allo sconfitto.

Partita dopo partita si sale di livello e aumenta il proprio Tier, utile ai fini del matchmaking per raggruppare giocatori di pari abilità. Attualmente ci sono la sola modalità training e i match classificati, non è nemmeno possibile giocare in locale contro un amico. I comandi, completamente personalizzabili, sono funzionali per essere goduti anche attraverso la tastiera, proprio alla luce delle mosse speciali delegate ai pulsanti, tuttavia il joypad (quelli Xbox sono completamente compatibili) o un ancor meglio un joystick restano l'opzione più efficace. Purtroppo è disponibile una sola arena ambientata in un deserto piuttosto avara di dettagli, ciò nonostante Rising Thunder si difende abbastanza bene dal punto di vista tecnico; nulla che faccia gridare al miracolo, ma ad eccezione di qualche compenetrazione poligonale i personaggi sono ben animati, hanno texture sufficientemente definite e l'hitbox è quasi sempre preciso. Il gioco è basato sull'ultima iterazione del già citato middleware GGPO, e dobbiamo sottolineare che nonostante i server siano attualmente tutti in America risulta nel complesso fluido e godibile, al netto di qualche sporadico rallentamento legato alla latenza. Ancora troppo presto per esprimere un giudizio concreto, ma la base e le premesse di questo nuovo picchiaduro sono indubbiamente interessanti.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i7-4790 3,60 GHz
  • Memoria: 8 GB RAM
  • Scheda Video: MSI Geforce GTX 980
Requisiti minimi
  • Sistema Operativo: Windows 7 64-bit o superiore
  • Processore: Intel Core 2 Quad, 2.8 Ghz or AMD Phenom X4
  • Memoria: 4 GB RAM
  • Scheda Video: Radeon HD 7770 or Nvidia GeForce GTX 550 Ti
Requisiti consigliati
  • Sistema Operativo: Windows 7 64-bit o superiore
  • Processore: Intel Core i5, 3.4 GHz
  • Memoria: 8 GB RAM
  • Scheda Video: Nvidia GeForce GTX 760

CERTEZZE

  • Sistema di controllo intuitivo ma profondo
  • Buon netcode nonostante i server oltreoceano
  • Sarà un vero free to play
  • Si vede la mano di Seth Killian

DUBBI

  • Potrebbe non piacere ai "puristi della mezzaluna"
  • Quantità di contenuti
  • Personaggi non sempre carismatici