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Un libro, un film e un album musicale da consigliare ai fan di Max Payne

SPECIALE di Rosario Salatiello   —   26/02/2016

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Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai suggerimenti, nella quale come ormai di consueto usciamo dall'ambito dell'intrattenimento elettronico per proporvi opere legate ad altri tipi di passatempi. L'unico elemento che le accomuna è quello di poter piacere, secondo il nostro insindacabile giudizio, a chi ama un determinato videogioco: dopo aver dedicato l'ultima occasione a Dark Souls, ci è sembrato doveroso riservare questo nuovo appuntamento a Max Payne, antieroe a tinte noir creato da Remedy Entertainment nel 2001. Mettetevi comodi e assicuratevi di avere la carta di credito a portata di mano per acquistare eventualmente ciò che vi suggeriremo: si comincia!

Cosa c'entrano Humphrey Bogart, John Woo e un gruppo musicale di Los Angeles con Max Payne? Scopritelo!

Il libro: Il Falcone maltese

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Gli sviluppatori di Max Payne non hanno mai fatto mistero di aver tratto ispirazione da tantissimi lavori appartenenti al passato, inserendo riferimenti vari anche nello stesso videogioco. Dal punto di vista letterario, a giocarsela sono due libri in particolare: Il Grande Sonno di Raymond Chandler e Il Falcone Maltese di Dashiell Hammett. Se proprio siete costretti a scegliere vi suggeriamo il secondo, ma dobbiamo comunque ringraziare entrambi per aver fatto affermare nella prima metà del '900 il romanzo poliziesco hard boiled, di cui Max Payne è senza dubbio discendente. Tra le caratteristiche principali dei protagonisti di questo genere, troviamo una particolare passione per il pericolo e per gli scontri violenti, affrontati sempre con un atteggiamento da duro e una personalità a metà tra il riflessivo e il disincantato. A completare la figura classica troviamo l'attrazione per le donne e in particolare per la cosiddetta femme fatale, interpretata in modo egregio in Max Payne da Mona Sax. Oltre che all'abilità con la penna dei due scrittori, l'ingresso nell'immaginario collettivo dei due protagonisti Philip Marlowe e Sam Spade si deve in buona parte anche ad Humphrey Bogart, una delle più grandi stelle della storia del cinema: fu infatti lui a interpretarli entrambi sul grande schermo, lasciandone un'immagine indelebile nella memoria degli appassionati. Per questo motivo, oltre ai libri potete raddoppiare e filare dritti a guardare anche i relativi film!

Il film: Hard Boiled

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Dopo aver bruciato Humphrey Bogart nel paragrafo precedente avremmo potuto risparmiare tempo e suggerirvi il film dedicato a Max Payne, uscito nel 2008, ma la candidatura ai Razzies ottenuta dall'interpretazione di Mark Wahlberg e il 16% su Rotten Tomatoes ci spingono a guardare altrove. Per l'iconico bullet time avremmo potuto scegliere Matrix, o passando a film più recenti John Wick per le analogie del suo protagonista con l'antieroe di Remedy, ma alla fine la nostra scelta ricade su Hard Boiled di John Woo. Una scelta dettata anche da una delle modalità di gioco presenti nel primo Max Payne, intitolata proprio come la pellicola risalente al 1992, l'ultima girata da John Woo a Hong Kong. Una pietra miliare che ha consacrato definitivamente il regista a maestro del genere d'azione, prima del suo trasferimento a Hollywood. Pur firmando successi come Face-Off, per molti il vero John Woo è restato per anni quello che ha saputo dare al proprio luogo d'origine un fascino tutto particolare, grazie a un ritmo serrato e a una maniacale cura per ogni dettaglio nella rappresentazione delle sparatorie. Hard Boiled è un concentrato d'azione da circa due ore, che trova il proprio culmine all'interno di una delle sparatorie cinematografiche più famose della storia: il gunfight finale nell'ospedale, può infatti vantarsi di essere uno dei più lunghi di sempre. Il tutto a suon di pallottole sibilanti tra bambini appena nati e malavitosi da eliminare, con tanto di effetti al rallentatore che anticipavano un po' il bullet time reso famoso dai fratelli Wachowski nel 1999, per poi essere ripreso in Max Payne due anni dopo.

L'album: Death Magic

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Nel prendere in considerazione la figura di Max Payne sarebbe ingiusto dimenticare il terzo capitolo della trilogia, uscito nel 2012. Per questo motivo, se avete amato la sua colonna sonora vi diamo il nome di un gruppo: Health. La band di Los Angeles si è infatti occupata dell'intera colonna sonora di Max Payne 3, con la sola eccezione di un brano composto dal rapper brasiliano Emicida. L'ottimo lavoro svolto dagli Health ha permesso loro di ottenere diversi riconoscimenti tra nomination e premi, facendosi ricordare soprattutto per il brano Tears che faceva da sfondo all'eccellente scena finale del gioco, ambientata nell'aeroporto. Il genere musicale suonato dagli Health è individuato col termine noise rock, a evidenziare l'attitudine stilistica che vede una disintegrazione del suono armonico grazie all'uso di dissonanze e atonalità, a volte in modo anche particolarmente massiccio. Un tipo di musica per forza di cose difficile da digerire se non avete familiarità con esso, ma allo stesso tempo in grado di sorprendere anche l'ascoltatore inizialmente più scettico grazie alle sue radici che affondano a cavallo tra gli anni '70 e '80, decennio che vide l'esplosione del noise rock in America. Tornando al gruppo Health, esso è attivo dal 2005 e può contare la pubblicazione di tre diversi album registrati in studio: Health, Get Color e Death Magic. Noi vi consigliamo l'ultimo in ordine cronologico, ma nel caso in cui questo dovesse piacervi immaginiamo che nulla possa vietarvi di recuperare anche gli altri due.