10

Shadow of The Colossus diventa un survival

Prey for the Gods promette un'avventura veramente epica

ANTEPRIMA di Emanuele Gregori   —   18/07/2016
Praey for the Gods
Praey for the Gods
News Video Immagini

Oramai sembra quasi una prassi la necessità di passare per piattaforme come Kickstarter quando un nuovo studio decide di entrare nel mercato. Questa necessità finanziaria non è estranea a No Matter Studios: team nato un paio d'anni fa in quel di San Francisco e che proprio in questi mesi è nel pieno dello sviluppo di Prey for the Gods. Il titolo, annunciato quasi in sordina nell'ottobre dello scorso anno, ha smosso fin da subito le acque, mostrando uno stile ed un gameplay che sembravano unire insieme i boss di Shadow of The Colossus, l'eroina alla Lara Croft e un sostrato survival come va tanto di moda di questi tempi. Nonostante qualche mese di assenza dai riflettori e in concomitanza con una campagna kickstarter ad una manciata di giorni dalla chiusura, Prey for the Gods torna a far parlare di sé.

Prey for the Gods promette un'avventura veramente epica e senza sconti

Sola nella neve

Ciò che è chiaro fin da subito a chi si spende per vedere anche solo i pochissimi minuti di gameplay già in nostro possesso, è che la protagonista, per una motivazione a noi sconosciuta, si trova a vivere in un habitat totalmente inospitale. Una qualche regione perennemente innevata è la sua casa e i suoi averi non sono che un rampino ed un arco.

Shadow of The Colossus diventa un survival

A partire da queste premesse piuttosto standard, quello che si va dipanando e che gli sviluppatori ci tengono a sottolineare è la totale assenza di linearità dell'avventura. Ogni giocatore deciderà come affrontare e sopravvivere a questo luogo. Ciò che sembra chiaro è che l'esplorazione e l'idea di gameplay survival dovrebbe essere alla base dell'intera progressione. Con un sistema di crafting e la necessità di mangiare, bere, riscaldarsi e non ammalarsi, il gioco sembra realmente unire l'action platform agli stilemi dei vari Ark, Rust e compagnia. Il gioco è ben lontano dall'arrivo sul mercato, previsto per la fine del 2017, ma è chiaro come gli sviluppatori siano ad un punto già parecchio avanzato dei lavori, con una pre-alfa (di cui si possono già trovare alcuni gameplay online) che sembra mostrare un mondo ben caratterizzato, ma chiaramente non molto popolato. Ciò che lascia parecchio a desiderare allo stato attuale delle cose sono ovviamente le animazioni, sulle quali probabilmente si concentreranno più avanti. Grande punto di domanda rimane l'estensione della mappa e la diversificazione delle aree, magari con la possibilità di ritrovarci con alcune più alte ed innevate di altre, ma il tutto resta ancora un mistero. Certa è la presenza del meteo dinamico, che unito alla struttura survival renderà elementi come le tempeste di neve un qualcosa di parecchio arduo da affrontare. Tutto ciò va a delineare un quadro interessante, ma da testare con mano tra qualche tempo.

Ma che occhi grandi che hai!

Il riferimento a Shadow of The Colossus fatto in apertura non è una semplice citazione. Gli stessi sviluppatori ne parlano come principio base di gameplay. Proprio per questo la ricerca dei grandissimi boss e il loro abbattimento rappresenteranno la sfida più grande e stimolante dell'avventura. A differenza del titolo del Team Ico, in Prey for the Gods non sembrano essere gli unici avversari a popolare la terra nella quale è ambientato il gioco, ma è chiaro come siano certamente loro i nostri principali obiettivi.

Shadow of The Colossus diventa un survival

Proprio per questo, e parlando nello specifico di quella che è la corsa al finanziamento del titolo, fa un po' storcere il naso leggere tra i cosiddetti "stretch goal" - ovvero gli obiettivi bonus della campagna di finanziamento - la possibilità di arrivare ad aggiungere ulteriore tre boss, portandone il numero totale a otto. Perché sì, stando alle parole del team, il loro progetto attuale comprende solamente cinque colossi, ed è indubbio che a causa di questo qualche dubbio sulla corposità dell'opera si è presentato nella stessa dei curiosi. Per essere ancor più chiari, gli sviluppatori chiedono trecentomila dollari per il finanziamento al gioco, dei quali più di due terzi sono già stati raccolti. Considerando che mancano poco più di due settimane alla chiusura della campagna e che gli ulteriori tre boss sono posizionati a settecento, ottocento e novecentomila dollari, appare abbastanza improbabile la loro messa in produzione. Tra gli altri goal troviamo le versioni console del gioco, l'aggiunta di armi e armature, nuova animazioni, una colonna sonora tutta orchestrata e, in ultimo, al raggiungimento del milione, una modalità survival nella quale affrontare tutti i boss uno dopo l'altro.

Un arco e poche frecce

Parlando brevemente di ciò che riguarda il combat system, sembra abbastanza chiaro come, almeno attualmente, l'unica arma in possesso della protagonista risulti essere il suo arco. A questo si affiancano un numero estremamente limitato di frecce, che presumibilmente sarà possibile costruirsi e che, già si sa, potremmo raccogliere dopo l'utilizzo se a portata di mano.

Shadow of The Colossus diventa un survival
Shadow of The Colossus diventa un survival

Le pochissime sezioni action viste finora non fanno certo gridare al miracolo. Sono basate sulla semplice pressione di un tasto per prendere la mira e da rilasciare per scoccare la freccia nella direzione indicata. Semplice ma efficace. Questo per quanto riguarda gli avversari che è possibile incontrare durante l'esplorazione. I nemici sembrano essere dei semplici spiriti del posto, neanche troppo aggressivi, che colpiti con una singola freccia svaniranno, lasciandoci nuovamente alla desolazione più totale. Diverso discorso per quanto riguarda i colossi, i quali sembrano necessitare di un approccio decisamente più attento e ragionato, con fasi platform necessarie a scalarne le decine di metri di altezza fino ad arrivare a quelli che presumibilmente rappresenteranno i punti deboli del boss. Anche la tipologia di colosso da affrontare cambierà le carte in tavola, tra quelli terreni e quelli volanti, le uniche due tipologie viste finora. Ci troviamo di fronte ad un titolo dalle grandi potenzialità in termini di immedesimazione e che tocca nel profondo tutti coloro i quali hanno lasciato un pezzo di cuore in Shadow of the Colossus. Se uniamo il tutto ad un comparto artistico che sembra poter dire la sua, è chiaro come Prey for the Gods è un titolo che non possiamo necessariamente trascurare. Curiosi come siamo di saperne di più, ci sarà sicuramente modo di tornare sulla prima opera di No Matter Studios prima del suo arrivo sul mercato.

CERTEZZE

  • Aspetto artistico che non lascia indifferenti
  • L'unione dei diversi stili di gameplay sembra funzionare
  • Ci sono i colossi... basta e avanza...

DUBBI

  • ...ma sono pochi e questo spaventa
  • La varietà delle situazioni
  • Le animazioni al momento presentano parecchi problemi