Breath of the Wild - Voci dal Sottobosco  62

Eiji Aonuma parla della nuova, attesissima avventura di Link per Wii U e Switch

RUBRICA di Christian Colli   —  10 mesi fa

In una recente intervista, Eiji Aonuma ha affermato: "Credo che [Breath of the Wild] sia il The Legend of Zelda più completo e rifinito che avremmo potuto realizzare in questo momento. Ma questo è ciò che sento io e non significa che in futuro non riusciremo a superarlo. Non esistono montagne insormontabili". L'ottimismo di Aonuma circa i prossimi episodi della saga non allevia neanche un po' l'attesa spasmodica dei fan di Link che non vedono l'ora di mettere le mani sulla sua nuova avventura, magari sulla nuova console Nintendo, Switch, che tante polemiche ha sollevato ma che sembrerebbe proprio essere l'hardware consigliato per gustarsi Breath of the Wild al massimo. Il gioco uscirà insieme alla console il prossimo marzo ed è sostanzialmente la punta di diamante di una lineup discutibile, la proverbiale killer application che probabilmente ogni early adopter si porterà a casa insieme alla scatola di Switch. Tuttavia, Breath of the Wild non è solo uno "Zelda da lancio", ma una rivoluzione in seno al franchise che è stata attentamente ponderata per anni...

Il nuovo The Legend of Zelda ha già incantato tutti e Eiji Aonuma ci spiega anche perché

Il potere della voce

C'è una cosa, in Breath of the Wild, che ha colpito i fan di Zelda fin dal primissimo momento in cui l'hanno notata: il doppiaggio. Il nuovo The Legend of Zelda è anche il primissimo titolo della serie a essere doppiato. I personaggi parlano e comunicano a voce con Link, anche se Aonuma suggerisce che non si tratta di una scelta puramente tecnica. "Io ritengo che si instauri un legame più profondo con i personaggi che ti parlano mentre giochi. Permette di conoscerli meglio e di comprendere le loro motivazioni".

Allora come mai i precedenti The Legend of Zelda non sono stati doppiati? A rigor di logica, Nintendo avrebbe dovuto cominciare a impiegare delle voci già ai tempi di Ocarina of Time e sicuramente nell'ultimo episodio a essere stato sviluppato in ordine cronologico, Skyward Sword. "In effetti ci abbiamo pensato molte volte, ma prima d'ora non abbiamo potuto implementare il doppiaggio e, nel caso di Breath of the Wild, c'è un motivo preciso se Link può finalmente udire quello che dicono gli altri personaggi. Non posso aggiungere altro perché vi rovinerei la storia". Sembra quasi che Nintendo abbia giustificato l'implementazione delle voci a livello narrativo, forse collegandolo alla misteriosa tavoletta Sheika che tanto assomiglia al GamePad di Wii U. Ricordiamo, infatti, che Breath of the Wild sarebbe dovuto uscire originariamente per Wii U e la versione Switch per poco non è slittata di mesi. In questo senso, è quasi un miracolo che Nintendo sia riuscita a rispettare il lancio della console a marzo, soprattutto alla luce del doppiaggio. "Non è stato facile localizzare i dialoghi in tempo, specialmente per quanto riguarda l'Europa, tuttavia ci tenevano che i fan di The Legend of Zelda riuscissero a godersi il gioco nella loro lingua". Nel caso ve lo steste chiedendo... sì, Breath of the Wild sarà doppiato anche in italiano e, considerando l'impostazione dell'ultimo trailer pubblicato da Nintendo, le chance di trovarci di fronte a una specie di filmone a cartoni animati sono piuttosto concrete. A proposito dell'ultimo trailer, non crediamo di essere stati gli unici a notare un'atmosfera più tenebrosa rispetto al passato. Si parla di catastrofi, di qualcosa di terribile accaduto cento anni prima, e vediamo una Zelda disperata stringere Link in lacrime. Eonuma, tuttavia, si stringe nelle spalle. "Volevamo proprio realizzare un trailer estremamente drammatico e, grazie anche alla musica, mi sembra che ci siamo proprio riusciti", confida il director. "Tuttavia l'atmosfera del gioco, in generale, non è poi così cupa. Anzi, è una storia sfaccettata come quella di Ocarina of Time: ci sono momenti divertenti e momenti commoventi, ma non credo che Breath of the Wild sia un gioco più tenebroso dei suoi predecessori". Nonostante quello che dice Aonuma, è chiaro che l'impostazione del nuovo The Legend of Zelda, almeno dal punto di vista del gameplay, sembra essere orientata verso un pubblico un po' più adulto che in passato. I videogiochi diventano sempre più complessi, così come le storie che vogliono raccontare, ed è normale che anche la saga di Link voglia sperimentare nuove vie. "Ovviamente non sviluppiamo i The Legend of Zelda pensando solo ai bambini", chiarisce Aonuma. "È anche vero che i bambini non sono più quelli di una volta. Spesso guardano giocare gli adulti e vogliono provare anche loro quegli stessi videogiochi. Di conseguenza, abbiamo pensato a Breath of the Wild come a un gioco adatto a tutte le età e probabilmente seguiremo la stessa filosofia anche in futuro". Noi dubitiamo che, nei prossimi The Legend of Zelda, Link sarà capace di assassinare i suoi nemici in stealth, rubare i loro cavalli e andarsi a infilare nei vicoli con le giovani pulzelle di Hyrule... ma siamo abbastanza sicuri che le sue avventure diventeranno sempre più articolate e cinematografiche. Già adesso Breath of the Wild assomiglia a un lungometraggio animato pieno di azione, avventura e misteri, no?

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Io, me e Zelda

Dicevamo che nell'ultimo trailer pubblicato da Nintendo si vede Zelda scoppiare a piangere tra le braccia di Link. Che ci crediate o no, quella scena ha diviso in due l'opinione pubblica. A moltissimi fan è piaciuto molto il nuovo design della principessa Zelda, tant'è che i principali siti web dedicati si sono riempiti di illustrazioni amatoriali ispirate a quel poco che si è visto di Breath of the Wild. Altri, invece, hanno criticato proprio quella scena perché, secondo loro, getta una brutta ombra sul personaggio di Zelda, facendola apparire più debole di come dovrebbe essere. "È normale che i fan si siano fatti le loro idee dopo aver visto il trailer, ma ci tengo a sottolineare che la scena in cui Zelda piange è soltanto questo: una scena", afferma Eiji Aonuma. "Abbiamo scelto quella sequenza per suscitare delle emozioni nel contesto del trailer, ma nel gioco la principessa Zelda è un personaggio estremamente sfaccettato e non è che pianga tutto il tempo", prosegue il director, sghignazzando.

Il ruolo ancora sconosciuto di Zelda in Breath of the Wild ha comunque sollevato un paio di vecchie questioni riguardanti la principessa e l'Eroe del Tempo, Link. La prima ha a che fare proprio con Zelda: sono anni che molti fan vorrebbero controllare l'eroina che dà il titolo alla serie in una delle avventure principali. Ovviamente se n'è riparlato all'annuncio di Breath of the Wild e Aonuma, che a quanto pare si interessa molto alle opinioni dei suoi fan, sembrerebbe aver soppesato attentamente la cosa. "Più che altro ne parlai prima con Shigeru Miyamoto e insieme ne discutemmo col mio staff... ma alla fine decidemmo semplicemente di lasciar perdere", rivela Aonuma. "Al momento chi vuole giocare nei panni della principessa Zelda può sempre farlo in Hyrule Warriors per Wii U e Nintendo 3DS, dove peraltro ci sono anche altre eroine oltre a lei. In futuro, chissà". La spiegazione di Aonuma ci collega direttamente all'altra questione, ovvero il sesso di Link. Quando Nintendo rivelò per la prima volta Breath of the Wild nel 2014, in molti supposero che il Link che correva a cavallo nel filmato non fosse un lui, ma una lei. "Ricordo che durante quell'Electronic Entertainment Expo dissi qualcosa che forse non avrei dovuto dire", ammette Aonuma. "In realtà non intendevo nulla di preciso, ma dissi una cosa tipo che il personaggio di Link non deve essere necessariamente un uomo. I fan mi presero sul serio e ne discussero a lungo, mentre io mi resi conto che devo stare più attento a quello che dico perché potrebbe essere travisato". Come se ciò non bastasse, ad alimentare quel focolaio ci pensò Linkle, un personaggio che Koei Tecmo introdusse in un secondo momento nel suo spin-off Hyrule Warriors: Linkle è sostanzialmente una versione femminile di Link e la sua ideazione fece pensare che fosse lei la protagonista di Breath of the Wild. Il gioco, comunque, sembra destinato a mettere in discussione le tradizioni della serie, per la gioia dei fan che amano scervellarsi sulla cosiddetta "timeline" dei The Legend of Zelda. Il fatto che nel trailer appaiano l'Albero Deku e i Korok ha fatto pensare che Breath of the Wild sia un sequel ambientato nello stesso universo di The Wind Waker. "Ammetto che l'atmosfera del trailer ricorda non poco quella di The Wind Waker, così come le animazioni e la direzione artistica in generale, quindi non mi sorprende che qualcuno abbia pensato che i due giochi sono collegati", ha detto Aonuma. "Dal canto nostro, abbiamo cercato di sorprendere i giocatori con incontri imprevedibili e tante sorprese, perciò mi piacerebbe che i fan, almeno inizialmente, si godessero l'avventura in modo più naturale". Il desiderio di Aonuma ci fa pensare che sotto sotto ci sia qualcosa di vero nelle teorie dei fan più sfegatati. In fondo, sono anni che si ipotizza che Link e Zelda siano gli stessi personaggi che si reincarnano ripetutamente nel corso della storia (e lo conferma anche il volume Hyrule Hystoria) ma a quanto pare Breath of the Wild sconvolgerà la tradizione anche in un altro senso: Link comincia il gioco che è già un eroe. "Link ha dormito per cento anni e questo dettaglio è un pilastro della trama", si sbottona Aonuma. "È anche una sorta di tecnica narrativa che permette a ogni giocatore di immedesimarsi a modo suo nel protagonista. Ovviamente non posso dirvi altro, ma vi garantisco che è la nostra scelta ha un senso e non vedo l'ora che scopriate qual è". E secondo lei noi invece no, signor Aonuma?!

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