Youkol-e-lei

A un mese dall'uscita del gioco abbiamo provato la nuova e affascinante avventura firmata da Benoit Sokal

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   10/03/2017
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Ai fan della serie Syberia bisogna dare atto di avere la pazienza di un mammuth. Dopo aver atteso anni prima di sapere che sì, l'indimenticabile viaggio di Kate Walker sarebbe andato oltre quel commovente saluto alla fine di Syberia 2, gli appassionati si sono visti rinviare la nuova avventura firmata da Benoit Sokal alla fine dell'anno scorso. Ma alla luce del decennio passato dall'ultimo episodio, cosa sarà mai qualche mese di sviluppo in più? Alla GDC di San Francisco abbiamo incontrato l'autore francese per provare per la prima volta Syberia 3, e anche se le perplessità emerse durante la scorsa Gamescom non si sono dissolte del tutto, il nuovo viaggio di Kate sembra avere tutte le carte in regola per pizzicare le giuste corde in chi ha amato i primi due episodi.

Torniamo nei panni di Kate Walker nella nostra prima prova di Syberia 3

Il disastro di Baranour

Se alla Gamescom di Colonia avevamo assistito a una sequenza ambientata in un villaggio Youkol, non troppo avanti nell'avventura, alla GDC gli sviluppatori hanno mostrato due diversi spezzoni. Il primo riprendeva i minuti iniziali del gioco, con Kate che viene tratta in salvo da un gruppo di Youkol e si risveglia su un lettino d'ospedale. Nel cercare un modo per uscire dalla stanza, si ha a che fare subito con un puzzle piuttosto facile ma che permette di prendere dimestichezza con l'interfaccia e le possibili interazioni con l'ambiente.

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Gli oggetti possono essere esaminati da vicino, e magari ruotandoli o manipolandoli è possibile scoprirne ulteriori dettagli. Mentre ci sposta nello scenario, delle icone appaiono contestualmente quando Kate può svolgere particolari azioni: in alcuni casi i simboli per esaminare, raccogliere o interagire con gli oggetti non sono chiarissimi, ma a non confondersi troppo aiuta il fatto che a ogni icona è associato un colore legato al rispettivo tasto del controller (il verde del triangolo per il DualShock 4 di PlayStation 4, ad esempio, oppure il giallo del tasto Y sul pad Xbox One). Uscita dalla stanza, Kate si confronta con lo psichiatra dell'ospedale, in un acceso scambio verbale che, per scrittura, non neghiamo averci lasciato parecchio perplessi in un paio di occasioni. Come da tradizione non sarà presente alcun sistema di indizi o suggerimenti, sebbene gli sviluppatori assicurano che dialogando con tutti i personaggi non giocanti si otterranno abbastanza informazioni da riuscire a risolvere gli enigmi e non restare bloccati. Sarà invece possibile scegliere tra tre diversi livelli di difficoltà, ognuno dei quali renderà più o meno evidenti gli oggetti da utilizzare o gli obiettivi da portare a termine. La seconda sequenza mostrataci era ambientata molto più avanti nella storia, a circa tre quarti del gioco. Nel corso del suo viaggio assieme al popolo di nomadi Youkol, Kate si fermerà per un breve periodo nella grigia Baranour, una città abbandonata a seguito di un disastro nucleare. Ci è stata descritta come "la Chernobyl del mondo di Syberia", ed effettivamente l'atmosfera che si respira non potrebbe essere più lontana dai paesaggi naturali del villaggio Youkol. Tra strade deserte e abitazioni diroccate, si notano qua e là automaton disattivati e insegne appartenute a un'epoca passata, mentre statue di vecchi leader e poster propagandistici mostrano un'ispirazione socialista che non è affatto estranea alla serie. Restare bloccati in questa città morta riporta alla mente gli scenari industriali di Komkolzgrad, ma gli sviluppatori sembrano intenzionati a superare in più occasioni il confine tra autoreferenzialità e fan service. Abbiamo assistito infatti a quello che probabilmente sarà uno dei colpi di scena più grandi di Syberia 3 e che di sicuro diventerà oggetto di discussione tra gli appassionati dei primi due capitoli. Nel caso non vogliate alcuno spoiler, consigliamo di evitare di guardare immagini e trailer fino all'uscita del gioco, visto che Microids non sembra intenzionata a mantenere il segreto. Quando manca ormai poco più di un mese all'arrivo di Syberia 3, la nuova avventura di Kate Walker continua a dimostrarsi promettente e ricca di fascino, merito dell'universo fantastico e contraddittorio creato dal visionario Sokal. Allo stesso tempo restano le perplessità dell'ultima volta, da un punto di vista estetico (le animazioni dei personaggi continuano a sembrare fin troppo spesso inespressive) ma soprattutto narrativo. Pur riuscendo a replicare la magia dell'indimenticabile capitolo originale, Syberia 2 soffriva di una storia raccontata in maniera poco coinvolgente e di enigmi non sempre riusciti. Sarà anche vero che il focus sulla serie è sempre stato sull'atmosfera, i personaggi e la musica, ma la speranza è che con questo terzo capitolo possa emergere non solo la matita di Sokal, ma anche la sua penna.

CERTEZZE

  • Mondo affascinante e ricco di contrasti
  • La colonna sonora di Inon Zur
  • Ci aspetta una storia intrigante e con diversi colpi di scena...
DUBBI
  • ...ma verrà raccontata in maniera coinvolgente?
  • Animazioni poco espressive