Trenta giorni di ghiaccio

Abbiamo provato di nuovo Impact Winter, survival al freddo targato Mojo Bones

PROVATO di Rosario Salatiello   —   03/05/2017
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La data d'uscita di Impact Winter era inizialmente prevista per lo scorso 12 aprile, ma poco prima di tale giorno è stata rimandata al 23 maggio. Un sacrificio necessario a detta del team di sviluppo Mojo Bones, per permettere al ristretto gruppo di persone che ne fa parte di amalgamare a dovere tutte le meccaniche incluse nella versione definitiva di questo gioco. Dopo aver fatto con Impact Winter una prima conoscenza al freddo della Lapponia qualche mese fa, abbiamo approfittato del tempo extra che ci separa dalla sua uscita per provarlo nuovamente. Questa volta con un po' di calma in più, per tentare di capire cosa ci possa riservare questo curioso survival all'interno di un genere ormai piuttosto inflazionato.

Mojo Bones ci propone il suo survival sottozero: abbiamo provato di nuovo Impact Winter!

Piacere, Jacob

Il nome di Impact Winter indica in inglese quello che in italiano viene chiamato "inverno da impatto", vale a dire il periodo in cui il clima del nostro pianeta vide un drastico crollo delle temperature. Come 65 milioni di anni fa, quando lo scontro tra la Terra e un asteroide portò all'estinzione dei dinosauri: in seguito a tale evento, sul nostro pianeta ci fu per anni un lungo inverno, riprodotto appunto da Mojo Bones in Impact Winter. Per evitare di fare la stessa fine dei rettiloni giurassici, i protagonisti del gioco trovano rifugio in una chiesa abbandonata, trasformandola in quartier generale dal quale far partire le inevitabili spedizioni destinate a garantire al gruppo la sopravvivenza.

Trenta giorni di ghiaccio

Il protagonista è Jacob, uomo dotato di barba a sufficienza per non soffrire troppo la morsa del freddo quando esce all'esterno, accompagnato da altri quattro elementi, ognuno dotato di particolari abilità in grado di facilitare il compito di rimanere in vita. Troviamo dunque Maggie, esperta meccanica grazie alla quale costruire migliorie per l'interno del rifugio, mentre il vecchio Blane può aiutarci con le sue conoscenze quando ci troviamo all'esterno della chiesa. L'adorabile Wendy si prende cura di tutto il quintetto, cucinando le proprie ricette in base agli ingredienti che sapremo fornirle. L'ultimo della lista è Christophe, esperto in tecnologia grazie al quale è possibile contare sul supporto di Ako-Light, il drone che Jacob porta con sé durante tutte le sue scorribande all'esterno. Un compagno fondamentale, da migliorare nelle caratteristiche per avere ad esempio una maggior capienza nel proprio inventario, o aumentandone la durata delle batterie per avere adeguata luce nelle missioni effettuate durante la notte. Con centimetri e centimetri di neve, anche il radar di cui Ako-Light è dotato può essere fondamentale, così come l'abilità di Jacob di costruire un rifugio di fortuna all'esterno. Ogni personaggio è dotato di una "via" che il giocatore può scegliere di percorrere, ottenendo così un importante aiuto in determinati aspetti dell'esperienza survival proposta da Impact Winter.

Conto alla rovescia

La differenza tra Impact Winter e altri survival "aperti" sta nell'obiettivo finale proposto da Mojo Bones: all'inizio dell'avventura il gruppo riceve infatti un messaggio, secondo il quale i soccorsi arriveranno tra trenta giorni.

Trenta giorni di ghiaccio
Trenta giorni di ghiaccio

Da quel momento l'obiettivo di chi veste i panni di Jacob diventa dunque quello di far passare il mese senza morire di freddo o di fame, o ancora a causa dei numerosi pericoli che popolano il mondo esterno. Con un gelo così, la prima cosa da fare è mantenere alimentato il falò che si trova al centro della chiesa, reperendo generi di prima necessità per garantirsi in primis la sopravvivenza, ma anche un buon livello di parametri vitali. Muovendosi e lavorando si consumerà per esempio energia, ripristinabile dormendo o mangiando apposite barrette. Fame e sete non hanno bisogno di descrizioni così come la temperatura corporea, mentre il morale viene influenzato dalla combinazione di tutte le altre statistiche. Man mano i nostri compagni ci assegneranno delle vere e proprie quest, completando le quali sarà possibile ottenere bonus per il gruppo, ma non solo. Il successo nel compiere determinate azioni permette infatti ai soccorsi di anticipare il loro arrivo, facendo scorrere così più velocemente il conto alla rovescia verso la fine dei trenta giorni. Un qualcosa che almeno nelle battute iniziali sembra più facile a dirsi che a farsi, visto che Jacob deve anche fare i conti con un inventario non proprio enorme, nel quale fare entrare tutto ciò di cui i sopravvissuti hanno bisogno. Per quanto riguarda gli elementi tecnici di Impact Winter, ci limitiamo a una breve carrellata in attesa della recensione, anche perché nella versione di prova che abbiamo giocato alcuni aspetti sono ancora abbastanza grezzi. Mojo Bones ci ha raccomandato di provare questo titolo con l'uso di un controller, adatto all'esperienza messa in piedi dal team britannico ma allo stesso tempo da rifinire in termini di sensibilità. Discorso più o meno simile per l'interfaccia di Impact Winter, al momento un po' complicata tra le varie sezioni di cui è composta. Dal punto di vista grafico, infine, è possibile apprezzare una certa ispirazione artistica da parte degli sviluppatori. Considerando i paesaggi totalmente imbiancati con cui dovremo avere a che fare, questo sarà un aspetto fondamentale da valutare nella versione finale di Impact Winter, insieme alla varietà delle situazioni che ci verranno proposte.

CERTEZZE

  • Molta carne al fuoco
  • Buon impatto visivo
  • L'ambientazione "fredda" lo differenzia da altri survival
DUBBI
  • Versione di prova ancora un po' grezza
  • Quanto durerà realmente?