Metroid: Samus Returns: a volte ritornano (e meno male)  38

Un graditissimo ritorno per Nintendo 3DS!

ANTEPRIMA di Lorenzo Fantoni   —   16/06/2017

In pochissime ore siamo passate da zero Metroid a molto Metroid, almeno in potenza, visto che Metroid Prime 4 su Switch è ancora soltanto qualche lettera in un video di teaser, ma nel frattempo potremo cercare di rendere l'attesa più dolce con Samus Returns, nuovo capitolo per 3DS che punta regalarci un'esperienza che sia coerente con la saga e sappia mescolare il salato di un nuovo titolo col dolce della nostalgia. Samus Returns è infatti il remake di Metroid II e il primo gioco dedicato alla bionda mercenaria da parecchio tempo. Se escludiamo Federation Force sono ormai sette anni che non indossiamo la cara vecchia tutta potenziata in grado di trasformarsi in una sfera. Ci troviamo di fronte dunque una via di mezzo tra un'operazione nostalgia in piena regola e un gioco che per molti sarà completamente nuovo, visto che quello da cui tra ispirazione è uscito in Europa nel 1992 per il primo Game Boy. Una curiosità di questo remake è che se ne occuperà Yoshio Sakamoto che è stato il designer del primo Metroid e ha lavorato a Super Metroid, ma non al secondo capitolo. Tuttavia, non crediamo che la sua conoscenza della materia sia un problema. Ad affiancarlo c'è il team di Mercury Steam che ha lavorato su Castlevania, quindi senza dubbio ha maturato una certa esperienza, ma visti i risultati qualche dubbio è legittimo.

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Da soli nel buio

Ogni tanto spunta fuori un gioco che rientra nel genere dei Metroidvania e ci troviamo di fronte a un titolo con visuale laterale, mappe enormi e una serie di poteri che devono essere sbloccati per superare le varie sezioni e procedere nell'avventura, spesso tornando anche sui nostri passi per aprire sezioni e scorciatoie che prima ci erano precluse. Quel tipo di meccanica nasce dall'incontro di due nomi, Metroid e Castlevania, nomi che hanno fatto la storia di questo settore e che giocando a Samus Returns potrete apprezzare anche se è da poco tempo che muovete i vostri passi nel mondo dei videogiochi. Questo perché quel tipo di ritmo fatto di combattimenti che sfruttano lo stick, salti, passaggi segreti, armi differenti e power up che aprono via via la mappa e la popolano di zone interessanti nascono con Metroid e si sviluppano diventano una vera e propria tradizione, per poi sviluppare un vero e proprio arsenale. Sempre parlando di tradizione, quella di Metroid vuole che si inizi con veramente pochi strumenti a disposizione e ovviamente così è anche in questo caso, visto che per difenderci dalle prime creature che incontreremo potremo contare solo su una modalità di fuoco base. L'ambiente attorno a noi sarà pieno di nemici, passaggi segreti e power-up che dovremo trovare e sbloccare, grazie anche alla mappa, posizionata nello schermo inferiore e sulla quale potremo lasciare degli indicatori per le stanze particolarmente interessanti. I primi minuti di gioco sono anche un'ottima occasione per ammirare la nuova veste grafica del gioco che ha ovviamente abbandonato la monocromia della versione originale per abbracciare sfondi tridimensionali che, vista la natura del gioco, acquistano particolarmente senso. L'effetto 3D infatti dona una certa profondità di campo alle avventure di Samus, che ovviamente rimane in primo piano, e arricchisce la sensazione di trovarsi all'interno di una vasta caverna piena di segreti.

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Votata all'azione

Visto che non giochiamo più sul vecchio Game Boy, la grafica non è l'unica cosa ad essere stata rinnovata, adesso potremo sparare a 360° e non solo ad angoli di 45°. Questo è solo uno dei molti cambiamenti che rendono il gameplay decisamente più frenetico del suo predecessore. In caso di nemici multipli o particolarmente coriacei potremo infatti concatenare tra di loro attacchi differenti e utilizzare un colpo corpo a corpo che col giusto tempismo ci permetterà di fare delle parate perfette in stile Zelda, stordire per qualche secondo i nemici e aprire spazi per poderosi contrattacchi critici. Quest'abilità, da quel che possiamo intuire dai filmati, si rivelerà particolarmente importante contro i nemici più veloci o negli scontri con i boss e in generale si inserisce in un ritmo di gioco che offrirà momenti decisamente adrenalinici in cui potremo alternare colpi semplici, contrattacchi e missili per aumentare le nostre chance di sopravvivenza. Un'altra interessante novità sono le abilità Aeon, ad esempio lo Scan Pulse che permette svelare parte della mappa attorno a noi, così da scoprire eventuali passaggi segreti e aree che possiamo distruggere. Queste abilità sfruttano una barra di energia separata che si ricarica raccogliendo alcune sfere di luce lasciate cadere dai nemici uccisi. Parlando dei nemici, ovviamente il problema principale saranno i Metroid, che a quanto pare possono anche succhiare via la vita dalle creature che incontrano per evolvere in forme ancora più letali. Ogni volta che un Metroid è nelle vicinanze partirà una segnale sonoro che si farà più intenso via via che ci avviciniamo alla creatura, anche se sarà difficile mancarli visto che tendono a stazionare nelle zone di passaggio più importanti e la loro uccisione spesso comporta un avanzamento. Basterà infatti inserire in uno speciale portale il DNA dei Metroid uccisi per sbloccare nuove zone da esplorare.

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Operazione Nostalgia

Andare a recuperare un classico come Metroid II ovviamente comporta alcune riflessioni, non avrebbe avuto alcun senso riproporre oggi lo stesso identico titolo, perché i gusti dei giocatori sono cambiati, le nostre abitudini di gioco sono cambiate e un gioco con quel sistema di controllo oggi forse apparirebbe legnoso e troppo datato. Ovviamente quando si cambia qualcosa si rischia anche di stravolgere l'essenza dell'esperienza originale, appiccicando a un gioco totalmente nuovo una vecchia etichetta sperando che la nostalgia faccia il resto. Metroid II era un titolo difficile e con un'atmosfera tetra, la svolta action, la grafica colorata e un sacco di nuove armi rischiano ovviamente di stravolgere tutto questo, ma senza dubbio il team di sviluppo si è confrontato con questa eventualità. Tuttavia dopo questa prima occhiata ci sentiamo di dire che Samus Returns ci sembra un gioco in grado di cogliere lo spirito originale, una miscela di esplorazione, puzzle, azione che fece la fortuna del gioco originale e che l'ha consacrato a vero e proprio genere videoludico. Non vediamo l'ora di giocarci per bene, con la speranza che Mercury Steam abbia fatto tesoro dell'esperienza di Sakamoto, e fosse per noi l'avremmo portato anche su Switch!

CERTEZZE

  • Un Metroid portatile? Sì, grazie!
  • Le nuove abilità sembrano interessanti
  • Ore e ore di esplorazione garantita

DUBBI

  • Il team di sviluppo non offre grandi certezze
  • Le novità potrebbero non piacere ai duri e puri