Xbox Game Pass: un Anno Dopo 52

Un catalogo di videogiochi in continua espansione che comprenderà tutte le esclusive Microsoft al lancio

SPECIALE di Marco Cremona   —   01/03/2018

Era il febbraio 2017 e veniva ufficialmente annunciato Xbox Game Pass, un servizio simil-Netflix che dà completo accesso a una libreria di oltre 100 giochi su Xbox One. Al lancio, il servizio ha riscosso feedback contrastanti per quanto riguarda proprio il catalogo, ricco di piccole perle del passato perlopiù appartenenti alle scorse generazioni. L'abbonamento strizzava quindi l'occhio a famiglie e nuovi utenti Xbox che per soli 10€ al mese hanno modo di regalarsi ore e ore di intrattenimento non-stop su titoli, comunque, divertenti e di qualità. Il problema quindi era caratterizzato da quella fetta di utenza, i "core gamer", che hanno già probabilmente divorato molti dei prodotti presenti e a cui Game Pass non offre che una galleria di giochi installabili che difficilmente cattureranno la loro attenzione. Tra alti e bassi, con più aggiunte che rimozioni, il nuovo abbonamento ha continuato a migliorarsi mese dopo mese, fin quando non è arrivato un grosso annuncio che ha finalmente catturato l'interesse di tutti e incrementato ulteriormente la qualità del catalogo offerto.

Sommersi dal passato

Oltre all'adesione di tanti altri grandi publisher del settore che vanno a garantire una buona varietà di titoli, uno dei punti di forza del servizio è la possibilità di installare sulla propria console qualsiasi titolo della libreria di Game Pass, garantendosi quindi totale accesso sia online che offline. Vantaggio da non sottovalutare sono le politiche di sharing tramite Xbox Home che rimangono applicate al servizio rendendolo ancora più conveniente in caso si decidesse di condividerlo con un amico o parente. Tutto questo, ovviamente, se si è disposti a pagare una libreria del genere piena di giochi sì belli ma comunque concentrati principalmente su indie e titoli Xbox 360. Il problema originale di Game Pass è stato quello di essersi promosso come un catalogo "infinito" non pensando, tuttavia, ai moltissimi giocatori attivi che nel servizio non troverebbero altro che una piattaforma dove rigiocare molti titoli del passato o scoprire qualche perla nascosta di cui tanto si sente parlare quando si discute di questo abbonamento. Ciò nonostanteMicrosoft non ha mai smesso di credere nel progetto, e il responso da parte dei vari partner che partecipano al servizio è sempre stato in crescendo, così come la qualità dei titoli offerti. Sempre più giochi di questa generazione vengono aggiunti periodicamente, così come è salito il quantitativo di titoli AAA presenti nel pacchetto. Mentre originariamente l'idea sembrava quella di una costante rotazione di alcuni titoli, la situazione sembra essere quella invece di una progressiva aggiunta di contenuti e se al lancio il catalogo contava appena 100 giochi, oggi gli abbonati possono goderne di oltre 160 con un'ottima presenza di prodotti di questa generazione, tra cui Gears of War 4, Rime, Halo Wars 2, Darksiders II Definitive Edition, Darksiders Warmastered Edition, Halo 5, Recore, Resident Evil 6, Devil May Cry 4 e tanti altri.

Xbox Game Pass: un Anno Dopo

Il futuro di Xbox Game Pass

A partire da Sea of Thieves, tutti i futuri titoli first party di casa Redmond saranno rilasciati al day one e senza costi aggiuntivi per gli abbonati al servizio. La notizia è stata accolta più che positivamente: con soli 10 euro al mese i giocatori non solo si assicureranno un pacchetto che tra un paio di anni potrebbe contenere chissà quanti contenuti, ma si porteranno a casa l'accesso a tutte le esclusive direttamente il giorno in cui vengono rilasciate. Una notizia del genere ha comunque causato un po' di trambusto nel mercato retail, con molti rivenditori che hanno addirittura deciso di smettere di supportare i prodotti Microsoft per via del suo processo di digitalizzazione. Se ci pensiamo, tuttavia, questo percorso aveva già avuto inizio con l'annuncio originale di Xbox e le sue varie politiche di DRM, ma se la crescita di Game Pass provoca certe reazioni probabilmente è l'ennesima conferma che ancora in molti non sono pronti a una quasi totale digitalizzazione del mercato videoludico. Fortunatamente, il riscontro all'annuncio è stato perlopiù positivo con un crescente interesse da parte dell'utenza verso il servizio grazie anche all'imminente arrivo del nuovo titolo di Rare. Il futuro di Game Pass si prospetta più roseo che mai, e le possibilità di rendere ancora più appetibile il programma esistono e devono solo essere sfruttate per bene. In un immaginario futuro, non sarà impossibile vedere sempre più publisher proporre servizi simili, e forse da un lato è anche meglio così. Quando oggi acquistiamo un gioco, che sia fisico o digitale, non facciamo altro che entrare in possesso di una licenza che ci permette di accedere ai suoi contenuti. Nel momento in cui premiamo "start" e iniziamo la nostra partita non stiamo accettando un accordo con uno specifico servizio, ed è forse proprio questo che dà peso a quanto detto sopra. Nel bene o nel male i servizi simili a Netflix applicati al mondo dell'intrattenimento videoludico potrebbero essere un'intrigante alternativa all'acquisto del singolo videogame. I rivenditori fisici, come già sta accadendo, potrebbero sempre di più concentrarsi su un mercato altrettanto in crescita, quello degli accessori, dei gadget e delle edizioni limitate per collezionisti. Che siano in streaming o che diano la possibilità di essere scaricati e installati sul proprio dispositivo, i giochi in abbonamento sono un'interessante finestra sul futuro e Microsoft, con Game Pass non ha fatto altro che lanciare il servizio giusto al momento giusto. Riprendendo una recente Pierpolemica sull'argomento, perché pagare 70€ per un gioco, quando con 60€ ci si può assicurare un immenso catalogo di giochi con tutte le esclusive disponibili al lancio per sei mesi?