Battlefield 5: l'ultimo provato in attesa del verdetto definitivo 65

In attesa del verdetto definitivo con voto, ecco le nostre prime impressioni sulla versione finale di Battlefield 5, disponibile già domani con EA Access.

PROVATO di Mattia Armani —   08/11/2018

Aggiornamento: la recensione di Battlefield 5 completa è ora disponibile.

Atterrati in una Stoccolma tutto sommato ancora tiepida, abbiamo finalmente incontrato la versione definitiva di Battlefield 5, il nuovo capitolo della longeva serie di sparatutto in prima persona DICE che riprende il percorso iniziato con Battlefield 1 per portarci al conflitto successivo, nel bel mezzo di una Seconda Guerra Mondiale che torna protagonista dopo parecchio tempo. La chiave di lettura utilizzata è la medesima del capitolo precedente, con un gran respiro storico scevro però di pretese di rievocazione o simulazione, per un titolo che non si fa troppi problemi con le licenze poetiche e con le conseguenti, inevitabili polemiche. Ma di questo a noi importa relativamente: ciò che ci interessa capire riguarda le differenze nella sostanza di un seguito che ha come obiettivo quello di trascinarci con maggiore efficacia nel mezzo di di storie di guerra ancor più viscerali e battaglie multigiocatore sempre più coinvolgenti e complesse. Ed è un qualcosa che abbiamo cercato di fare durante due giorni di partite che ci hanno dato modo di valutare una buona parte del gioco e di scoprire alcune informazioni sul supporto futuro. Ma non siamo ancora pronti per dare un voto definitivo all'ultima fatica DICE, che tornerà protagonista di una vera recensione una volta che avremo potuto valutare il bilanciamento dell'esperienza e il funzionamento dell'infrastruttura online.

Un fronte in continuo movimento

Il nostro incontro con la versione definitiva di Battlefield 5 ha avuto luogo in un'enorme capannone, tra grandi schermi collegati a Xbox One X piazzati ai lati a circondare abbastanza PC da ospitare i 64 giocatori necessari per dare vita a battaglie degne di questo nome. Conflitti che grazie alla GeForce RTX 2080 Ti abbiamo affrontato in 1440p con un frame rate senza dubbio molto elevato, probabilmente vicino ai più di 160fps raggiunti dalla stessa scheda con Battlefield 1 considerando che gli addetti ai lavori si sono assicurati che i monitor a disposizione fossero impostati su 165Hz. Lasciati finalmente liberi di giocare ci siamo trovati di fronte all'ennesimo spettacolo messo in campo dal Frostbite Engine, una sicurezza che anche questa volta colpisce nel segno restituendoci campi di battaglia immensi e visuali mozzafiato. I riflessi dei soldati nelle pozzanghere, la pioggia realistica, le commoventi distese di fiori, il fuoco sensibilmente migliorato e il fumo da mascella a terra ci offrono una resa ancora più spettacolare del solito a partire dai boschi della Provenza della campagna Tiralleur, un tripudio di colori autunnali, alberi che crollano e tappeti di foglie che schizzano per aria a centinaia a ogni esplosione. Ed è un gioiello anche la mappa multigiocatore Rotterdam, con una ferrovia nel bel mezzo e scorci mozzafiato che ci hanno visto prima prenderle sonoramente dagli avversari per recuperare gradualmente sul finale di partita, una volta capito il flusso di una mappa che prevede aggiramenti, punti di respawn insidiosi e tutto quello che può sorprendere un giocatore garantendo un vantaggio all'altro. Le stesse meccaniche che abbiamo trovato nella mappa di montagna, piena di anfratti e di strettoie rocciose che possono trasformarsi in trappole, ma permettono a chi li sfrutta di attaccare gli avamposti nemici da ogni lato. Abbastanza per fare del fronte un qualcosa di fluido, sempre più lontano dagli stalli dei capitoli ambientati nella modernità, e questo vale anche per le altre mappe, in alcuni casi per merito di modalità che puntano con ancora più forza su un gameplay in evoluzione, fatto di obiettivi che cambiano tra assalti e ritirate. Ed è questo il caso anche di Breakthrough che per consentire al nostro schieramento di procedere di settore in settore ci chiede di conquistare due o tre punti, combinando così elementi delle modalità conquista e Rush che tra l'altro non è tra quelle della versione di lancio. Non mancano invece Air Assault, Deathmatch, Domination, Frontlines e Grand Operations, quest'ultima in una versione più complessa e più coinvolgente.

Cambiamenti forse piccoli ma molto importanti

Nella versione rivista per Battlefield 5 di Grand Operations, lo scontro si divide in tre giornate di battaglia caratterizzate da diverse modalità che si incastrano mentre chi attacca conquista settori e chi difende cerca di arginare l'avanzata avversaria. La fazione che riesce a ottenere il pieno successo conquista dei bonus che ci portano alla terza giornata in cui si decide il vincitore. Ma c'è la possibilità di pareggiare, cosa che porta a un sudden death che toglie il respawn, permettendo però di rivitalizzare i compagni, mentre la mappa si restringe. Emergono quindi già alcuni elementi in stile Battle Royale (forse prodromi della modalità vera e propria che dovrebbe arrivare a marzo) utilizzate però in uno spareggio che ruota intorno ai classici ritmi di Battlefield, ancora una volta basato su un gunplay familiare che, complici armi più moderne ma comunque d'epoca, risulta piuttosto simile a quello di Battlefield 1 nonostante i cambiamenti rilevanti alla mobilità e alla tipologia di carri, grossi e lenti, e ai velivoli. Ma sebbene il ritmo sembri familiare, ci sono cambiamenti rilevanti che si fanno sentire sul campo di battaglia. La capacità di cura autonoma è pesantemente limitata, mentre la dotazione in munizioni meno generosa e questo significa che aumenta l'importanza del gioco di squadra e non solo all'interno dello schieramento in generale. I quattro membri di un team possono infatti rianimarsi tra loro senza bisogno che ci sia un medico e questo è un cambiamento importante, anche bilanciato dal fatto che senza un medico manchino le cure. Ma la sopravvivenza di un solo uomo può permettere agli altri di utilizzarlo come punto di respawn, una pratica ora facilitata da una modalità spettatore che ci permette di identificare il momento migliore per tornare al fianco del nostro compagno. Ed è una dinamica che funziona, aumentando ulteriormente l'importanza del gioco di squadra e il valore di quest'ultima sul campo di battaglia. Questo assieme alle specializzazioni dei quattro ruoli disponibili che aprono la via a diverse abilità decisamente importanti. Abilità che migliorano cura, resistenza, mira ed efficacia, regalando varietà a uno schieramento che può contare su nuove personalizzazioni e che ora include anche le donne. Non c'è più invece traccia della celebre Levolution, la trasfigurazione di un livello in un certo punto della partita che è stata simbolo del terzo e del quarto capitolo della serie. Già trasformata nello scorso capitolo, lascia il posto a match che sfruttano le 8 grandi mappe per offrirci match che si evolvono intorno a obiettivi sempre cangianti e fronti di battaglia in continuo movimento. Tutto condito dalla distruttibilità che, anche se limitata nelle città, altera nascondigli e campi di battaglia costringendo i giocatori ad adattarsi alle nuove condizioni. Il tutto condito dall'aggiunta di fortificazioni che una volta rase al suolo possono essere ricostruite da chi ha conquistato una zona e si assicura le stesse possibilità di difenderla di chi la occupava prima.

Manca qualcosa, ma il futuro promette bene

A differenza di alcune mappe multigiocatore, il single player di Battlefield 5 non brilla dal punto di vista della distruttibilità, in alcuni casi quasi assente, ma le tre mini-campagne disponibili vantano un design più curato, una buona varietà di situazioni, aree più complesse, particolari sfiziosi come gli sci, camminate a rischio ibernazione nella neve e strutture molto più grandi e particolareggiate, soprattutto negli interni. Il tutto condito da una dose ancora più vigorosa di atmosfera, riscatto ed eroismo che permeano le azioni di una partigiana norvegese, di un senegalese in cerca di riscossa tra le fila dell'esercito Francese e di una strampalata coppia di sabotatori che si muove dietro le linee naziste nordafricane. La varietà, in sostanza, non manca e le cose funzionano piuttosto bene nonostante l'intelligenza artificiale dei nemici che lasci davvero molto a desiderare. Ma il vero problema, lo sappiamo già, riguarda la longevità che risulta inferiore a quella già non eccezionale di Battlefield 1. Ma le cose miglioreranno con l'arrivo dei nuovi contenuti, tutti gratuiti, pensati per fare da ossatura al servizio live Tides of War che includerà quest settimanali, eventi legati a specifiche modalità, progressi stagionali, nuove armi, nuovi veicoli e altre iniziative volte a rendere l'evoluzione di Battlefield 5 un qualcosa di vivo e pieno di stimoli. Il primo update, chiamato Overture, è previsto per il 4 dicembre porterà una quarta storia di guerra dedicata al potente carro nazista Tiger, una mappa dedicata ai panzer decisamente divertente da giocare, un campo di addestramento cooperativo per prepararsi agli eventi futuri e la personalizzazione dei veicoli, non solo estetica ma anche funzionale al combattimento. Quattro settimane dopo arriverà Lightning Strikes, la prima stagione effettiva di Tides of War che porterà con se il primo vero contenuto cooperativo, le modalità Rush e Conquest a Squadre vincolate agli eventi speciali e nuove Grand Operations che speriamo mantengano la qualità di quelle attualmente disponibili. E a marzo, infine, sarà il turno di Trial by Fire, l'atto che porterà finalmente la modalità Firestorm Royale, accompagnata dall'area Battle for Greece, da nuovi contenuti cooperativi e da una nuova modalità sempre legata esclusivamente ai contenuti Tides of War. E con tutte queste aggiunte, che in futuro includeranno anche una quinta storia di guerra, l'offerta dovrebbe migliorare sensibilmente, garantendo finalmente tutti i contenuti promessi e tutto il necessario per un'esperienza completa. Ma per ora dobbiamo necessariamente misurarci con quello che abbiano tra le mani e questo significa che dobbiamo fare i conti con una componente single player ancora una volta troppo breve per garantire piena soddisfazione e con la mancanza di alcuni importanti tasselli che avremmo voluto vedere al lancio.

Battlefield 5 continua il percorso iniziato da Battlefield 1 con l'obiettivo di rendere l'esperienza più varia, bilanciata e avvincente. Ed è un obiettivo che è stato almeno in parte centrato, tanto in single player quanto in multiplayer. Purtroppo le tre storie di guerra disponibili durano un batter d'occhio e buona parte dei contenuti promessi arriverà solo dopo il lancio, ma le nuove Grand Operations sembrano funzionare alla grande, esaltando anche le novità del gameplay che incrementano l'importanza delle sinergie e del gioco di squadra. Entrambi elementi che cercheremo di valutare all'osso dirigendoci verso la recensione.

CERTEZZE

  • Le nuove meccaniche di base aumentano il peso del gioco di squadra
  • Grafica spettacolare e mappe ben strutturate
  • Contenuti aggiuntivi gratuiti e supporto a lungo termine

DUBBI

  • Parecchi contenuti importanti arriveranno dopo il lancio
  • Intelligenza artificiale carente
  • Ancora da valutare bilanciamento e infrastruttura online