Battlefield 5, la recensione del nuovo colossal DICE 250

Torniamo nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale con la recensione di Battlefield 5, uno sparatutto spettacolare che cerca maggiore profondità grazie a piccoli ma importanti cambiamenti.

RECENSIONE di Mattia Armani —   12/11/2018

Indice

A qualche giorno dal primo incontro con Battlefield V eccoci infine arrivati alla recensione del nuovo capitolo della serie bellica targata DICE, uno sparatutto in prima persona che ripercorre la strada del predecessore spingendo su battaglie multigiocatore sempre più articolate, una campagna a episodi dal marcato respiro storico e parecchie licenze poetiche, talvolta piuttosto spinte come nel caso del mirino olografico. Ma benché la struttura sia pressoché invariata, il nuovo Battlefield si trasforma nella sostanza adottando nuove meccaniche, abilità, mappe più articolate, fortificazioni ricostruibili e qualche importante cambiamento alle Operazioni su Vasta Scala che acquistano un respiro più ampio, quello di una grande battaglia combattuta su più giornate. Non manca tra l'altro una nuova modalità, mentre la personalizzazione estetica si arricchisce e si estenderà, a inizio dicembre, ai veicoli, tutto condito dall'entrata in campo dei soldati donna, già promesse con il capitolo precedente. Manca però la modalità Firestorm Royale, quella fondamentale per farsi notare nell'attuale panorama degli sparatutto multigiocatore, destinata però ad arrivare successivamente con la cooperativa e parecchi altri contenuti, questa volta gratuiti. Ed è un grosso cambiamento per un franchise che ci ha abituato a tonnellate di DLC a pagamento e che invece questa volta rinuncia anche alle casse premio.

Cambiamenti nel gameplay apparentemente piccoli ma decisivi

Come anticipato, la struttura di gameplay di Battlefield 5, già disponibile con EA Access e in arrivo il 20 novembre per tutti gli altri, è molto simile a quella del capitolo precedente, con il combattimento, compreso quello a bordo di veicoli, che risulta eccellente, con hitbox precise e tickrate a 60hz, oltre che immediatamente familiare a chiunque conosca la serie DICE caratterizzata da grandi battaglie da 64 giocatori, mezzi in quantità, rinculo differenziato per ogni arma, una fisica dei colpi non simulata ma credibile, edifici distruttibili e un gunplay decisamente soddisfacente e intuitivo. Tutto questo resta al centro dell'esperienza, ma è sufficiente affrontare una partita a Battlefield 5 per avvertire il peso di alcuni importanti cambiamenti alle meccaniche di gioco base, modifiche che riguardano la limitazione delle capacità di cura spontanee dei soldati e la disponibilità ridotta di munizioni. Due fattori, questi, che rafforzano il gioco di schieramento, assolutamente necessario per affrontare modalità che, come vedremo, si sono fatte più articolate e complesse. Ma con il nuovo capitolo cresce anche il gioco di squadra, grazie alla possibilità di rianimare i nostri tre compagni a prescindere da quale delle quattro classi disponibili stiamo impersonando. Senza un medico la salute degli uomini si riduce rapidamente a un filo che li tiene flebilmente appesi alla vita, ma l'autonomia cresce comunque e garantisce maggiori possibilità di sopravvivenza anche senza bisogno di avere a disposizione tutte le classi. Queste, però, restano fondamentali e lo sono ancora di più nel caso del geniere che è più veloce degli altri nella ricostruzione delle fortificazioni (anche queste tra le aggiunte più importanti) ed è l'unico capace di costruire armi da postazione che aumentano notevolmente le possibilità di difendere un avamposto. Tra l'altro le armi del supporto hanno effetti di soppressione e permettono di rivelare i nemici per qualche attimo, al pari del ricognitore, a patto di scegliere la specializzazione di cannoniere che come le altre si sblocca al grado otto. Vengono però meno alcuni vantaggi del ruolo base che non sono da sottovalutare, come nel caso dell'assalto che permette di reperire qualche munizione in più dai cadaveri dei nemici. Ma questo non toglie nulla all'evoluzione che garantisce armi, esplosivi, fucili anticarro e abilità che si estendono ai veicoli, a loro volta caratterizzati da uno skill tree che recupera alcuni potenziamenti già visti in passato nella serie e ne aggiunge di nuovi. Non manca nulla, insomma, per garantire possibilità di gioco immediate e un buon senso di progressione, questa volta condito da una maggiore personalizzazione estetica che si allargherà presto ai veicoli.

Guerra su vasta scala: tra nuove e vecchie modalità

Battlefield 1 ha compiuto il primo passo verso un multiplayer che cerca di emulare una grande battaglia realistica, introducendo la modalità Operazioni su Vasta Scala che risulta ancora molto giocata nonostante il design non sempre perfetto e meccaniche che non fanno molto per spingere sul gioco di squadra. Tutto questo, per fortuna, migliora con Battlefield 5, e non è solo grazie ai cambiamenti alle meccaniche base. Il merito va anche alle grandi mappe che tra città, montagne e fortificazioni ricostruibili risultano più varie e meglio strutturate rispetto a quelle dei capitoli precedenti, restituendoci battaglie più avvincenti anche laddove non ci sono cambiamenti trascendentali nelle modalità come nel caso di Prima Linea, Deathmatch, Dominio e Conquista. Cambiano invece alcune cose per Rush che lascia il posto a Breakthrough e ci chiede di conquistare contemporaneamente due o tre obiettivi per consentirci di procedere di settore in settore fino alla vittoria.

Inutile dire che anche in questo caso l'obiettivo di DICE è alimentare il gioco di squadra, fondamentale anche per Forze Aeree che ruota invece intorno al paracadutarsi sulle linee nemiche per recuperare bombe e piazzarle su obiettivi sensibili. E quest'ultima modalità si estende a 64 giocatori quando rientra tra le sezioni delle Operazioni su Vasta Scala, che in Battlefield 5 non cambia nome ma si trasforma nella sostanza. Nella nuova versione ci sono infatti diverse modalità che si intrecciano con una struttura narrativa che scandisce tre giornate di battaglia, ognuna delle quali può concatenare lanci con il paracadute, obiettivi da conquistare, fronti da mantenere e strutture da distruggere, garantendo un'esperienza che impegna e premia ogni sforzo. Lo schieramento che riesce a conquistare tutti gli obiettivi ottiene infatti un bonus nella giornata successiva, mentre nel caso in cui la terza tornata di scontri finisca in pareggio si accede a un sudden death con mappa che si restringe e nessuna rinascita, anche se è possibile tirare su i compagni finché sono vivi. Un bel cambiamento che, combinato con 8 grandi mappe che si ritagliano e modificano a seconda della modalità, funziona alla grande, costringendoci a seguire i movimenti di un fronte fluido che ci catapulta in una vera battaglia, tra carri armati, caccia che tempestano il suolo di piombo e soldati nemici che piovono dal cielo. Un vero spettacolo, a patto di accettare le note anomalie di un sistema di respawn decisamente complesso e di sopportare il fatto che in alcune mappe i cecchini abbiano qualche vantaggio di troppo, con punteggi fantozziani che ricordano quelli degli exploit su veicolo dei Battlefield precedenti. Di contro, però, i mezzi sembrano ben bilanciati e persino la più aperta delle mappe non manca di colline, canali, spaccature nella roccia e costruzioni che lasciano la possibilità a ogni classe di nascondersi, guadagnare terreno e aggirare il nemico.

Comparto tecnico: un piacere per la mente, gli occhi e le orecchie

Il sontuoso audio di Battlefield V non perde un colpo tra campionamenti ben differenziati per ogni arma, urla sul campo di battaglia tradotte anche in italiano, rumori ambientali realistici e un'eccezionale colonna sonora che riprende le melodie di Battlefield 1942 colpendo dritto al cuore i vecchi fan della serie. Il lavoro fatto è senza alcun dubbio all'altezza del comparto tecnico che manca ancora del supporto RTX, ma se la cava benissimo anche senza. Riflessi sulle carlinghe, texture mozzafiato, distese di fiori incendiate, centinaia di foglie che si sollevano con le esplosioni, bombardieri in fiamme ed effetti di ottima qualità investono letteralmente i nostri occhi, aumentando inevitabilmente un coinvolgimento già elevato. E le cose si fanno ancora più spettacolari nella campagna con riflessi in tempo reale, aree boscose mozzafiato, castelli ed enormi strutture immerse in una fitta bufera di neve. In alcuni frangenti il grado di distruttibilità ambientale è minimo, ma in questi casi veniamo ripagati con immense costruzioni che garantiscono maggiore varietà a missioni che riescono a combinare efficacemente una buona libertà d'azione con un filo conduttore forte. Ed è proprio grazie a questi elementi che dopo tanti anni Battlefield ha finalmente iniziato a ingranare con il single player, già valido in Battlefield 1 e ancora più curato in questo capitolo che riprende i toni eroici del precedente aggiungendoci umorismo, caratterizzazione dei personaggi, maggiore varietà e scene di intermezzo più lunghe. Il tutto sostenuto da una sfida leggermente superiore che non riesce però a compensare una durata a dir poco esigua.

Ed è qua che dobbiamo necessariamente parlare dei contenuti in arrivo che saranno importanti per consentire a Battlefield 5 di affrontare un concorrente diretto che ha rinunciato alla campagna ma che si è fatto particolarmente agguerrito sul fronte multigiocatore. Non è un caso che DICE abbia rimandato il lancio di un mese per avere la sicurezza che tutto funzionasse a dovere, soprattutto in merito al bilanciamento delle novità apportate ad alcune modalità di gioco. Ed è per questo stesso motivo che a detta di Florian Le Bihan, ex professionista e responsabile delle meccaniche di base con cui abbiamo scambiato due chiacchiere a Stoccolma, è stata presa la decisione di aspettare marzo per rendere disponibile Firestrike Royale. La modalità arriverà infatti con il terzo atto di Tides of War, il nuovo servizio online dedicato a Battlefield che introdurrà gratuitamente quest giornaliere, nuove mappe, modalità e contenuti su base regolare a partire da una mappa di addestramento, una nuova storia di guerra dedicata al carro Tiger e una nuova mappa, chiamata Panzerfaust, che vanta la stessa qualità di quelle presenti. Tra qui e marzo, inoltre, arriveranno anche un'ambientazione greca, missioni cooperative e parecchi altri contenuti, come la quinta storia di guerra, che continueranno ad arrivare successivamente.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Sistema operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: AMD Ryzen 7 2700X
  • Memoria: 16GB
  • Scheda video: GeForce GTX 2080
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8.1 o Windows 10 (64-bit)
  • Processore: AMD FX-8350 o Intel Core-i5 6600K
  • Memoria: 8GB
  • Scheda video: GeForce GTX 1050 / GTX 660 2GB / Radeon RX 560 / HD 7850 2GB
Requisiti consigliati
  • Sistema operativo: Windows 10 64-bit
  • Processore: AMD Ryzen 3 1300X / Intel Core-i7 4790 o equivalente
  • Memoria: 12GB
  • Scheda video: GeForce GTX 1060 6GB / Radeon RX 580 8GB
Digital Delivery
Origin, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
59,90 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (103)

7.6

Il tuo voto

Alla fine della nostra recensione Battlefield 5 schiva la polemiche pre-lancio e se la cava alla grande, prendendo quanto di buono fatto con Battlefield 1 per migliorarlo ulteriormente con meccaniche orientate al gioco di squadra e mappe strutturate con intelligenza che aumentano la sensazione di essere nel mezzo di un vero campo di battaglia, con un fronte fluido che si sposta in continuazione, scontri su vasta scala e soldati che si paracadutano in ogni dove. Il tutto esaltato da un comparto tecnico che non ha rivali e che ci regala una campagna a episodi di ottimo livello, anche se davvero troppo breve. E ci saremmo aspettati qualcosa di più anche dal multigiocatore, viste le promesse di un gioco che si trova ad affrontare una concorrenza a dir poco agguerrita. Per questo il voto resta identico a quello del predecessore anche se è bene ribadire che i contenuti in arrivo, gratuiti e sostenuti da un'infrastruttura fatta di eventi speciali e nuovi sistemi di progressione, promettono di restituirci uno dei Battlefield più ricchi e riusciti di sempre.

PRO

  • Comparto tecnico spettacolare e colonna sonora d'eccezione
  • Gameplay ottimo e reso più profondo dalle nuove meccaniche
  • Abilità, specializzazioni, grandi mappe ben strutturate e modalità in grado di esaltarle
  • La campagna single player si fa sempre più interessante...

CONTRO

  • ...ma risulta decisamente breve senza i due tasselli mancanti
  • Niente cooperativa o modalità battle royale al lancio
  • Il sistema di respawn continua a regalare qualche sorpresa spiacevole di troppo
  • Chi sperava in novità più corpose resterà deluso