La recensione di Tetris Effect 12

Tetsuya Mizuguchi ritorna alla grande prendendo Tetris e mescolandolo con un'orgia di suoni, luci e colori. La nostra recensione

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   12/11/2018

C'era davvero bisogno di un nuovo Tetris? Domanda legittima, visto che il capolavoro di Alexey Pajitnov a partire dalla prima uscita del 1984 è stato ripreso innumerevoli volte, spesso a sproposito e con risultati poco soddisfacenti. Più che altro perché si è tentato di giustificare le pubblicazioni intaccando la semplicità e immediatezza della formula originale, che rappresenta l'essenza del puzzle game perfetto. Se quindi da una parte c'era qualche dubbio nell'attesa di questo Tetris Effect, dall'altra si percepiva una concreta fiducia, se non addirittura un certo entusiasmo, per la direzione del progetto ad opera di Tetsuya Mizuguchi, "quello" di Space Channel 5, Rez, Child of Eden e Lumines. Ed è proprio dal matrimonio tra l'originale Tetris e Lumines che sembra essere stato partorito Tetris Effect, in un incrocio tra blocchi geometrici e musica con la cassa pesante che, incredibilmente, funziona e convince.

Tetris con qualcosa in più

È evidente fin da subito come Tetris Effect sia un gioco che si muove sul sottile filo tra rispetto dell'originale e desiderio di aggiungere un tocco personale. Quello che però Mizuguchi è riuscito ad intuire è proprio ciò che dicevamo in apertura, ovvero che intaccare la formula base avrebbe determinato un rischio troppo elevato. E d'altra parte, lo stesso designer nipponico aveva già dimostrato col suddetto Lumines di essere perfettamente in grado di creare un "proprio" puzzle game, tra l'altro così ben riuscito da essere diventato anch'esso un piccolo classico del genere. Quindi in Tetris Effect il lavoro è stato fatto in gran parte sul contorno, su ciò che fa da corredo al gameplay puro, e proprio in questo contesto il team di Mizuguchi ha esplorato le vie più interessanti che rendono il prodotto finale tanto gradevole. Se infatti la parte centrale dello schermo continua a proporre l'esperienza di Tetris "classica", coi tetramini che scendono dall'alto all'interno di un pozzo e vanno incastrati in maniera ottimale per poi cancellare più righe possibili, è in tutto il resto dell'area della Tv che si scatena lo spettacolo. Tetris Effect infatti propone circa trenta skin, che in pratica sono ambientazioni tematiche che vengono sfruttate per proporre effetti visivi di vario tipo durante le partite, il tutto perfettamente a ritmo della musica. Ecco quindi il deserto e poi l'oceano, lo spazio profondo, la città, le mongolfiere in volo, il vulcano, in un connubio di luci e colori che si muovono e contribuiscono a infilare ancora più profondamente il giocatore all'interno di quel "trip" mentale che da sempre è Tetris. Ogni skin, che si evolve durante il progresso della partita, non modifica solo l'ambientazione attorno all'area di gioco, ma anche l'aspetto degli stessi tetramini, in una maniera del tutto analoga a ciò che accadeva in Lumines nel passaggio da un livello all'altro. Se nella stragrande maggioranza dei casi questo non fa altro che portare con sé una gradevolissima varietà estetica, in rare occasioni abbiamo riscontrato come certe scelte cromatiche determinassero una minore leggibilità del gioco, fattore ancora più complicato da gestire durante i livelli avanzati con velocità di caduta dei pezzi elevata. Inoltre c'è da considerare come esista una sottile contraddizione di fondo in tanta abbondanza estetica in un gioco che richiede una concentrazione costante sul flusso dei tetramini: insomma, il rischio è di essere distratti da ciò che accade attorno oppure di non poterne apprezzare appieno i dettagli.

Tecnica e colonna sonora

Tutto quanto descritto finora sarebbe inutile se non ci fosse la musica. D'altra parte il curriculum stesso di Mizuguchi dimostra come la ricerca della commistione tra gameplay e suono sia da sempre un punto fermo della sua opera, e Tetris Effect non è certo da meno. La colonna sonora offre una varietà di brani straordinaria, tra pop, dance, fusion, ambient, jazz e via dicendo. Certo, la qualità delle tracce non è sempre sullo stesso piano, e soprattutto una tale moltitudine di generi inevitabilmente può portare i gusti del singolo giocatore ad allinearsi più o meno con le differenti situazioni, ma ciò che sorprende è come la ricerca audiovisiva si integri così bene con tutti i suoi elementi all'interno dello sviluppo del gameplay classico. Musica, beat e immagini diventano un tutt'uno con la discesa dei tetramini in un flusso sensoriale che viene infine trasmesso anche attraverso il controller, che attiva la sua vibrazione di conseguenza. Il ritmo stesso delle canzoni varia durante la progressione e questa variazione si ripercuote sulla velocità della caduta dei pezzi: questo significa che durante un singolo livello si può avere picchi di difficoltà che mettono alle corde il giocatore chiedendogli uno sforzo maggiore, mentre nelle orecchie pulsa il battito di una musica ipnotica e tutto attorno partono schegge di luce e colori. Uno spettacolo vero, unico, coinvolgente. Il supporto opzionale a PSVR in questo senso permette di entrare ulteriormente all'interno di questo viaggio psichedelico che quindi diventa totalizzante, al costo però di un calo inevitabile della risoluzione dell'immagine che al contrario, con una PS4 Pro e un monitor 4k HDR, offre una pulizia di immagine e una fluidità impeccabili a 60 fps.

Modalità e classifiche

Per quanto riguarda invece la struttura, Tetris Effect si articola all'interno di due modalità principali. La prima si chiama Journey e si sviluppa attraverso 27 livelli divisi in gruppi di 4-5: per superare ognuno di essi bisogna eliminare 36 linee, e nel passaggio al successivo si manterrà la stessa situazione del pozzo, in una continuità che diventa quindi sempre più impegnativa. L'unica concessione alla formula di gameplay del Tetris originale va ricercata nella barra dell'effetto Zona, che si riempie progressivamente. Una volta piena, si può attivare una sorta di congelamento temporaneo della scena che consente di andare oltre al limite naturale delle 4 linee cancellate in una volta. Inutile dire che attraverso la corretta gestione di questa possibilità passi la facoltà di raggiungere i punteggi elevati. La modalità Effect invece racchiude tutta una serie di variazioni sul tema, una dozzina in tutto, alcune già viste in passato e altre inedite e sviluppate per l'occasione. Tra queste, alcune saranno più apprezzate da chi ha intenzione di ricercare la componente competitiva, altre invece piaceranno a coloro che preferiscono un approccio più rilassato. Insomma, ce n'è davvero per tutti. Al pacchetto complessivo di Tetris Effect manca però una modalità multigiocatore, tanto in locale quanto in multiplayer, che avrebbe donato un ulteriore livello di profondità al prodotto. Il fattore di sfida con avversari umani si risolve quindi nelle classifiche sui punteggi, comunque stimolanti per mettere alla prova le proprie capacità e cercare di migliorarle. Infine una considerazione sul prezzo, fissato a 39,99€: una cifra importante per un titolo che, seppur ben giustificata dai contenuti offerti, indirizza Tetris Effect verso un target di pubblico di appassionati, riducendone un po' l'appeal per gli altri. Forse una decina di euro in meno sarebbe stata la cifra perfetta.

Multiplayer.it

8.8

Lettori (4)

7.6

Il tuo voto

Tetris Effect è la summa del lavoro di Tetsuya Mizuguchi e una sorta di punto di arrivo, che sposa la perfezione del gameplay originale di Tetris con la ricerca del designer nipponico nell'ambito audiovisivo non fine a sé stesso, bensì integrato con le meccaniche di gioco. Il risultato è un viaggio psichedelico e spettacolare, che cuce sulla solidissima base delle ipnotiche meccaniche del puzzle game di Alexey Pajitnov un abito di luci, suoni e colori. Al netto di qualche piccola sbavatura e dell'assenza poco comprensibile di una modalità multiplayer, Tetris Effect è quindi un acquisto obbligato per ogni fan del genere.

PRO

  • Rispettoso del gameplay originale
  • Componente audiovisiva sontuosa e coinvolgente
  • Longevità potenzialmente infinita

CONTRO

  • Tanta abbondanza grafica può distrarre
  • Niente multiplayer
  • Prezzo un po' alto