Broken Arms Games, studio italiano già noto per il successo di Hundred Days, ha svelato i primi dettagli di BioEden, il loro nuovo progetto in arrivo su PC e console nel corso di quest'anno. Si tratta di un simulatore gestionale che mette il giocatore di fronte alla sfida di ripulire un pianeta inquinato, cercando di far rinascere la vita attraverso la creazione di biomi protetti in cupole specializzate.
A differenza di tanti prodotti simili, l'approccio del team di Acqui Terme è solarpunk, ovvero positivo verso la tecnologia e il futuro, nonostante anche in questo caso l'umanità abbia portato il pianeta quasi al punto del non ritorno.
Il gameplay: due cicli per un unico obiettivo
Il cuore dell'esperienza di BioEden si basa su un sistema a due loop complementari. All'esterno del bioma prescelto, il giocatore deve esplorare un mondo segnato dal "Grande sconvolgimento" (Great Unraveling in inglese) per recuperare le risorse fondamentali, riciclando materiali necessari per lo sviluppo e bonificando l'ambiente. In questa fase il gioco si comporta da gestionale piuttosto classico: partendo da una base occorrerà creare le infrastrutture necessarie per estrarre minerali, bonificare gli specchi d'acqua e in generale raccogliere le risorse fondamentali per costruire e mantenere i biomi che dovremo ricreare all'interno delle cupole.
All'interno di questi ambienti protetti, l'azione si sposta su una gestione più puntuale degli spazi: qui è necessario riprodurre condizioni ambientali perfette, gestendo umidità, flora e fauna per ricreare l'habitat ideale per poter accogliere nuovamente sul pianeta oltre 30 specie diverse. Queste andranno sbloccate ricercando frammenti di DNA, che daranno una sorta di progressione a tutta la partita.
Secondo quanto dichiarato da Elisa Farinetti, game designer dello studio e co-fondatrice di Broken Arms Games, il gameplay varia sensibilmente in base alle scelte del giocatore: "Il giocatore avrà a disposizione 5 gilde, ognuna con un approccio diverso all'obiettivo comune. Ad esempio, la Gilda Tecnologica spinge verso un uso più intensivo della tecnologia, mentre quella Ristoratrice premia chi ricicla e ottimizza le risorse. Questo rende l'esperienza unica in ogni playthrough, con una gestione del rischio che dipende strettamente da quanto il giocatore decide di consumare l'ambiente esterno."
Tra Solarpunk e realtà italiana
Un elemento distintivo di BioEden è l'ispirazione al movimento solarpunk. A differenza delle distopie cyberpunk tipiche della cultura pop, lo studio ha cercato di trasmettere un messaggio più positivo e propositivo, immaginando un futuro dove la tecnologia e la natura possano convivere in simbiosi. È vero che ci troviamo di fronte a pianeti devastati dall'uso intensivo da parte dell'uomo, ma grazie alla tecnologia sarà possibile ripristinare il loro equilibrio e riportare la vita sulle loro superfici.
La volontà di affrontare il tema del cambiamento climatico nasce anche dall'esperienza diretta dello studio. "Quando lavoravamo a Hundred Days, parlando con i viticoltori ci siamo resi conto di quanto l'impatto del clima affligga il loro lavoro quotidiano", spiega Farinetti. "Non solo nella scelta delle viti da usare, che devono essere sempre più resistenti al caldo e alla siccità, ma anche dal punto di vista territoriale. I viticoltori si stanno spostando sempre più a nord, per poter continuare a produrre il proprio vino". Riflettendo su queste dinamiche, il team di sviluppo ha cominciato a pensare a BioEden. Un gioco che però non vuole essere un manifesto rivoluzionario, ma un prodotto di intrattenimento che, attraverso le dinamiche di simulazione, porti il giocatore a riflettere sul futuro e sulla sostenibilità.
L'approccio, infatti, è quello classico dello studio, con un gameplay che mira a bilanciare la complessità tipica dei titoli manageriali "hardcore" con un'esperienza accessibile, ispirandosi a serie come quelle di Two Point Studios. L'obiettivo è offrire profondità senza trasformare il videogioco in un lavoro, garantendo una progressione che si adatti sia ai neofiti che ai veterani del genere, il tutto accompagnati da Charles, un piccolo orb che funge da guida nelle fasi iniziali.
Fonti di ispirazione
La fonte di ispirazione più immediata per BioEden è quella di Terra Nil, il gestionale che abbiamo recensito qualche anno fa e che è disponibile anche attraverso Netflix. Anche Farinetti ammette le similitudini tra i due progetti, soprattutto dal punto di vista delle tematiche trattate. La differenza principale è nel gameplay, molto più libero e aperto nel gioco italiano, soprattutto considerando che il prodotto di Free Lives e Devolver Digital ad un certo punto assumeva quasi i contorni da puzzle game.
Anche il ritmo "cozy" è il medesimo: difficilmente sentiremo la pressione e solitamente avremo tutto il tempo sia per eseguire le nostre azioni che sufficiente flessibilità per tornare sui nostri passi e rimediare agli errori. La presenza di 5 diversi "datori di lavoro" inoltre dovrebbe garantire un certo grado di rigiocabilità, dato che ognuno di essi interpreterà il ripristino dell'ambiente a suo modo.
Un'industria in crescita
Al termine della prova abbiamo potuto scambiare quattro parole con Elisa Farinetti e il discorso, avendo di fronte un esponente di spicco della (piccola) industria italiana, ha toccato immediatamente tanti temi differenti. Per esempio abbiamo parlato del perché in pochi hanno provato a sfruttare i tanti spunti che il nostro paese offre per creare un videogioco che sappia di "Made in Italy" come per esempio è successo con Clair Obscur: Expedition 33.
"È difficile da spiegare, per me gli italiani vedono sempre il bello al di fuori del nostro paese e non si rendono conto delle tantissime cose che abbiamo vicino. Oltretutto certe cose [Dante, il Rinascimento, etc... ndr] non mi sentirei in grado di toccarle, di approcciarle nel modo giusto. Vivo un po' la sindrome dell'impostore. Spero che arrivi una nuova ondata di sviluppatori che se la senta di trattare questi mostri sacri", ha detto Farinetti.
"Noi, però, qualcosa di simile l'abbiamo fatto, con Hundred Days abbiamo tradotto in videogioco un qualcosa che sentivamo fosse nostro, della nostra terra. Non sappiamo ancora se rifaremo qualcosa di simile in futuro, ma sicuramente si tratta anche di un discorso di maturità dell'industria e in Francia da questo punto di vista sono molto più avanti", ha concluso la cofondatrice di Broken Arms Games.
La nuova scommessa solarpunk di Broken Arms Games affascina per la sua visione ecologista positiva e per un loop di gioco a due fasi che promette un'ottima alternanza tra macro-raccolta esterna e micro-gestione climatica nelle cupole. L'ispirazione ai ritmi "cozy" e la varietà delle cinque gilde sono ottime premesse per accessibilità e rigiocabilità. Tuttavia, la totale assenza di pressione e la possibilità di rimediare facilmente agli errori potrebbero azzerare il livello di sfida per i veterani, rischiando di rendere la formula ripetitiva una volta trovato il perfetto equilibrio biologico.
CERTEZZE
- Messaggio positivo
- Le fazioni dovrebbero rendere più vario il gameplay
- Ritmo compassato e adatto a tutti
DUBBI
- C'è la sfida?
- Il loop di gameplay sarà sempre lo stesso?
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