Diario del Capitano  73

DIARIO di Antonio Fucito   —   19/12/2003

Diario del Capitano

Un altro elemento storico di Sega se ne va. Rikiya Nakagawa, direttore del team di sviluppo WOW e in Sega dal lontano 1983, ha rassegnato le dimissioni. E' il secondo elemento di spicco ad abbandonare Sega nell'arco di qualche settimana: il primo fu Tetsuya Mizuguchi, che lasciò la softco del porcospino blu in seguito alla decisione di chiudere il suo studio, UGA. E le tempistiche delle dimissioni sono quantomeno sospette, per quanto la linea ufficiale di Sega parli di "motivi personali": è ormai chiaro che l'influenza di Sammy diventerà preponderante all'interno del gruppo. E la cosa, ai grandi vecchi che hanno contribuito a portare Sega al successo negli anni '80 e '90, proprio non va giù. E a ragione, per carità, anche se, volendo fare l'avvocato del diavolo, è inevitabile ammettere che Sega, negli ultimi anni, è andata proprio male. Pochi capolavori rispetto al passato, vendite bassissime, interi progetti allo sbando. E' il soltito discorso dei vecchi dinosauri, un po' come Nintendo (che comunque, in termini di vendite, sta andando egregiamente), che non riescono a riadattarsi al mercato attuale, men che meno a dominarlo. E' colpa dell'utenza? E' colpa dei tempi che cambiano? Forse, ma un po' di colpa è anche degli sviluppatori. Quello dei videogiochi è un businness. Quindi se non vendi, prima o poi chiudi. Rez fu un capolavoro, non vendette nulla, e Sega decise di chiudere UGA. Doloroso, ma non fa una grinza...
Ma lasciamo perdere le divagazioni, pongo una domanda inquietante: che succederà a Sega? La dipartita di Nakagawa potrebbe essere solo l'inizio, la prima di una lunga sere di dimissioni eccellenti. Cosa succederebbe se se ne andasse uno Yu Suzuki, uno Yuji Naka? Probabilmente lo spirito di Sega non ci sarebbe più. O, forse, non c'è già più da tempo.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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