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Diario del Capitano

DIARIO di La Redazione   —   04/11/2002

Diario del Capitano

E’ vero, dovevo dedicarmi anima e corpo a The Longhest Journey… ed invece non ne sono stato capace. Questo perché, nell’immane pila dei “giochi che devo ancora assolutamente giocare”, ci stava pure Anachronox e, mai l’avessi fatto, ho deciso d’installarlo in un momento di crisi pseudo-esistenziale tanto per rilassarmi un po’ (sarà che sono invecchiato troppo ma TLJ ha alcuni enigmi che ti fanno voglia di rimpiangere di essere nato, o quasi insomma). Non sono più riuscito a staccarmene nonostante, a dire il vero, molta stampa specializzata lo abbia abbastanza snobbato.
Da anni non mi capitava di piangere dal ridere, come un deficiente, davanti ad un gioco e con Anachronox mi è successo almeno un paio di volte.
Ma non è solo il sottile gusto ironico che pervade tutto questo titolo ad essere incredibilmente riuscito, lo stile di molte scene, infatti, ti fanno venire subito in mente il termine “regia”, molte citazioni più o meno facilmente intuibili nel corso del gioco fanno venire in mente il termine “geniale” mentre molti dei dialoghi, recitati davvero magistralmente, fanno venire in mente “cinematografico”.
Insomma, un piccolo grande capolavoro firmato da un Tom Hall davvero in forma, peccato per qualche incidente di percorso che ne hanno rallentato lo sviluppo e offuscato la nomea. Non è un RPG nel senso letterale del termine, non è neppure un’avventura grafica ed anche il termine jRPG gli sta un po’ stretto: un titolo che quei pochi che ancora non l’hanno provato non dovrebbero farsi sfuggire, soprattutto se gli piacciono i giochi dove atmosfera e trama la fanno da padrone. #I1,2#