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Diario del Capitano

DIARIO di La Redazione   —   07/01/2003

Diario del Capitano

Il tanto sbandierato annuncio Nintendo alla fine c'è stato. Non è di portata epocale come molti auspicavano, ma la commercializzazione di una nuova versione del GameBoy Advance non è certo da sottovalutare, soprattutto di fronte alle notevoli migliorie apportate. Finalmente possiamo dire addio alle peripezie e ai contorsionismi per cercare la giusta angolazione della luce per il display, e i nostri occhi ringraziano sentitamente. Così come la batteria al litio integrata ci farà risparmiare sull'acquisto delle amate/odiate pile stilo che ci hanno accompagnato per tutti questi anni.
Ma, migliorie tecniche a parte, la vera novità di questo GBA è il target a cui Nintendo ha deciso, prepotentemente, di rivolgersi. Un target già raggiunto all'epoca con il primo GameBoy e poi pian piano perso per strada.
Sottilissimo e ancora più compatto, chiuso a conchiglia il nuovo GameBoy non ha praticamente nulla che ricordi un videogioco. Giusto una minuscola, quasi invisibile scrittina Nintendo. Ha più l'aspetto di una seriosa agendina elettronica tascabile o di un telefonino ultracompatto di ultima generazione. E Nintendo conta di vederne molti nelle mani di top manager, e più in generale di over 30, nelle cabine degli aerei di linea durante le lunghe ore di viaggio. Un obbiettivo raggiunto con il primo GameBoy grazie a Tetris e a una campagna martellante rivolta soprattutto agli adulti: "This Father's Day treat Dad like a kid" recitava una pubblicità Nintendo del 1991.
Riuscirà nell'impresa? Come sempre, ve lo sapremo dire tra qualche anno.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console.

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